In distribuzione il nuovo numero della pubblicazione «Il Garda, l’ambiente, l’uomo»

Dai cibi del passato alla botanica: in pagina l’asparago selvatico

Di Luca Delpozzo
b.f. b.f.

Una panoram­i­ca di Gargnano e un par­ti­co­lare del­la cit­tad­i­na: lo scor­cio del due­cen­tesco chiostro di San Francesco. Il tut­to com­pare sulle cop­er­tine dell’ultimo numero del­la pub­bli­cazione «Il Gar­da, l’ambiente, l’uomo». Arriva­ta alla sedices­i­ma usci­ta, la riv­ista viene stam­pa­ta dal Cen­tro stu­di per il ter­ri­to­rio bena­cense di Tor­ri del Bena­co, e nel­la redazione fig­u­ra­no anche i nomi di alcu­ni stu­diosi garde­sani conosciu­ti: Pier­car­lo Belot­ti, Domeni­co Fava, Anto­nio Foglio, Gian­fran­co Lig­asac­chi. Tren­ti­ni e verone­si (oltre ai citati bres­ciani) gli altri autori, che ogni anno con­tribuis­cono alla real­iz­zazione del vol­umet­to di oltre 100 pagine, che pro­pone ricerche mono­gra­fiche su diver­si argo­men­ti. Nel numero in dif­fu­sione in questi giorni c’è anche un con­trib­u­to di Piergiuseppe Pasi­ni dal tito­lo accat­ti­vante: «La sto­ria che pas­sa attra­ver­so la cuci­na». Pasi­ni sot­to­lin­ea che «la sto­ria del­la quo­tid­i­an­ità a par­tire dagli anni Set­tan­ta sfo­cia in tante pub­bli­cazioni di sto­ria locale, e in tan­ti musei etno­grafi­ci ded­i­cati alle attiv­ità dell’uomo, alle abitazioni, alle sup­pel­let­tili o dell’abbigliamento. Una sto­ria del­la quo­tid­i­an­ità che guar­da alle tradizioni ali­men­ta­ri per sco­prire come vive­vano gli uomi­ni delle cam­pagne e delle cit­tà nei sec­oli scor­si». Il suo lavoro anal­iz­za doc­u­men­ti, tes­ti­mo­ni­anze e ricerche che oscil­lano tra il tema dell’alimentazione e quel­lo del­la salute. Un altro inter­ven­to è di Pier­car­lo Belot­ti, che da buon botan­i­co ques­ta vol­ta si ded­i­ca alla pre­sen­za dell’Asparagus acu­ti­folius sul Gar­da. Si trat­ta «dell’asparago sel­vati­co pun­gente, par­ente del più cele­bre ortag­gio pri­maver­ile, Aspara­gus offic­i­nalis». Sul Gar­da è pos­si­bile trovar­lo in alcune local­ità venete: Tor­ri, Capri­no, Gar­da, , Cavaion, Pas­tren­go e Valeg­gio. Sul­la spon­da bres­ciana è pre­sente a Gargnano «su una esten­sione lim­i­ta­ta ‑13/15 ettari -, e si svilup­pa lun­go la vec­chia via che pas­san­do per local­ità Cro­ce­fis­so attra­ver­sa Ambu­rana e sboc­ca sul­la stra­da asfal­ta­ta per Mus­lone, com­pren­den­do anche l’oliveto abban­do­na­to». Nel­la riv­ista com­paiono pure inter­ven­ti di altri ricer­ca­tori: Daniele Zani­ni, Giu­liano Sala, Pier­pao­lo Brug­no­li, Mari­na Repet­to Con­tal­do, Vale­ria Rec­chia, Pier­loren­zo Van­ti­ni, Simone Fap­pan­ni, Gaia Pas­sa­mon­ti, Gian­lui­gi Michele e Domeni­co Fava. Quest’ultimo si è occu­pa­to del­la ric­ca bib­li­ografia gardesana.