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Montichiari, presentate le nuove formelle di San Luigi Gonzaga nel terzo centenario di canonizzazione

Giovedì 26 marzo alle ore 15, presso il Centro diurno Casa Bianca di Montichiari (via Guerzoni, 18), si terrà un incontro dedicato alla figura di San Luigi Gonzaga nel terzo centenario della sua canonizzazione. L’evento, organizzato dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune in collaborazione con il gruppo volontari e la Cooperativa La Nuvola nel sacco, prevede la presentazione delle nuove formelle dedicate al santo, realizzate dall’artista Oliviero Filippini, e la presentazione del libro “San Luigi nelle immagini popolari”.

Il programma dell’incontro e gli interventi previsti

L’appuntamento sarà introdotto dall’Assessore ai Servizi Sociali, Rossana Gardoni, e dal giornalista Federico Migliorati. Interverrà lo studioso Giancarlo Mattioli, esperto di iconografia aloisiana, che approfondirà la figura di San Luigi Gonzaga attraverso l’analisi delle immagini che hanno accompagnato la sua devozione nel tempo. L’artista Oliviero Filippini illustrerà le nuove formelle dedicate al santo, realizzate in collaborazione con il Progetto Age. L’ingresso all’evento è libero e gratuito.

Il volume “San Luigi nelle immagini popolari”

Durante l’incontro sarà presentato il libro «San Luigi nelle immagini popolari», pubblicato da Morcelliana-Scholè e frutto del lavoro congiunto di Giancarlo Mattioli, Oliviero Filippini, il parroco di Castiglione, Mons. Gian Giacomo Sarzi Sartori, e lo studioso Piervittorio Rossi. Il testo analizza un capitolo fondamentale della storia figurativa della santità post-tridentina, partendo dalla precoce immagine del giovane marchese in abito bianco, simbolo di purezza e giovinezza cristiana, fino alla successiva iconografia gesuitica, caratterizzata dall’abito talare nero e dagli attributi tipici quali il giglio, il crocifisso e la corona rovesciata.

La codificazione iconografica di San Luigi Gonzaga, favorita dalla Compagnia di Gesù, ha generato cicli narrativi dedicati ai momenti salienti della vita del santo, dalla vocazione religiosa all’assistenza agli infermi durante la peste romana del 1591, fino alla celebre prima comunione amministrata da Carlo Borromeo, tema di grande fortuna devozionale tra XVII e XX secolo. Questa tradizione è stata diffusa attraverso dipinti, incisioni, statue e materiali popolari, contribuendo alla costruzione del “mito aloisiano” e alla sua successiva rappresentazione in chiave giovanile, culminata nella proclamazione di San Luigi a patrono della gioventù da parte di Pio XI nel 1926.

L’opera di Oliviero Filippini si inserisce criticamente in questa lunga storia visiva, proponendo una rilettura sistematica delle principali tipologie iconografiche e delle loro matrici teologiche, spirituali e culturali, con l’obiettivo di superare la riduzione del santo a figura esclusivamente infantile o adolescenziale, restituendone invece la complessità antropologica e la profondità cristologica.

Gli autori e la figura di San Luigi Gonzaga

Gian Giacomo Sarzi Sartori, già vicario generale della Diocesi di Mantova e attuale parroco di Castiglione delle Stiviere, è uno dei curatori del volume, insieme a Giancarlo Mattioli, co-fondatore del Fedecommesso Aloisiano e specialista nell’iconografia di San Luigi Gonzaga, e a Piervittorio Rossi, studioso del patrimonio storico e artistico legato ai Gonzaga, spesso in collaborazione con l’Accademia Nazionale Virgiliana di Scienze Lettere e Arti di Mantova. L’artista Oliviero Filippini, docente presso il Liceo Artistico di Guidizzolo, è noto per il suo linguaggio postmoderno e la sperimentazione formale nelle opere pittoriche.

San Luigi Gonzaga (Castiglione delle Stiviere 1568 – Roma 1591), figlio primogenito di Ferrante, marchese di Castiglione, e Marta Tana Santena da Chieri, sin dall’infanzia fu incline a una vita ritirata e di preghiera. Dopo aver ceduto il marchesato al fratello Rodolfo, entrò nella Compagnia di Gesù nel 1585 e si dedicò agli studi teologici presso il Collegio Romano, distinguendosi per ingegno e devozione. Morì di tisi contratta durante l’assistenza agli ammalati nella pestilenza del 1591. Fu beatificato da Paolo V nel 1605, canonizzato da Benedetto XIII nel 1726, dichiarato patrono mondiale della gioventù cattolica da Pio XI nel 1926 e patrono dei malati di Aids da Giovanni Paolo II nel 1991.

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