41 anni per il Carnevale del Marciapiè di Lazise

20/02/2020 in Attualità
Parole chiave: -
Di Sergio Bazerla

Fer­vono alacre­mente i prepar­a­tivi per alle­stire la due giorni del del Mar­ci­apiè che quest’an­no rag­giunge il suo 41° com­plean­no.  Nacque infat­ti qua­si per scher­zo per inizia­ti­va di alcu­ni “orig­i­nari” nel novem­bre 1979, in Via Arco, già allo­ra chia­ma­ta “Mar­ci­apiè”. Fu una nobile con­tes­sa che abita­va in zona a far­si edi­fi­care un “mar­ci­apiè” per non infan­gar­si tran­si­tan­do dal­la zona lun­go­la­go alla sua nobile dimo­ra, allo­ra ubi­ca­ta pro­prio a ridos­so di via Arco. E da ques­ta stor­i­ca leggen­da con­tin­ua la sto­ria del Marciapiè.

Pro­prio alla memo­ria di questi “orig­i­nari” è ded­i­ca­to questo carnevale lacisiense che da anni gravi­ta nel­l’or­bi­ta del Coor­di­na­men­to Carnevali del­la Provin­cia: El Cesarin, pri­mo Capo Valar, Nano Sucarin, Nini Stradin, Berto Ros­set­ti, Aldo e Lino Sifa, l’Amedea, El Pon­ta e per finire El Car­las­sa, sono sta­ti gli art­efi­ci di tut­to questo che anco­ra oggi si tra­man­da con lo spir­i­to del­l’am­i­cizia e del­la con­di­vi­sione allegra..

Pri­mo appun­ta­men­to con El Mar­ci­apiè mer­coledì 25 feb­braio alle 11,00 con l’aper­tu­ra dei chioschi gas­tro­nomi­ci in zona lun­go­la­go per pros­eguire con l’aper­tu­ra delle urne per l’elezione del nuo­vo Capo Valar, de Quel da Re e del Cagnol. Per i bam­bi­ni un par­co diver­ti­men­ti con i gon­fi­a­bili. Mer­coledì 26 feb­braio, pri­ma di Quares­i­ma, obbli­go di cibi di magro, con dis­tribuzione di pesce frit­to e mine­strone. Di pri­ma mat­ti­na arri­va papà del Gno­co con i Mac­a­roni che assieme al Capo Valar e Re del Goto andran­no a vis­itare gli anziani ospi­ti del­la casa di riposo. Nel pri­mo pomerig­gio ver­ran­no chiuse le urne e sarà avvi­a­to lo spoglio con la procla­mazione del nuo­vo Capo Valar e del­la sua corte con sfi­la­ta per le vie del paese accom­pa­g­nati dai Tam­buri­ni di Vil­lafran­ca e dai grup­pi mascherati verone­si. Per la con­clu­sione del­la fes­ta di carnevale ci sarà il ritorno in via Arco, ovvero al Mar­ci­apiè con il dis­cor­so benau­gu­rante del sin­da­co di Lazise con le autorità locali e del carnevale veronese.

Sono pas­sati più di quar­an­ta anni da quan­do gli orig­i­nari han­no dato l’avvio al nos­tro carnevale — spie­ga il Capo Valar uscente Gegia Olivet­ti — e di stra­da ne abbi­amo fat­ta davvero tan­ta. Anche per­ché in questi anni non abbi­amo pen­sato mai e sola­mente a noi ed a chi è venu­to a diver­tir­si, ma anche a chi ha bisog­no. Ne è pro­va la nos­tra con­tin­ua sol­i­dale atten­zione alla San Mar­ti­no in Calle, l’as­so­ci­azione dei volon­tari che tan­to bene com­pie a Lazise.La buro­crazia e la man­can­za di un ricam­bio gen­er­azionale fra gli appas­sion­ati del carnevale — con­tin­ua Olivet­ti — finisce per pesare sem­pre di più sui pochi volon­tari rimasti. Siamo quin­di sta­ti costret­ti ad affi­dare la ges­tione del cibo a strut­ture autor­iz­zate e quin­di ci vedi­amo costret­ti a richiedere ai nos­tri esti­ma­tori un pic­co­lo con­trib­u­to per il sosteg­no delle nos­tre attiv­ità. Ciò ci darà fia­to per con­tin­uare anche negli anni a venire e con­tin­uare anche se in tono minore a sostenere chi opera nel mon­do del volon­tari­a­to per il bene di tut­ta la nos­tra comunità.”

 

Parole chiave: -