Alla scoperta dei sentieri della Guerra

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Di Redazione
Davide Sigurtà

Molti si saran­no recati a passeg­gia­re sulle bel­lis­sime mon­tagne che fan­no da coro­na al sul­la spon­da bres­ciana fino al lago d’Idro e, molti, per rag­giun­gere questi luoghi, avran­no usato le comode strade che sal­go­no, ad esem­pio, a p.sso Nota da Tremo­sine o a Capo­valle dal lago Idro.

Purtrop­po pochi si saran­no chi­esti come mai esistono delle comode strade, qua­si tutte per­cor­ri­bili in auto, che sal­go­no ver­so luoghi bel­lis­si­mi dal pun­to di vista pae­sag­gis­ti­co, ma che ai fini util­i­taris­ti­ci non offrono nes­sun van­tag­gio: i nos­tri ante­nati ave­vano così a cuore le vedute pit­toresche?

La rispos­ta è ovvi­a­mente neg­a­ti­va ed il moti­vo per cui esistono queste strade è che all’inizio del XX° sec. queste nos­tre belle mon­tagne han­no ospi­ta­to uno dei più oscuri momen­ti del­la sto­ria dell’uomo: la pri­ma guer­ra mon­di­ale.

Sul­lo spar­ti­acque tra l’altopiano di Tremo­sine, la Valvesti­no e la Valle di Ledro cor­re­va la pri­ma lin­ea dell’esercito ital­iano che vis­tosi bloc­ca­ta la stra­da per Tren­to dal­la mas­s­ic­cia for­ti­fi­cazione delle val­li da parte dell’Austria, medi­ante l’ausilio di for­ti, decise di pas­sare pro­prio sulle mon­tagne.

Per pot­er far questo era però nec­es­sario pre­sidiare i pas­si medi­ante truppe e mezzi mil­i­tari e, per pot­er attuare ques­ta tat­ti­ca, era nec­es­sario costru­ire delle strade che dal fon­dovalle salis­sero a questi luoghi in modo como­do e sicuro.

Gli ingeg­neri mil­i­tari furono chia­mati ad un com­pi­to impo­nente: portare macchi­nari e truppe in luoghi tal­vol­ta inac­ces­si­bili e che spes­so super­a­vano i 2.000 metri d’altitudine.

Per far questo idearono tut­ta una serie di vere e pro­prie arterie stradali divise in quat­tro cat­e­gorie cias­cu­na con le pro­prie pecu­liar­ità in ter­mi­ni di pen­den­za, rag­gio di cur­vatu­ra e servizi acces­sori.

Ven­nero così costru­ite strade camion­abili, per il pas­sag­gio di mezzi pesan­ti nei fon­dovalle, comode car­roz­z­abili per rag­giun­gere i pas­si con mezzi e truppe, irte mulat­tiere per rag­giun­gere con truppe ed attrez­za­ture i pre­si­di sulle cime e sen­tieri per iner­pi­car­si nei luoghi più inac­ces­si­bili.

Ogni tipo di stra­da pre­sen­ta una sua costante pen­den­za (infe­ri­ore al 10% per le car­roz­z­abili che por­ta­vano ai pas­si), una par­ti­co­lare pavi­men­tazione real­iz­za­ta qua­si sem­pre con pietre locali dis­poste a for­mare un piano uni­forme e opere acces­sori come, ad esem­pio, canaline di sco­lo, muri di con­teni­men­to, gal­lerie e pon­ti.

Per pot­er ritrovare oggi queste mag­ni­fiche opere è con­sigli­a­bile per­cor­rere la stra­da car­roz­z­abile che da Vesio di Tremo­sine sale al pas­so Nota per la Valle di Bon­do o la sua par­al­lela, dota­ta di gal­lerie, che sale da piaz­za­le Angeli­ni sem­pre a Vesio.

Ammirev­ole è la car­roz­z­abile che da Anfo sale al Mani­va dove si pos­sono trovare anco­ra delle gal­lerie nei trat­ti dismes­si del­la vec­chia car­reg­gia­ta oppure la mulat­tiera, anco­ra per­fet­ta­mente las­tri­ca­ta, che sale dal Gaver al p.sso del Ter­mine.

Alla fine di queste strade è pos­si­bile trovare anco­ra i rud­eri delle for­ti­fi­cazioni mil­i­tari real­iz­za­ti all’epoca, come i vil­lag­gi mil­i­tari di p.sso Nota e del Ter­mine, oppure sem­plice­mente ammi­rare super­bi pae­sag­gi.

Pri­ma pub­bli­cazione il: 2 May 2020 @ 15:00

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