Non ne è uscita nei migliori dei modi l'immagine, e purtroppo la realtà della sicurezza e della giustizia italina, al termine dell'intervento dell'avv. Raffaele Della Valle supportato dalle conferme del magistrato bresciano Emilio Quaranta

Sicurezza del cittadino e giustizia.problemi da sciogliere

17/10/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Non ne è usci­ta nei migliori dei modi l’im­mag­ine, e purtrop­po la realtà del­la sicurez­za e del­la gius­tizia itali­na, al ter­mine del­l’in­ter­ven­to del­l’avv. Raf­faele Del­la Valle sup­por­t­a­to dalle con­ferme del mag­is­tra­to bres­ciano Emilio Quar­an­ta. A pro­porre l’in­con­tro, il Lions Club Gar­da Valte­n­e­si pre­siedu­to da Alber­to Rigo­ni. “Tutela del­la sicurez­za del cit­tadi­no nel­la ricer­ca delle garanzie e del­la certez­za delle garanzie”. Nat­u­ral­mente, e non pote­va essere altri­men­ti, seg­retis­si­ma l’e­s­po­sizione “rac­con­ta­ta” da uno dei più noti penal­isti d’I­talia assur­to spes­so nelle cronache per i suoi illus­tri assis­ti­ti oltre che intri­g­an­ti casi giudiziari come il proces­so Tor­to­ra, la dife­sa del­la foto­model­la Ter­ry Brone e del crak Ambrosiano oltre che alla dife­sa di Sal­va­tore Ligresti e Epi­fanio Li Calzi (tan­gen­topoli), Gior­gio Strehler nel­la vicen­da del­la sovven­zione alla scuo­la del Pic­co­lo Teatro e, recen­te­mente alla dife­sa del Gen­erale Francesco Delfi­no. Per­son­ag­gio quin­di di un cer­to rilie­vo e, soprat­tut­to con un bagaglio pro­fes­sion­ale di indub­bio val­ore. E pro­prio per questo mol­ta pre­oc­cu­pazione han­no desta­to le sue affer­mazioni riguardan­ti una situ­azione di sicurez­za e gius­tizia assai dram­mat­i­ca. “Ogni mat­ti­na nel breve tragit­to che ognuno di noi per­cor­ri­amo per recar­ci al pos­to di lavoro, ci imbat­ti­amo in almeno una deci­na di reati perseguibili e che van­no dal­l’ac­cat­ton­ag­gio alla pros­ti­tuzione mino­rile, al fur­to, allo scip­po ecc. sen­za che nes­suna autorità inter­ven­ga eppure di uomi­ni in divisa ne incon­tri­amo parec­chi e spes­so inutil­mente o mala­mente uti­liz­za­ti. Nel mio stu­dio ogni gior­na­ta si pre­sen­tano, a più riprese, almeno 6/8 con rel­a­tivi uti­lizzi di auto e sprechi di ben­z­i­na, per noti­fi­car­mi dei doc­u­men­ti, Uomi­ni che potreb­bero essere meglio uti­liz­za­ti nel­la repres­sione dei cri­m­i­ni, anche per­ché oggi esistono stru­men­ti di trasmis­sione che van­no dal fax alla pos­ta elet­tron­i­ca e, se pro­prio neces­si­ta l’u­ti­liz­zo di per­son­ale lo stes­so potrebbe essere scel­to in apposi­ti isti­tu­ti di servizi las­cian­do cosi all’­op­er­a­ti­vo gli stes­si agen­ti. Per non par­lare poi delle auto usate per far la spe­sa o per accom­pa­gnare i figli a scuo­la. Insom­ma uno spre­co uffi­cial­iz­za­to e che quin­di las­cia mol­ta per­p­lessità quan­do si sente dire che nelle man­ca per­son­ale. Il per­son­ale — ha sostenu­to Del­la Valle — c’è, si trat­ta di uti­liz­zar­lo meglio. Per no par­lare poi delle varie leg­gi e leg­gine spes­so dovute a “riforme paz­zoi­di”, ossia rifor­ma del­la rifor­ma del­la rifor­ma dovu­ta ad una respon­s­abil­ità leg­isla­ti­va del leg­is­la­tore che legifera in maniera schizofreni­ca”. Il mag­is­tra­to Quar­an­ta ha lamen­ta­to anch’es­so fra i numerosi prob­le­mi del­la gius­tizia la man­can­za di fon­di, “a Bres­cia nel 1998 sono sta­ti introi­tati oltre 3 mil­iar­di e mez­zo”, che spes­so costringono a las­cia­re ferme le auto di servizio, o la pos­ta in usci­ta, per l’im­pos­si­bil­ità di acquistare la ben­z­i­na o i fran­cobol­li. “In Italia esiste una grande richi­es­ta di sicurez­za data la dif­fusa pre­sen­za di ille­gal­ità; un paese in cui i delit­ti sono in costante aumen­to e, spes­so riman­gono impuni­ti. L’84% di essi non vede mai l’ar­resto del colpev­ole, il 14 % degli arresta­ti spes­so non scon­ta per intero la pena per cui il delin­quere diven­ta assai facile e sicuro. Meglio allo­ra pene meno appariscen­ti ma con la certez­za di una loro com­ple­ta espi­azione”. Il giu­dice Quar­an­ta nelle sue affer­mazioni ha sot­to­lin­eato la lentez­za dei pro­ces­si tan­to che la stes­sa Corte di Gius­tizia di Stras­bur­go ha recen­te­mente con­dan­na­to l’I­talia a pagare una penale di 8 mil­iar­di per il ritar­do dei giu­di­ci nelle loro deci­sioni definen­do la Gius­tizia, nel suo insieme, “Uno spet­ta­co­lo indeco­roso” con molti “pro­tag­o­nisti”.