giovedì, Febbraio 19, 2026
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Il ponte di Pasqua. La disastrata situazione viaria nell’alto Garda non ha frenato gli arrivi. I tedeschi non tradiscono, mancano quelli di passaggio

Turisti, il lago ha fatto il pieno

L’impressione è che i turisti non manchino proprio, nonostante la viabilità disastrata. Almeno, questo è quel che dicono gli operatori altogardesani, da Gargnano a Tignale, da Tremosine a Limone.

Il quadro, naturalmente, è piuttosto differenziato. L’afflusso degli ospiti sembra andare davvero bene ovunque, nella parte settentrionale del lago, se si considera il segmento di turisti affezionati, che solitamente passa la Pasqua sul Benaco.

Gli albergatori definiscono «tradizionali» questi villeggianti, disposti a superare anche ostacoli gravosi o imprevisti, pur di raggiungere la località e la struttura alberghiera nella quale si sono trovati a loro agio in passato. E gli ostacoli, quest’anno, proprio non mancano, al pari di un paio di anni fa, quando la Gardesana era chiusa in occasione della Pasqua.

Riflessioni sul turismo di passaggio e sulle criticità

Attendendo il traghetto a Riva, per portarsi più a sud e raggiungere Limone o gli altri comuni dell’alto lago, oppure compiendo il giro del Garda dopo aver già percorso centinaia di chilometri, si dimostra un interesse evidente verso quest’area, nonostante tutto.

Un interesse che viene poi confermato attraverso le prenotazioni. E le prenotazioni non mancano.

Se, invece, la domanda si rivolge agli operatori che lavorano prevalentemente con i cosiddetti turisti di passaggio, le risposte variano decisamente. Il turismo di passaggio (quello dell’ultimo minuto, per intenderci) ha infatti un ruolo importante, è quello che in molte circostanze determina il tutto esaurito e permette agli alberghi di riempire anche le stanze non prenotate.

Ebbene, sotto questo aspetto la lagnanza è piuttosto diffusa, specie a Gargnano e Limone: con la strada bloccata tra Limone e Riva, portarsi sull’alto Garda diventa una scelta, e parecchi – scoraggiati – probabilmente si dirigeranno altrove.

Pochi problemi, invece, sotto questo aspetto, per i comuni collinari (Tignale e Tremosine), che paiono risentire meno di questa flessione e nei quali questo genere di turismo rappresenta una componente meno determinante che nei centri a lago.

Chi, sul Garda, era abituato a godersi il primo sole italiano, torna – dunque – quasi ad ogni costo. Chi, invece, metteva il Garda tra le possibilità da scegliere all’ultimo minuto, spesso rinuncia.

Se ne accorgono soprattutto a Limone. Dice Gianfranco Montagnoli, presidente dell’Associazione albergatori: «Sono tante le componenti che mettono questa stagione su un livello inferiore a quelle del passato, a partire dalle condizioni meteo. Si aggiunga il blocco della strada, che rappresenta il problema principe. A Limone avevamo messo in preventivo una flessione che, puntualmente, c’è stata e da lunedì le cose volgeranno al peggio.

«I clienti tradizionali tornano, ma non capiscono come possano esserci problematiche come le nostre in località turistiche così affermate: per fortuna ci sono i tedeschi, che non tradiscono mai Limone. Ma, anche se sono affezionati, sono insoddisfatti per la situazione della strada.

Di una cosa dobbiamo ricordarci: il turista scontento identifica questi problemi come grattacapi comuni a tutto il lago e non solo a una sua parte». Fabrizio Bontempi, assessore al Turismo a Tignale : «La sensazione è che le cose si siano messe bene per Pasqua, ma anche per il periodo successivo.

Può essere il risultato del lavoro svolto dal Consorzio Riviera dei Limoni e delle numerose fiere alle quali ha partecipato. Abbiamo molti tedeschi, come sul resto del lago. Sono contenti, ma traspare l’insoddisfazione a causa della situazione della Gardesana».

Giovanni Oss, vicepresidente dell’Associazione albergatori di Gargnano : «Se guardiamo alle prenotazioni, dobbiamo confermare che le cose vanno bene, almeno per Pasqua. Matureranno incertezze nel resto del mese di aprile: noi calcoliamo un 15-20% in meno, mentre pensiamo di tornare su buoni livelli nei mesi di maggio e giugno, specie in occasione dei ponti.

Cosa manca? Il turismo di passaggio e informazioni affidabili sulla situazione viaria. Si aggiunga il maltempo che ha flagellato l’Europa un po’ ovunque».

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