Il progetto di depurazione Garda entra nella fase decisiva con la presentazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica per il nuovo sistema di collettamento e depurazione della sponda bresciana del lago. L’intervento, dal valore complessivo di 314,53 milioni di euro, sostituirà una rete realizzata oltre cinquant’anni fa e prevede un’infrastruttura a Esenta di Lonato, circa 60 chilometri di collettori, cinque stazioni di sollevamento e una doppia condotta sublacuale di 9,8 chilometri tra Toscolano Maderno e Salò. L’impianto sarà dimensionato per circa 200 mila abitanti equivalenti, considerando anche i picchi della stagione turistica.
La soluzione è stata scelta tra sei alternative per l’integrazione con il contesto agricolo e il minore impatto paesaggistico. Il sistema prevede il riuso irriguo delle acque depurate per circa 700 ettari, oltre a fotovoltaico, recupero del calore e produzione di biogas. Da settembre 2026 partiranno Conferenze dei Servizi e Valutazione di Impatto Ambientale; i lavori saranno divisi in tre lotti, con il primo previsto entro il 2030 e il completamento entro il 2034.


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