venerdì, Giugno 9, 2023
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Lo stemma araldico del comune di Lazise sulla parete ovest del palazzo municipale

Lazise. Bernd Hold­er­ried, tedesco di Pfapfen­hofe, viene a Lazise da 56 anni. La pri­ma vol­ta, a soli 18 anni, è arriva­to al campeg­gio munic­i­pale nel 1958. Si sente cit­tadi­no ono­rario di Lazise. Ed oggi a 74 anni suonati, fisi­co asciut­to e scat­tante, ha pre­so pen­nel­li, col­ori, addi­tivi per las­cia­re un’­opera, un suo ricor­do perenne agli ami­ci di Lazise.

Ha deciso, d’ac­cor­do con il sin­da­co Luca Sebas­tiano, di real­iz­zare lo stem­ma araldico del comune di Lazise sul­la parete ovest del palaz­zo munic­i­pale, sopra il pog­gi­o­lo del­l’uf­fi­cio del sin­da­co, pro­prio di fronte al por­to vec­chio, alla ed alla chieset­ta di San Nicolò.

“Mi sono stu­di­a­to molto bene lo stem­ma araldico uffi­ciale, quel­lo deposi­ta­to all’uf­fi­cio del­l’araldica pres­so la Pres­i­den­za del Con­siglio dei Min­istri — spie­ga Hold­er­ried- ea casa, in Baviera, mi sono prepara­to la car­to­natu­ra per real­iz­zare lo stem­ma. Lo stem­ma è alto 180 cen­timetri ed è largo 100. Sot­to viene col­lo­ca­ta la scrit­ta A.D. 983 che ripor­ta quin­di il diplo­ma del­l’im­per­a­tore Ottone II°. Non mancherà neanche la dic­i­tu­ra ” Lazise pri­mo comune d’I­talia” tan­to cara al sin­da­co. Ed io ques­ta set­ti­mana di lavoro la offro total­mente agli ami­ci di Lazise per las­cia­re un mio seg­no quale ringrazi­a­men­to per la loro immen­sa ospi­tal­ità.”

Bernd non è la pri­ma vol­ta che offre i suoi servi­gi alla comu­nità di Lazise. Da provet­to ed esper­to restau­ra­tore ha anche restau­ra­to lo stem­ma sabau­do rin­venu­to  anni fa pres­so l’uf­fi­cio ana­grafe del munici­pio. Ed anche qui un otti­mo lavoro.

“Anni fa ave­vo pro­pos­to all’al­lo­ra par­ro­co di real­iz­zare un affres­co nel­la chiesa par­roc­chiale – con­tin­ua l’artista bavarese – ma mi è sta­to rifer­i­to che non si pote­va real­iz­zare per osta­coli buro­crati del­la Soprint­en­den­za ai beni architet­toni­ci. Allo­ra ho desis­ti­to. Anche questo era un seg­no di amore ver­so Lazise e la sua comu­nità. Non è anda­ta bene. Ho comunque risolto con lo stem­ma comu­nale.”

“E’ un caris­si­mo mio per­son­ale ami­co — sot­to­lin­ea Rober­to Cam­pag­nari, già con­sigliere ed asses­sore comu­nale — e quan­do viene a Lazise è sem­pre mio ospite. Vol­e­va asso­lu­ta­mente las­cia­re un ricor­do di se, del­la sua maes­tria alla cit­tà di Lazise. E non ci pote­va essere migliore occa­sione di ques­ta. Da anni mi ave­va inter­pel­la­to sul­l’ar­go­men­to. Oggi final­mente il suo deside­rio si è avver­a­to. E fran­ca­mente — con­clude Cam­pag­nari — sono vera­mente molto felice che la sua opera riman­ga ad imper­it­u­ra memo­ria pro­prio sul­la casa munic­i­pale gra­zie alla disponi­bil­ità del sin­da­co Luca Sebas­tiano che è sta­to entu­si­as­ta del­l’of­fer­ta di Hold­er­ried.”

“Bernd ha vision­a­to più volte anche la chieset­ta di San Nicolò al por­to – spie­ga anco­ra Cam­pag­nari – ed è rimas­to entu­si­as­ta degli affres­chi. Sono a suo dire comunque ormai molto com­pro­mes­si dal­l’u­mid­ità. Sarebbe sta­to suf­fi­ciente, in anni pas­sati, dare una mano di col­ore “con­ser­v­a­ti­vo” e tut­to poi si sarebbe risolto con un restau­ro anche a stral­ci. Ma ciò non è sta­to fat­to. A suo pare – con­clude Cam­pag­nari – oggi la situ­azione è davvero molto pre­caria e poco si potrà fare per recu­per­are tan­ta bellez­za.”

Ser­gio Baz­er­la

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