Nelle sale di Palazzo Reale a Milano trova spazio in questo periodo Assalto a Madonna della Scoperta, dipinto di Giovanni Fattori conservato al Museo Civico “Giovanni Fattori” di Livorno. L’opera è inserita nella mostra I Macchiaioli, un percorso espositivo che riunisce oltre cento lavori e che richiama l’attenzione su uno dei capitoli più rilevanti della pittura italiana dell’Ottocento, legato anche ai temi del Risorgimento e alla memoria della battaglia di San Martino, con riferimenti a Brescia.
Il soggetto dell’opera
Il quadro riprende un episodio della giornata del 24 giugno 1859, durante la battaglia di San Martino. Fattori aveva attribuito alla tela il titolo lungo Un episodio della battaglia di San Martino. Movimento diretto da S.E. il generale d’armata Alfonso La Marmora presso la Madonna delle Scoperte, per il Concorso Berti, iniziativa promossa dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 1866.
L’artista arrivò a questo tema dopo aver visitato i luoghi delle battaglie risorgimentali e dopo aver realizzato diversi schizzi dedicati all’area di San Martino e alla Madonna della Scoperta. Accanto alla grande tela, Fattori lavorò anche ad altre opere di formato minore ispirate alle stesse vicende storiche.
La rappresentazione dello scontro
Assalto a Madonna della Scoperta fu premiato e celebra un momento cruciale della battaglia combattuta durante la Seconda guerra d’indipendenza. Il dipinto mostra una fase preparatoria di un nuovo confronto tra piemontesi e austriaci, con l’esercito piemontese che prevale nei pressi del santuario.
Fattori costruisce la scena con attenzione ai particolari e con campiture cromatiche accostate. In primo piano compaiono lo Stato Maggiore piemontese e i movimenti delle truppe: l’artiglieria con i cannoni, i soldati che avanzano a piedi, gli ufficiali a cavallo e alcuni uomini già caduti. Nella parte più lontana dell’immagine le pennellate diventano più ampie e rapide; tra polvere, cavalli al galoppo e colpi d’arma da fuoco emergono il campanile e la parte alta della chiesa, resi luminosi e idealizzati.
La mostra sui Macchiaioli
La presenza del dipinto nella rassegna milanese offre l’occasione per approfondire il lavoro dei Macchiaioli, movimento che segnò una rottura netta con le regole accademiche. Gli artisti scelsero spesso la pittura all’aperto e affrontarono scene quotidiane insieme ai fermenti politici del loro tempo, dando vita a una ricerca considerata centrale per la cultura figurativa dell’Ottocento italiano.
La mostra ricostruisce l’esperienza del gruppo tra il 1848 e il 1872, anno della morte di Giuseppe Mazzini, attraversando anche la fase in cui maturarono disillusioni e amarezza rispetto agli ideali rivoluzionari. Tra i protagonisti presenti figurano Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, oltre a Induno, Cabianca, Borrani e altri autori documentati da prestiti provenienti da musei italiani e collezioni private.
Il percorso espositivo
L’allestimento è articolato in nove sezioni:
- I grandi ideali e la difesa di Roma
- Firenze e l’identità della nazione dall’età di Dante al Rinascimento
- L’Unità d’Italia e l’epopea contemporanea
- 1861. I Macchiaioli e l’Esposizione Nazionale
- I percorsi della “macchia”
- Il ritratto. Riflesso di un’umanità nuova
- L’elegia del quotidiano
- La morte di Mazzini e il Risorgimento tradito
- Milano e la riscoperta dei Macchiaioli tra collezionismo e cinema
Il percorso mette in relazione paesaggi, ritratti, scene familiari ed episodi legati al lavoro quotidiano, evidenziando anche il senso civico presente nella produzione dei Macchiaioli.
Audio racconti e podcast
Accanto al progetto espositivo è stato sviluppato anche un apparato multimediale realizzato con Audio Tales ed ArtUp: sono disponibili 16 audio racconti attivabili tramite QR code insieme alla serie podcast I Macchiaioli – Audio racconto di una mostra, composta da 12 episodi originali prodotti da 24Ore Podcast per Radio 24 e per le principali piattaforme audio.


Iscriviti al nostro canale Telegram per tutti gli ultimi aggiornamenti







