Il vino locale grande protagonista. E per i fuochi d’artificio si deve attendere il Novello

Trentamila calici per la festa dell’uva

13/10/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Il rosso ha scon­fit­to la piog­gia: cadu­ta abbon­dan­te­mente nel­la gior­na­ta con­clu­si­va del­la tradizionale Fes­ta dell’uva e del vino. Nei quat­tro giorni in onore dei prodot­ti vitivini­coli i vis­i­ta­tori han­no acquis­ta­to trentami­la cali­ci con il logo del­la fes­ta per gli assag­gi, un ven­ti per cen­to in più del­lo scor­so anno. Cali­ci che da tem­po han­no rimpiaz­za­to l’antiestetico, quan­to poco con­sigli­a­bile bic­chiere di plas­ti­ca, per l’approccio al vino, sia dal pun­to di vista ali­menta­re sia come espres­sione cul­tur­ale. Ma anche nel­lo stes­so tem­po per ass­apo­rare e cogliere il piacere di un prodot­to come appun­to il vino che si dif­feren­zia a sec­on­da delle zone di prove­nien­za delle uve, dalle tec­niche di vinifi­cazione, o attra­ver­so gli affi­na­men­ti. L’ampia scelta, pro­pos­ta dal­la pre­sen­za alla rasseg­na di una venti­na di can­tine del Bar­dolino, ha indis­cutibil­mente invoglia­to gli oltre cinquan­tami­la vis­i­ta­tori a impeg­nar­si in una allarga­ta degus­tazione. Una meti­colosa passerel­la sul lun­go­la­go, tra chiosco e chiosco di mesci­ta, a scrutare e leg­gere le etichette delle bot­tiglie, a chiedere infor­mazioni, per poi pas­sare agli assag­gi estraen­do il bic­chiere dal­la cus­to­dia appe­sa al col­lo. Un rito, l’acquisto del bic­chiere del­la fes­ta da usare per ogni assag­gio e por­tar­si poi a casa come sou­venir, (cos­to euro 2.50 com­pre­so pri­mo assag­gio) che ha trova­to largo con­sen­so non solo tra i tur­isti in par­ti­co­lare tedeschi, che non man­cano al tradizionale appun­ta­men­to con l’ultra set­tan­tenne , ma anche tra i gio­vani. Non è man­ca­to, ma sem­pre più rara­mente rispet­to agli scor­si anni, chi è sta­to gen­til­mente ind­i­riz­za­to di riv­ol­ger­si al bar per gli assag­gi, in quan­to non dis­pos­to ad acquistare il cal­ice di vetro. Chioschi allesti­ti dalle asso­ci­azioni sportive, del volon­tari­a­to, , mari­nai e colti­va­tori diret­ti andati a gara nel­lo sfornare suc­cu­len­ti pietanze: dai risot­ti al tas­tasal e al pesce, agli gnoc­chi e tortelli­ni nelle varie salse; ma anche sec­on­di piat­ti: luc­cio in sal­sa, grigli­ate miste, for­mag­gio frit­to, per arrivare alle torte, dol­ci­u­mi, miele e castagne. Molto fre­quen­ta­to è sta­to lo stand per la pro­mozione del vino Bar­dolino nelle varie tipolo­gie, allesti­to in piaz­za del Por­to a cura dell’amministrazione comu­nale in col­lab­o­razione con Stra­da del vino, Colti­va­tori diret­ti e Con­sorzio tutela. Notev­ole l’effetto sceni­co rap­p­re­sen­ta­to dal­la par­ti­co­lare illu­mi­nazione in col­ore rosso degli edi­fi­ci del cen­tro stori­co, con atti­nen­za e richi­amo al rosso rubi­no del vino Bar­dolino. Non sono man­cati gli intrat­ten­i­men­ti musi­cali, i richi­a­mi sportivi con in par­ti­co­lare l’e­si­bizione del­la scuo­la para­cadu­tis­ti­ca veronese di Bosco­man­ti­co, nonché la cer­i­mo­nia di pre­mi­azione delle migliori uve e del miglior Bar­dolino. A guastare il finale del­la man­i­fes­tazione, che nel­la gior­na­ta di saba­to ha super­a­to ogni record di pre­sen­ze, l’insistente piog­gia del giorno suc­ces­si­vo con l’annullamento del con-cer­to del­la «Divi­sion Band-Pink Floyd Trib­ut» e il rin­vio del­lo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co al 6 novem­bre in occa­sione del­la tre giorni ded­i­ca­ta al vino doc).

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