L’idea di alienare la canonica lascia perplessa la comunità. Soldi da Roma?. L’assemblea convocata da don Pasquini discute di vendite, prestiti e mutui

Un debito di quasi tre miliardi La parrocchia cerca soluzioni

11/11/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
s.b.

Alien­are la canon­i­ca ed edi­fi­carne una più pic­co­la e mod­er­na, accen­dere un mutuo impor­tante, oppure atti­vare già da subito una serie di pic­coli presti­ti dai par­roc­chi­ani e dare cor­so al paga­men­to dei for­n­i­tori per sal­dare il deb­ito del­la par­roc­chia. Queste sono le tre pos­si­bil­ità emerse ven­erdì sera al cen­tro gio­vanile nell’affollata assem­blea in cui don Alessan­dro Pasqui­ni, neop­ar­ro­co di Lazise, ha volu­to incon­trare le famiglie per esporre l’attività pas­torale e annun­cia­re uffi­cial­mente la posizione deb­ito­ria del­la par­roc­chia dei san­ti Zenone e Mar­ti­no a segui­to dei gran­di lavori di restau­ro del­la chiesa par­roc­chiale e di parte del teatro. Questi ulti­mi lavori sono sospe­si. Il deb­ito con i for­n­i­tori si aggi­ra intorno ai 2.700 mil­ioni, e la cosa com­in­cia a pre­oc­cu­pare don Alessan­dro, che ha volu­to dap­pri­ma inter­es­sare il vesco­vo Car­raro e poi la gente di Lazise. E i par­roc­chi­ani han­no imme­di­ata­mente avan­za­to diverse pro­poste. Non molto gra­di­ta la paven­ta­ta ven­di­ta del­la canon­i­ca che, attual­mente molto com­pro­mes­sa nelle sue strut­ture interne, potrebbe essere dichiara­ta di fat­to inag­i­bile. È una strut­tura grande e dis­pendiosa per la ges­tione par­roc­chiale, e il par­ro­co sarebbe inten­zion­a­to a real­iz­zare una nuo­va canon­i­ca, agev­ole e fun­zionale, mag­a­ri al di sopra dell’attuale teatro in cor­so di restau­ro. Con il rica­va­to dal­la ven­di­ta dell’immobile «vec­chio» si potrebbe finanziare la nuo­va canon­i­ca e sal­dare in buona parte i deb­iti con i for­n­i­tori. Dall’assemblea è anche emer­sa la pro­pos­ta di vendere la strut­tura par­roc­chiale del cen­tro gio­vanile, real­iz­za­ta 30 anni fa dal par­ro­co Giuseppe Boaret­to con l’intervento mas­s­ic­cio dei volon­tari. Con i tas­si di inter­esse di oggi, giun­ti al più bas­so bas­so liv­el­lo di questi ulti­mi quar­an­ta anni, l’accensione di un mutuo ban­car­io potrebbe essere una soluzione tam­pone per pot­er accon­tentare in parte i cred­i­tori. Ven­erdì 16, dopo aver riu­ni­to la com­mis­sione eco­nom­i­ca par­roc­chiale, don Alessan­dro incon­tr­erà nuo­va­mente le famiglie per fare il pun­to sulle deci­sioni da pren­dere per met­tere in moto la macchi­na oper­a­ti­va. Va comunque det­to che la par­roc­chia, con don Edoar­do, è rius­ci­ta a pagare negli anni 1999 e 2000 cir­ca un mil­iar­do e mez­zo. Frat­tan­to, la com­mis­sione tec­ni­ca del­la Soprint­en­den­za ai beni architet­toni­ci del Vene­to dovrebbe essere mer­coledì a Lazise per col­lau­dare le opere ese­gui­te. Se il col­lau­do andrà bene, potrebbe derivarne un con­sis­tente con­trib­u­to per la par­roc­chia, ovvero una som­ma che potrebbe rag­giun­gere il quar­an­ta per cen­to del­la spe­sa. Doman­da di con­trib­u­to è sta­ta pre­sen­ta­ta anche alla Regione, che sta ora facen­do le sue ver­i­fiche. Infine, l’amministrazione comu­nale di Lazise ha delib­er­a­to di erog­a­re per le par­roc­chie (sono tre: Lazise, Pacen­go e Colà) un con­trib­u­to di 155 mil­ioni, in osse­quio alla nor­ma­ti­va per gli oneri di urban­iz­zazione dei pri­vati, per il tri­en­nio 2001–2003.