Il Comune lo bandirà in ossequio al Tar: resta però il sospetto che si butti via denaro

Un concorso di idee per i portici? Sì, ma senza entusiasmo

10/10/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Non è esat­to che la giun­ta rivana abbia accolto con sol­lie­vo la pro­pos­ta di aprire un con­cor­so di idee per risol­vere l’an­noso e spin­oso prob­le­ma delle chiusure dei por­ti­ci di piaz­za Tre Novem­bre. Lo affer­ma l’asses­sore Pietro Mat­teot­ti che pre­cisa le cir­costanze in cui è mat­u­ra­ta la deci­sione del­la giun­ta. Come si ricorderà il Comune ave­va fat­to ricor­so al Tar con­tro la provin­cia, dopo la boc­ciatu­ra da parte dei Beni cul­tur­ali del prog­et­to Win­kler-Campet­ti, spon­soriz­za­to dal comune stes­so e val­u­ta­to pos­i­ti­va­mente, in un pri­mo tem­po, anche dal respon­s­abile provin­ciale, ingeg­n­er Car­li­ni. Pri­ma di decidere nel mer­i­to, il tri­bunale ave­va ritenu­to di chiedere una con­sulen­za ad un esper­to di fama nazionale. Quest’ul­ti­mo s’è ben guarda­to dal dichiarare che la soluzione prog­et­ta­ta (cristal­li sen­za alcun con­torno, diret­ta­mente fis­sati nel­la pietra gri­gia delle arcate) era com­pat­i­bile con la dig­nità stor­i­ca ed artis­ti­ca degli archi cinque­cen­teschi, ed ha sug­ger­i­to di bandire un con­cor­so su scala nazionale per trovare la migliore delle soluzioni. L’avvo­ca­to del comune, Mau­ro Vec­chi­et­ti, ha avan­za­to il sospet­to che il pro­nun­ci­a­men­to del­l’es­per­to potesse pre­lud­ere ad una sen­ten­za con­traria al comune, tan­to più che si reg­is­tra una incom­pren­si­bile fret­ta di con­clud­ere da parte del­la con­troparte provin­ciale. In queste con­dizioni la deci­sione migliore, sec­on­do la giun­ta, era quel­la di riti­rare il ricor­so e bandire il con­cor­so: cosa che è sta­ta delib­er­a­ta in giun­ta. Che non ci sia entu­si­as­mo da parte del­l’ese­cu­tu­i­vo è presto spie­ga­to: fino ad oggi non c’è nes­suna certez­za che il futuro vinci­tore del con­cor­so ela­bori una pro­pos­ta che poi vada bene ai Beni cul­tur­ali. Si rischia, in altri ter­mi­ni, di buttare via tem­po e sol­di. Intan­to gli eser­centi del­la piaz­za aspet­tano indi­cazioni sul tipo di chiusura promes­sa da tre anni.