Accadde sul Garda anche a novembre: un duca romano in fuga che muore a Salò, il decreto che diede alla sponda occidentale la strada tra Gargnano e Riva e la notte del terremoto del 2004. Tre date, dopo quelle di ottobre, che hanno lasciato il segno sul lago.
13 novembre 1585: il duca di Bracciano muore a Salò
Paolo Giordano Orsini, primo duca di Bracciano, arrivò sul Garda da fuggiasco. A Roma si era legato a Vittoria Accoramboni, donna celebre per la sua bellezza, il cui primo marito, Francesco Peretti, era stato ucciso nel 1581; quando nell’aprile 1585 lo zio di Peretti, il cardinale di Montalto, fu eletto papa con il nome di Sisto V, il duca, che aveva sposato Vittoria, lasciò lo Stato pontificio per i territori di Venezia, passando da Venezia e Abano fino a Salò. Qui si ammalò all’improvviso e morì il 13 novembre 1585, a 44 anni, ospite nel palazzo di Sforza Pallavicino; si disse che fosse stato avvelenato. Aveva nominato Vittoria erede universale: nel dicembre dello stesso anno la donna fu uccisa a Padova dai sicari di Ludovico Orsini, poi giustiziato con loro dalle autorità veneziane. La vicenda ispirò la tragedia “The White Devil” di John Webster, del 1612.
23 novembre 1928: il decreto per la strada da Gargnano a Riva
Il tratto della Gardesana occidentale tra Salò e Gargnano era terminato intorno al 1914; più a nord la strada non c’era. Il regio decreto-legge del 23 novembre 1928, n. 2695, riguardante la strada da Gargnano a Riva di Trento, ne finanziò la costruzione. Progettata dall’ingegner Riccardo Cozzaglio e voluta con forza da Gabriele D’Annunzio, fu realizzata tra il 1929 e il 1931 da un consorzio di Province e Comuni, con una spesa di 31.100.000 lire coperta per il 60 per cento dallo Stato. Fino ad allora Tremosine, Tignale e Limone si raggiungevano solo per sentieri o via lago. La strada fu inaugurata il 18 ottobre 1931 e D’Annunzio la battezzò “meandro”, per le curve e il continuo alternarsi delle gallerie buie e del lago.
24 novembre 2004: la notte del terremoto di Salò
Alle 23.59 del 24 novembre 2004 una scossa di magnitudo 5.2 (5.0 di magnitudo momento) colpì la sponda bresciana. L’area epicentrale individuata nel rilievo macrosismico dell’INGV era tra Vobarno, Salò, Gardone Riviera e Toscolano Maderno, con effetti massimi tra il VII e l’VIII grado della scala Mercalli, la stessa zona del terremoto del 30 ottobre 1901. La scossa fu avvertita in tutto il Centro-Nord, fino in Svizzera, Austria e Slovenia. I danni si concentrarono negli edifici in muratura antichi, comprese chiese e torri, tra Salò e la Valle Sabbia; a Salò furono dichiarati inagibili anche il municipio e il liceo Enrico Fermi, che si trasferì poi nella nuova sede già in costruzione. Vent’anni dopo la città ha ricordato quella notte con incontri dedicati alla ricostruzione e alla protezione civile.


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