Il 10 ottobre 1881 moriva a Khartoum, in Sudan, a cinquant’anni, il vescovo missionario Daniele Comboni. Era nato a Limone sul Garda, il 15 marzo 1831. Oggi la Chiesa lo ricorda come santo proprio il 10 ottobre.
Dalla limonaia del Tešöl all’Africa
La casa natale di Comboni sorge al Tešöl, a circa due chilometri dal centro di Limone, accanto all’antica limonaia settecentesca: sul muro, vicino alla porta che dal giardino dei limoni dà nella cucina, si leggono ancora la data 1740 e la sigla L.C.V. Sulla storia di quel luogo, fra limoni e olivi, torna Domenico Fava nella serie «Daniele Comboni, un Santo del Garda» che il mensile GN sta pubblicando in più puntate: la prima parte, nel numero di agosto, racconta il Limone dell’Ottocento, borgo isolato sotto la montagna, con le limonaie costruite dal Seicento e i conti Bettoni che ne fecero un’industria con spedizioni verso il Nord Europa; la seconda, nel numero di settembre, si sposta al Tešöl e alla casa dove Daniele è nato, e la terza, nel numero di ottobre, ricostruisce le famiglie dei genitori.
Fu nel dicembre 1818 che i fratelli Giuseppe e Luigi Comboni lasciarono Bogliaco, frazione di Gargnano, per trasferirsi a Limone: Giuseppe, 23 anni, doveva curare la limonaia del Tešöl affidatagli dai Bertelli; Luigi, che di anni ne aveva 15, sarebbe diventato il padre di Daniele. Nato a Bogliaco il 6 settembre 1803, morì a Limone il 5 novembre 1893. La madre, Domenica Pace, era figlia di Antonio Pace e Marianna Morelli: la famiglia Pace era originaria di Cadria, frazione di Magasa, e a Limone, dove Domenica nacque nel 1801, era arrivata a fine Settecento. Daniele nacque il 15 marzo 1831, quarto di otto figli di una famiglia di lavoratori della terra. La limonaia di San Daniele Comboni è anche una delle storie raccontate dal nostro archivio.
Da ragazzo Comboni studiò a Verona nell’istituto fondato da don Nicola Mazza, dove maturò la vocazione. Fu ordinato sacerdote il 31 dicembre 1854 a Trento dal vescovo Giovanni Nepomuceno Tschiderer. Nel 1857 partì per l’Africa con altri cinque missionari dell’istituto Mazza e dopo circa quattro mesi di viaggio raggiunse Khartoum.
Salvare l’Africa con l’Africa
Nel 1864 elaborò il suo piano missionario, riassunto nella formula «Salvare l’Africa con l’Africa»: l’evangelizzazione doveva poggiare sulle forze del continente stesso. Nel 1867 fondò l’istituto maschile da cui nacquero i Missionari Comboniani e nel 1872 quello femminile delle Missionarie Comboniane. Nel 1870 presentò al Concilio Vaticano I il Postulatum per l’evangelizzazione dell’Africa centrale.
Il 2 luglio 1877 fu nominato vicario apostolico dell’Africa centrale e nell’agosto dello stesso anno fu consacrato vescovo. Morì quattro anni dopo a Khartoum, il 10 ottobre 1881.
Il ritorno a Limone
Le virtù eroiche furono riconosciute il 26 marzo 1994 e Giovanni Paolo II lo proclamò beato il 17 marzo 1996. La canonizzazione è del 5 ottobre 2003. A Limone il ricordo del santo gardesano resta legato alla casa del Tešöl e alla limonaia dove era cresciuto.


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