Il Duomo di Salò, intitolato a Santa Maria Annunziata, è uno dei monumenti religiosi più importanti del lago di Garda. Sorto nella seconda metà del Quattrocento sul sito dell’antica pieve medievale, l’edificio fonde la monumentalità tardogotica di matrice veneta con i primi raffinati innesti scultorei del Rinascimento lombardo, custodendo al proprio interno un patrimonio di pittura e scultura lignea tra i più complessi della Lombardia orientale.
Collocata nel cuore del centro storico, a ridosso dell’antico Palazzo della Magnifica Patria di Riviera e del lungolago, la collegiata salodiana ha svolto per secoli il ruolo di centro civico e spirituale della Comunità della Riviera benacense.
La fondazione del 1453 e il modello di Sant’Anastasia a Verona
La decisione di erigere una nuova e più spaziosa pieve venne assunta dalla comunità salodiana all’indomani della riconferma della dedizione a Venezia. Il 30 aprile 1452 otto deputati comunali e due cappellani ricevettero mandato formale di reperire i fondi per avviare il cantiere. Il progetto architettonico fu affidato nel 1453 a Filippo delle Vacche (noto come Filippo da Caravaggio), affiancato successivamente dal figlio Jacopo.
I documenti d’archivio attestano la precisa volontà dei committenti di conformare la nuova fabbrica alla celebre basilica domenicana di Sant’Anastasia a Verona. L’impianto planimetrico riprende fedelmente lo schema scaligero:
- Una pianta basilicale suddivisa in tre navate da due file di pilastri cilindrici in marmo veronese.
- Campate coperte da volte a crociera con costoloni in cotto.
- Un ampio transetto appena accennato e un profondo coro absidale a pianta poligonale.
L’esterno presenta il tipico aspetto delle fabbriche quattrocentesche incompiute: una facciata a capanna in laterizio a vista scandita da lesene, alleggerita al centro da un grande rosone circolare e da due monofore laterali ad arco acuto.
Il portale rinascimentale di Antonio della Porta e Gasparo Cairano
Il capolavoro scultoreo della facciata è rappresentato dal portale maggiore marmoreo, commissionato nel 1506 ed eseguito tra il 1507 e il 1509 dai maestri Antonio della Porta (detto il Tamagnino) e Gasparo Cairano, i due massimi esponenti della scultura rinascimentale a Brescia e nei territori della Serenissima.
Il portale è concepito come un grandioso arco trionfale all’antica in pietra di Botticino:
- L’intradosso e i piedritti sono decorati con finissimi rilievi a candelabre e girali d’acanto.
- La lunetta sovrastante accoglie il gruppo scultoreo dell’Annunciazione con le statue della Vergine e dell’Arcangelo Gabriele.
- I pennacchi ospitano rilievi dei profeti e motivi all’antica, integrando l’austera facciata gotica con il linguaggio classico della scultura milanese e veneta del primo Cinquecento.
Il Crocifisso ligneo e l’ancona dell’altare maggiore
All’interno della chiesa si conservano vertici assoluti della scultura lignea del Quattrocento lombardo e nordico:
- Il Crocifisso ligneo del XV secolo: collocato nel presbiterio, è stato a lungo attribuito a Giovanni Teutonico; gli studi più recenti lo assegnano all’intagliatore Paolo Moerich e lo datano al 1449-1450. L’opera presenta un realismo drammatico di matrice renana, con un’accurata resa anatomica della sofferenza della Passione che ne fa una delle sculture sacre più venerate della Riviera.
- L’Ancona lignea dorata dell’altare maggiore: la struttura intagliata fu eseguita nel 1476 dal cremonese Bartolomeo da Isola Dovarese, le statue sono dello scultore milanese Pietro Bussolo, saldate entro il 1504. È considerata una pietra miliare della scultura lignea rinascimentale. L’imponente struttura a edicola intagliata e dorata ospita dieci statue a tutto tondo disposte su due registri, con al centro la Madonna con il Bambino e il Cristo risorto, affiancati dai santi delle chiese che dipendevano dall’antica pieve.
La pinacoteca sacra: Romanino, Moretto e Andrea Celesti
Le pareti e gli altari del Duomo costituiscono una vera galleria d’arte sacra, documentando i passaggi stilistici tra Rinascimento bresciano, Manierismo veneto e Barocco:
- Il Romanino (Girolamo Romani): autore della pala con Sant’Antonio da Padova e donatore, caratterizzata da un naturalismo schietto, stesura cromatica calda e figure popolari.
- Il Moretto (Alessandro Bonvicino): presente con tele di profonda spiritualità e compostezza argentea.
- Zenone Veronese: autore delle preziose ante d’organo raffiguranti l’Annunciazione e santi.
- Andrea Celesti: i grandi teleri seicenteschi collocati nel presbiterio e lungo le pareti della navata, testimonianza dell’influenza dell’artista veneziano attivo a lungo sul lago.
Il patrimonio sonoro del tempio è completato dallo storico organo a canne, le cui prime stratificazioni risalgono al Cinquecento con gli interventi degli Antegnati, poi riformato nell’Ottocento dalla ditta Fratelli Serassi e dai maestri Bossi.
Riferimenti istituzionali e Parrocchia di Santa Maria Annunziata
Il Duomo è la chiesa prepositurale e collegiata della Parrocchia di Santa Maria Annunziata, appartenente alla Diocesi di Brescia.
L’edificio è regolarmente aperto al culto e alle visite nel pieno rispetto delle celebrazioni liturgiche:
- Indirizzo: Piazza Duomo, 25087 Salò (BS).
- Liturgie e celebrazioni: per gli orari aggiornati delle funzioni e gli avvisi parrocchiali si rimanda al portale della Parrocchia di Salò.
- Scheda storico-monumentale: censita nel catalogo dei beni ecclesiastici e su Lombardia Beni Culturali.
- Attività culturali e rassegne: il Duomo è sede storica di concerti d’organo, appuntamenti dell’Estate Musicale del Garda e convegni storiografici promossi in sinergia con l’Ateneo di Salò e l’assessorato alla cultura del Comune di Salò.


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