L’11 ottobre 2001, venticinque anni fa, moriva a Verona Beni Montresor, scenografo, regista e illustratore nato a Bussolengo il 31 marzo 1926. Dal paese veronese arrivò ai palcoscenici di New York, Londra e Parigi, e vinse un premio americano per un libro illustrato per bambini.
Da Bussolengo a Roma, tra cinema e Fellini
Benito Montresor, detto Beni, studiò al liceo artistico di Verona e all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Con una borsa di studio frequentò poi il Centro sperimentale di cinematografia di Roma, dove lavorò con Federico Fellini e Castellani. Negli anni Cinquanta firmò le scenografie di film come Rosso e nero (1954), Racconti romani (1955), Poveri ma belli (1956) e Il principe fusto (1960). Come regista girò un solo lungometraggio, La profonda luce dei sensi, nel 1975.
New York, il Metropolitan e la Caldecott Medal
Nel 1960 si trasferì a New York, scelta come casa artistica e professionale. Il suo esordio al Metropolitan Opera arrivò nel 1964 con The Last Savage di Gian Carlo Menotti, un allestimento che contribuì a fargli conquistare fama internazionale. Lavorò poi al Covent Garden di Londra, all’Opéra di Parigi e al Colón di Buenos Aires; il Times di Londra lo definì uno dei più profondi incantatori del palcoscenico.
Negli Stati Uniti si affermò anche come illustratore: delle circa trenta pubblicazioni per ragazzi, May I Bring a Friend?, scritto da Beatrice Schenk de Regniers, gli valse nel 1965 la Caldecott Medal, riconoscimento annuale dell’editoria americana.
Il ritorno in Italia e a Verona
Dagli anni Settanta Montresor tornò a lavorare nei teatri italiani: alla Scala di Milano, al Carlo Felice di Genova, al Teatro Massimo di Palermo e all’Opera di Roma. A Verona firmò la Cenerentola di Prokof’ev (1978) e Giselle (1985); nel 1991, al Teatro Filarmonico, curò regia, scene e costumi del Flauto magico, e all’Arena di Verona fece lo stesso per Madama Butterfly nel 1997 e per La vedova allegra nel 1999.
Nel 2006, a cinque anni dalla morte, New York gli ha dedicato due mostre, dal 19 giugno al 20 settembre: Dal colore alla luce alla New York Public Library for the Performing Arts, al Lincoln Center, e Casa di fiori, casa di stelle, con le illustrazioni per le fiabe, all’Istituto italiano di cultura. Le iniziative ebbero il sostegno del Comune di Bussolengo, come ricorda il Ministero della Cultura.



