giovedì, Luglio 25, 2024
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Si trovano sul muro d’appoggio e sul lunotto dell’abside centrale. La scoperta nel corso dei restauri e della ristrutturazione della chiesa romanica di San Martino

Riaffiorano antichi affreschi

Scoperti nuovi affreschi nella chiesa romanica di San Martino che si trova nella località omonima del comune di Caprino. «I ritrovamenti sono avvenuti mentre stavano effettuando lo stacco dei pezzi di intonaco malandato sul muro di appoggio e sul lunotto dell’abside centrale », spiega Licinio Cristini, l’architetto che si sta occupando dei restauri dell’edificio. «Non sappiamo esattamente di cosa si tratta, attendiamo maggiori risposte dalla Sovrintendenza per capire che cosa rappresentino. Inoltre dobbiamo aspettare l’ultimo permesso sempre dalla Sovrintendenza per poter ultimare i saggi e sapere con che modalità poter intervenire. Si tratta comunque di una scoperta che impreziosisce ulteriormente il valore di una chiesa già importante per il nostro territorio ma che da tempo versa in cattive condizioni». La chiesa di San Martino risale al 1228, stando ad alcuni documenti che la citano espressamente insieme ai beni che le erano di pertinenza. È famosa soprattutto per i circa 6 metri di affreschi che ornano la facciata esterna. «Sono tre scene diverse che risalgono alla prima metà del XVI secolo», continua Pericolosi. «La più importante è quella che riproduce l’episodio di san Martino che dona il proprio mantello ad un povero, le altre due invece ritraggono san Cristoforo con il Bambino sulle spalle e la Vergine col Bambino fra i santi Rocco e Sebastino». «Fortunatamente a marzo inizieranno i lavori di restauro di questi tre cicli di pitture», interviene Cristini. «Ad eseguirli sarà Maurizio Tagliapietra, lo stesso restauratore che ha scoperto i nuovi dipinti all’interno della chiesa». Ma i problemi della chiesa di San Martino riguardano anche le condizioni di conservazione dell’intero edificio. «L’umidità che risale dal terreno si è infiltrata nelle pareti e ha compromesso gli intonaci sia esterni che interni, inoltre è necessario rifare il tetto delle absidi, reintonacare la cuspide del campanile e ricrearne la struttura lignea per sostituirla con quella metallica che c’è invece attualmente». L’idea di mettere mano alla chiesetta per restituire almeno in parte il suo antico splendore è nata a Cristini nel ’96, ma una serie di intoppi, e non solo burocratici, ne hanno ritardato l’esecuzione. «Abbiamo dovuto richiedere una decina di permessi e i tempi di attesa sono stati lunghi», dice Cristini. «A questo si sono sommate assenze purtroppo per malattia di funzionari competenti e, non ultimo, il freddo con il conseguente gelo che ha reso impossibile eseguire qualunque tipo di lavoro. La settimana prossima dovrebbe cominciare con i lavori di drenaggio sul lato nord dell’edificio, per eliminare l’acqua che si è infiltrata nelle pareti. Poi utilizzeremo intonaci e calce naturale per recuperare definitivamente la parete». Un intervento particolare invece sarà quello riservato al campanile che risale al 1700. «Abbiamo intenzione di ricreare la struttura originaria di supporto in legno di castagno delle campane, tutt’ora rimasti, e che risalgono all’epoca della costruzione». In sasso sarà invece realizzato il piano corrispondente alla volta della torre campanaria, mentre i primi due con le relative scalette di accesso saranno rifatti sempre in legno. Successivamente verranno rifatti i tetti dell’abside. «Ma per salvaguardare gli eventuali affreschi che sono nascosti sotto il vecchio intonaco dovremo eseguire delle puntellature particolari e perciò lavoreremo di stretto concerto con la Soprintendenza». Nell’attesa di eseguire i lavori sulla struttura dell’edificio sono stati restaurati una serie di dipinti su tavola che si trovano all’interno della chiesa di San Martino. Si tratta di un paliotto a tempera su legno posto come ornamento alla base dell’altare principale e sul quale sono rappresentati san Martino benedicente, santa Lucia e santa Caterina. L’altra opera è una cornice lignea suddivisa in tre riquadri, attualmente vuoti, che era stata posta sopra l’altare. All’apice della cornice, in quella che tecnicamente viene chiamata cimasa, è dipinta una Madonna con il bambino racchiusa in una cornice a fogliami intagliati. Mancano invece le figurette che ornavano la predella, così come i tre quadri che erano racchiusi dentro la cornice e che raffigurano san Martino mentre taglia il mantello, il busto di un offerente inginocchiato e san Rocco. Il terzo restauro riguarda un trittico che era collocato in una piccola abside posta sul lato nord della chiesa. All’interno i santi Francesco, Antonio e Agapito, sulla cuspide posta in cima al trittico invece, la Madonna in trono con il Bambino tra angeli che suonano. Ai lati della cuspide, in due piccoli tondi, l’angelo dell’Annunciazione e la Madonna che prega. Al vertice, sotto forma di colomba, lo Spirito Santo. In attesa che vengano ultimati i lavori di restauro della chiesa le tre serie di dipinti sono attualmente visibili nel museo di Caprino.

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