Bella Musica è la nuova associazione culturale nata per ricordare l'alpino ed ex sindaco di Lazise

Vittorio Bozzini “El Trento” il superstite di Nikolajewka

08/07/2014 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Vit­to­rio Bozzi­ni “Bel­la Musi­ca” è la nuo­va asso­ci­azione cul­tur­ale volu­ta e real­iz­za­ta dal­la figlia Ele­na per ricor­dare “El Tren­to”, l’uo­mo del­la paro­la e non delle parole, mor­to il 19 aprile 2009. Vit­to­rio Bozzi­ni Tren­to era nato il 4 dicem­bre 1921 e fu uno dei pochi che rius­cirono a tornare “dal­la mam­ma” dopo la tremen­da trage­dia di Niko­la­jewka. Alpino del “quin­to”, fu fat­to pri­gion­iero dai rus­si il 1 feb­braio 1943, fer­i­to, dopo aver esauri­to viveri e munizioni in sedi­ci giorni di lot­ta impari. Lo sal­varono la sua tena­cia, la pietà delle donne ucraine, la Sper­an­za e la Fede in Dio, cui non mol­lò mai, ed il pen­siero del­la mamma.

Ha rac­con­ta­to la sua pri­gio­nia, il suo des­ti­no, la tra­ver­sie impos­si­bili del­la sua esisten­za fra i ghi­ac­ci e la tem­per­atu­ra e meno 40 gra­di, fra le miniere ucraine ed i còl­cos siberi­ani nel libro Neve Rossa.

Ma Vit­to­rio Bozzi­ni è sta­to sin­da­co nel­la sua Lazise e pre­side del­la locale Scuo­la media, uno dei fonda­tori del­la sezione per la don­azione del sangue.

Ho potu­to real­iz­zare ciò che ave­vo in mente da molto tem­po — spie­ga la figlia Ele­na Bozzi­ni — per tenere vivo il ricor­do di mio padre Vit­to­rio, la sua tes­ti­mo­ni­an­za di uomo, di solda­to, di ammin­is­tra­tore, di inseg­nante, sia ver­so chi lo conosci­u­to sia ver­so col­oro che non lo han­no mai conosci­u­to. Soprat­tut­to i gio­vani. E la nos­tra asso­ci­azione cul­tur­ale potrà sicu­ra­mente avvic­inare molti gio­vani ai val­ori for­ma­tivi espres­si dalle ric­chezze cul­tur­ali e artis­tiche pro­prie del­la musi­ca, del­la sto­ria, del­la poe­sia, del­la pit­tura, del­la let­ter­atu­ra e del teatro.”

Tut­to è inizia­to qua­si per scher­zo. Ed è anco­ra Ele­na Bozzi­ni a spiegare.

Mi è cap­i­ta­to di sper­i­menta­re, al con­cer­to del mae­stro rus­so Vladimir Belono­jkine il silen­zio del pub­bli­co nel teatro — spie­ga Bozzi­ni — nel totale silen­zio e nel­la mas­si­ma atten­zione. In quei momen­ti ho avu­to il net­to ricor­do di mio padre, alpino, davan­ti a tan­tis­sime per­sone quan­do parla­va in pub­bli­co per rie­vo­care le storiche dolorose vicende del­la riti­ra­ta rus­sa. Quan­do lui parla­va non era pos­si­bile non venire coin­volti e non ascoltare in silen­zio quel­lo che rac­con­ta­va con dovizia di par­ti­co­lari. La sua paro­la — con­tin­ua Ele­na — è sta­ta davvero un dono di Dio e l’ha davvero pos­ta a dis­po­sizione degli altri in maniera evan­gel­i­ca. Non parla­va. Dipinge­va: la step­pa rus­sa, le katiusce, il ranto­lo dei cadu­ti, la morte, la neve rossa di sangue, il cuore grande delle donne russe, il gelo tremen­do che uccide­va e ster­mi­na­va i nos­tri soldati.”

Vit­to­rio Bozzi­ni era innamora­to del suo paese natale, del­la sua gente, del suo lago. A Lazise ha ded­i­ca­to tut­to se stes­so. La sua inna­ta mod­es­tia e la sua ris­er­vatez­za non con­sentono di andare oltre, ma Vit­to­rio Bozzi­ni è molto di più di quan­to di lui è sta­to det­to e scritto.

La real­iz­zazione del­la mia idea — con­clude Ele­na Bozzi­ni — non sarebbe sta­ta pos­si­bile sen­za i sug­ger­i­men­ti del mae­stro Belono­jkine, il quale ha mes­so a dis­po­sizione tut­ta la sua pro­fes­sion­al­ità usan­do la musi­ca come col­lante per altre realtà cul­tur­ali. Una idea che si è real­iz­za­ta e che tra poco inizierà a muover­si non solo a Lazise ma in tut­to il ter­ri­to­rio veronese.”

E il pri­mo appun­ta­men­to ” musi­cale” dovrebbe avvenire pro­prio a Lazise con un con­cer­to che si svol­gerà nel mese di agos­to, pre­sen­tan­do uffi­cial­mente l’as­so­ci­azione cul­tur­ale ed i pro­gram­mi futuri.

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