lunedì, Luglio 22, 2024
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In molti si sono presentati in municipio per chiedere una fetta di terreno: anziani, giovani, famiglie ed anche extracomunitari Sta riscuotendo un grande successo l'iniziativa degli orti comunali

Arcensi smaniosi di radicchio e cetrioli

Sarà perchè per comperare un po’ di radicchio, qualche cavolfiore ed alcuni cetrioli serve, oramai, il libretto degli assegni o perché il pollice degli arcensi si è improvvisamente colorato di verde, fatto sta che ad Arco dilaga la smania dell’orto da coltivare. Anziani, giovani, molte famiglie e persino extracomunitari hanno fatto richiesta per avere una porzione di terreno.In questi giorni, grazie alla pubblicità dei giornali, flotte di gente si sono presentate in municipio per chiedere il proprio orto comunale. A tal punto che le 14 domande giacenti, fino ad una settimana fa, sul tavolo di Augusto Ricci, il tecnico a cui è affidata la cura del patrimonio verde e paesaggistico del comune, sono aumentate vertiginosamente. Un successo, per quest’iniziativa voluta dall’assessore all’ambiente Fabrizio Miori, che va al di là delle più rosee aspettative. E se inizialmente, dal terreno situato in via Torino, nei pressi del monoblocco, si pensava di ricavare al massimo una ventina di orticelli, da circa 80 metri quadri l’uno, ora si stanno rifacendo i conti per vedere di farci stare più porzioni coltivabili possibili. «Effettivamente 80 metri quadrati sono troppi – commenta l’assessore Miori – non è nostra intenzione mica avviare delle attività ortofrutticole. Dalle esperienze di altri comuni e province risulta che l’ideale di superficie va dai 30 ai 50 metri quadrati. Per questo pensiamo di ridurre l’ampiezza degli orti e di realizzarne il doppio del previsto, una cinquantina. In modo da poter soddisfare la domanda, credo, per intero. Se poi, invece, il numero delle richieste sarà di molto maggiore, vedremo come comportarci. Non escludo a priori l’utilizzo di ulteriori superfici da qualche altra parte anche se si deve considerare che nell’Oltresarca e a Romarzollo questa esigenza si sente meno perchè il nostro territorio ha caratteristiche diverse, esistono molte più campagne. Piuttosto stiamo preparando un regolamento con cui disciplineremo l’intera iniziativa. Vedremo di fissare dei parametri e dei requisiti per poter fruire di tale «servizio» e non è escluso che si possa anche inserire delle norme con cui evitare una sperequazione tra cittadini, magari prevedendo una sorta di rotazione dopo due o tre anni. D’altronde lo scopo del progetto è duplice: oltre al recupero di tradizioni oramai sbiadite puntiamo a favorire l’aspetto sociale, ossia l’aggregazione tra soggetti diversi».

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