sabato, Luglio 13, 2024
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Tra pochi giorni la società prenderà in carico le utenze di Arco e Dro, acquistando un ramo d'azienda della Sigesa E la centrale elettrica sull'Adda è il simbolo di un futuro garantito

Metano: Ags sta allargando la «famiglia»

Nel giorno dell’ufficializzazione dell’acquisto di una centrale idroelettrica sul fiume Adda (di cui riferiamo in pagina di Economia), l’Ags e il Comune, in una conferenza stampa, hanno anche fatto il punto su una serie di strategie d’azienda di cui andare «politicamente fieri».Eh sì, perchè una società «multiutility» come Ags (già proiettata su binari «comprensoriali» nell’assetto societario: Riva, Arco, Torbole), può ben rappresentare la volontà politica del Basso Sarca di porsi come «terzo polo urbano» (e quindi contare come «città» sul fronte provinciale). Ma ad una sola condizione: che alle parole, agli slogan, seguano…i fatti.E i fatti – come hanno sottolineato il presidente Paternollo e il sindaco Cesare Malossini – sono effettivamente «sostanziosi». L’impianto idroelettrico di Maleo introduce nello scenario dei servizi (Ags lavora con acqua, luce, metano) non solo un autentico affare, ma anche un rafforzamento sul territorio e lungo la filiera energetica di una società con le carte in regola per rivendicare, come ha detto il sindaco, il ruolo economicamente significativo e «creativo» di tutto il territorio produttivo altogardesano.Se la centrale è dunque il simbolo della dinamicità Ags, c’è una trattativa ormai al traguardo che fa giustizia sommaria (ed era ora) di decenni di assurdi campanilismi. E’ la trattativa per l’acquisto del ramo d’azienda della società Sigesa che gestisce la distribuzione e la vendita del gas metano nei Comuni di Arco e Dro. Con l’acquisizione, l’Ags subentrerà nella concessione tuttora in vigore. A Dro diventerà proprietaria dell’intero gasdotto (comprese le accessorialità), mentre ad Arco incamererà le derivazioni, le attrezzature mobili, i misuratori fiscali, mentre il gasdotto primario resterà proprietà del Comune di Arco.I clienti serviti che andranno ad aggiungersi a quelli già forniti da Ags a Riva e Nago-Torbole saranno ben 5500, per un volume di gas erogabile annuo stimato in circa 11 milioni di metri cubi. Tradotto in euro il rafforzamento della «rete» porterà nelle casse fatture per 4 milioni di euro. Naturalmente passeranno nell’organico Ags anche i tre dipendenti attualmente al servizio della Sigesa.Non hanno parlato di dettagli dell’operazione (vale a dire costi e benefici in termini di «economie di scala»), ieri, nè Paternollo, nè il sindaco. Ed il motivo è semplice. Il preliminare diventerà contratto d’acquisto vero e proprio soltanto a giorni, ma il fatto che se ne parli di già, dando per scontato il successo dell’operazione, significa con evidenza che i problemi fra Comuni di Dro e di Arco con Sigesa (rimbalzati ripetutamente sulla stampa negli ultimi mesi) non dovrebbero intralciare in nessuna misura la significativa «comprensorializzazione» di Ags. Terzo polo urbano: avanti tutta.

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