HomeCultura e StoriaCatari a Sirmione: Claudia Farina racconta l'ultimo rifugio sul Garda

Catari a Sirmione: Claudia Farina racconta l’ultimo rifugio sul Garda

I catari a Sirmione, la loro fuga sul Garda e la loro fine sono stati al centro di «Dalla cenere alla luce», la serata che il Lions Club Sirmione ha dedicato giovedì 29 ottobre nella Sala Virgilio del Municipio alla giornalista e scrittrice Claudia Farina, autrice di tre libri sul tema. A moderare l’incontro è stato Luca Delpozzo. «Mi fa molto piacere essere tornata a Sirmione perché è un luogo topico per la storia dei Catari», ha esordito l’autrice.

La serata «Dalla cenere alla luce» nel Municipio di Sirmione

La serata «Dalla cenere alla luce» nel Municipio di Sirmione

Chi erano i catari

Farina ha subito sgombrato il campo da un equivoco: i catari non erano un popolo, ma cristiani che tra il XII e il XIII secolo vivevano la fede in modo diverso da quello prescritto da Roma, dalla Bulgaria alla Spagna, con una forte presenza nel sud della Francia e nell’Italia del nord. «Loro non si chiamavano Catari tra di loro. Loro si chiamavano Boni Homini», ha spiegato l’autrice: il nome con cui li conosciamo glielo diede a metà del XII secolo un monaco, Egbert. Credevano nel dualismo tra spirito e materia e nella salvezza attraverso la conoscenza, senza bisogno di mediatori: idee che li mettevano in rotta di collisione con la Chiesa. Anche le donne, ha ricordato l’autrice, potevano diventare «perfette», e i loro nomi sono documentati a Vicenza e a Orvieto.

Il Garda come via di fuga

Dopo la crociata contro la Francia del sud e la caduta di Montségur nel 1244, molti trovarono riparo in Italia. «Dove si trova il lago di Garda? È al centro di comunicazione nord-sud-est-ovest», ha spiegato Farina, e l’acqua «è sempre stata una via di fuga». A Desenzano aveva sede una delle chiese catare italiane: il suo vescovo intorno al 1250, Giovanni di Lugio, è l’unico teologo cataro conosciuto, autore del trattato «De duobus principiis», ritrovato a Firenze nel 1939. Poi le protezioni politiche vennero meno e l’interdetto papale su Verona, «un’arma politica e psicologica terribile», spinse gli Scaligeri a cambiare campo. «Alla base del disastro dei Catari ci sono sempre motivazioni politiche», ha osservato Farina. Il 12 novembre 1276 una spedizione catturò a Sirmione circa duecento catari, bruciati il 13 febbraio 1278 nell’Arena di Verona. Da quando conosce questa storia, ha confidato l’autrice, anche l’anfiteatro le appare diverso: «Io alla fine dello spettacolo vedo le luci delle anime che salgono verso il cielo». Delpozzo ha richiamato la distinzione tra storia e cronaca: le cose, ha detto, «vanno contestualizzate».

Tre libri e un viaggio per l’Italia

Claudia Farina durante la serata nel Municipio di Sirmione

Claudia Farina durante la serata nel Municipio di Sirmione

«Io ho scritto dei Catari perché non ne potevo fare a meno», ha raccontato Farina. La trilogia, pubblicata da Cierre Grafica, parte dal Garda con il romanzo «Catari sul Garda», ambientato tra Sirmione e Desenzano, prosegue con «Boni Homini», che porta il lettore fino alla grotta di Maria Maddalena in Provenza e all’Isola del Garda, e si chiude con il saggio «Puri Cristiani. I Catari dal Piemonte alla Sicilia», nato da un messaggio di un lettore che le segnalava la presenza dei catari in Sicilia. Farina ha mostrato le immagini dei luoghi visitati: Roccavione, nelle valli di Cuneo, dove ogni anno si ripercorre in costume il cammino dei catari; Orvieto; Guardia Piemontese, in Calabria, dove la strage dei valdesi del 5 giugno 1561 non ha cancellato la parlata occitana, insegnata ancora a scuola un’ora alla settimana; e l’Argimusco, sopra Montalbano Elicona. Di fisico, ha concluso, non è rimasto niente: «La luce è l’insegnamento». Nelle domande del pubblico si è parlato dei vangeli gnostici e dell’Inquisizione, che secondo l’autrice «è nata a Verona», non in Spagna. Quanto alla parola eresia, Farina ha ricordato che «significa fazione, significa scelta». A chiudere la serata è stata la presidente del Lions Club Sirmione, Sonia Maestri.

Claudia Farina vive a Verona, dirige la rivista GardAmore, è cofondatrice di Italian Travel Press e presidente della sezione Verona Centro di FIDAPA BPW. Nel novembre 2011 il Comune di Sirmione aveva presentato un libro dedicato alla storia dei catari a Sirmione.

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