martedì, Gennaio 13, 2026
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Raccolte 260 firme a sostegno di una petizione per la modifica del Piano Traffico

La Brema protesta: basta auto

Non vogliono che la vita nel loro tranquillo quartiere venga stravolta dal traffico, non vogliono che la Brema venga tagliata in due da lunghi serpentoni di auto, invasa da migliaia di veicoli diretti nel centro storico di Sirmione. Per questo gli abitanti della zona hanno raccolto circa 260 firme. Una protesta civile ma vibrata, giustificata da una preoccupazione che è già realtà, visto che – seppure con una circolazione più limitata – il quartiere viene già attraversato dal traffico, specie nei giorni festivi.

Descrizione della zona della Brema

La zona della Brema si estende tra la statale e la strada provinciale che porta sulla penisola e, quindi, in centro storico. Una zona tranquilla, vicina alla spiaggia omonima, molto frequentata dai villeggianti. Una piccola oasi di pace, almeno fino a quando, tre anni fa, è stata aperta la nuova tangenziale e la rotonda prima delle Colombare.

Le proteste e le accuse degli abitanti

I timori dei cittadini si sono materializzati in una petizione, sostenuta da una pioggia di firme, raccolte e fatte pervenire al sindaco Maurizio Ferrari, al difensore civico e a Legambiente di Broscia. Ed è cominciata la mobilitazione dell’intera popolazione del quartiere, che vede con preoccupazione il futuro Piano del traffico, in dirittura d’arrivo in ambito di Giunta.

Un piano che, secondo i firmatari della petizione, sconvolgerebbe l’intera area residenziale, senza peraltro risolvere i problemi viabilistici della penisola. Osservano i cittadini: «Viale Matteotti verrebbe trasformata in arteria, unitamente ad altre strade, ad alta densità di traffico nel cuore di un quartiere residenziale.

Il progetto non porterà alcun beneficio – continuano i firmatari – all’area urbana di via Colombare, porterà invece al decadimento del quartiere, particolarmente felice per posizione e caratteristiche ambientali, a causa degli ingorghi di auto, dell’inquinamento da rumore e da emissioni di gas di scarico.

Senza contare l’incremento potenziale di incidenti stradali per gli abitanti della zona».

Proposte alternative e conclusioni della protesta

Sempre secondo gli abitanti della Brema, «esistono forse soluzioni e percorsi alternativi: la creazione di parcheggi nelle aree libere dietro la zona industriale del Todeschino con servizio di bus navetta per il collegamento con il centro storico; poi la circolazione nella Brema e a Colombare consentita soltanto ai residenti e ai villeggianti per raggiungere gli alberghi o le proprie abitazioni».

Concludendo la loro nota di civile protesta, i cittadini ricordano anche all’Amministrazione comunale «come molte opere (marciapiedi, aiuole, ecc.) siano state realizzate dagli stessi abitanti in assenza di interventi del Comune».

La protesta ora esplosa alla Brema fa ricordare un’analoga dura posizione presa nel 1975 dai residenti di Colombare e, in parte, del neonato quartiere Brema, che si mobilitarono contro la nascita della bretella tra San Martino e Colombare (poi completata e consegnata tre anni fa), determinando la caduta dell’allora sindaco Danilo Rossi.

Situazione attuale e confronto con il passato

Cosa succede, ora a distanza di un quarto di secolo? Praticamente la stessa cosa. Infatti, se il progetto del Piano del traffico è davvero quello prospettato dai residenti della Brema, viale Matteotti, via Salvo D’Acquisto e via Bagner (la stradina che si ricongiunge poi sulla provinciale per Sirmione-centro e che scorre dietro il campo sportivo), verrebbero davvero sconvolte da un traffico caotico.

Il guaio è che tutti hanno invocato la costruzione della superstrada tra la Perla e Sirmione, ma alla fine a pagare un pesante, inimmaginabile fardello, è ora la popolazione residente alla Brema. E non solo. Perché anche a Colombare l’inquinamento è aumentato vertiginosamente negli ultimi anni.

Purtroppo, il nastro d’asfalto della tangenziale termina, per ora, alla Rovizza, dunque il traffico va a scaricarsi sull’incolpevole Brema.

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