Dopo cinque anni di lavori, il restauro sta per essere completato: a Natale è prevista l’inaugurazione. La struttura della Serenissima ospiterà spettacoli, congressi e mostre

Dogana Veneta al rush finale

09/10/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Per 2005 la sarà pronta per essere uti­liz­za­ta. Sono in dirit­tura d’arrivo anche gli ulti­mi lavori e fra poco più di due mesi la più bel­la strut­tura immo­bil­iare mai real­iz­za­ta sul dal­la Serenis­si­ma Repub­bli­ca tornerà al suo splen­dore e potrà final­mente essere riu­til­liza­ta per la pub­bli­ca util­ità. Dopo cir­ca un lus­tro di inces­san­ti lavori di restau­ro sarà pos­ta la paro­la fine a un impeg­no impor­tante sot­to il pro­fi­lo strut­turale e finanziario di cui il Comune ha volu­to far­si cari­co durante l’amministrazione di Luca Sebas­tiano. Pro­prio in questi giorni sta per essere ulti­ma­ta la posa del­la nuo­va pavi­men­tazione in leg­no del­la dogana vene­ta. Gli operai stan­no «inchio­dan­do» le ampie doghe in leg­no di olmo che fun­gono da pavi­men­tazione «sospe­sa» dell’imponente fab­bri­ca­to. A oper­azione con­clusa dovran­no essere col­lo­cate le poltrone, i servizi igien­i­ci, la cen­trale ter­mi­ca e di con­dizion­a­men­to. Poi toc­cherà al col­lau­do degli impianti elet­tri­ci e idrauli­ci. Il com­p­lesso rel­a­ti­vo alla cen­trale ter­mi­ca è sta­to real­iz­zao all’esterno dell’immobile, nel­lo spi­az­zo anti­s­tante il mon­u­men­to ai cadu­ti. Le piogge di questi giorni ne han­no ral­len­ta­to la sua com­ple­ta ulti­mazione ma in poche gior­nate lavo­ra­tive delle maes­tranze potran­no vedere la luce. «All’interno ci saran­no cir­ca 350 posti a sedere», spie­ga l’assessore al pat­ri­mo­nio Fabio Mari­noni, «tut­ti in platea. Nel­la zona sot­tostante la platea sono sta­ti rica­vati i servizi igien­i­ci e la zona mag­a­zz­i­no. Per l’accesso sarà uti­liz­za­ta la por­ta col­lo­ca­ta a ridos­so del­la chieset­ta di San Nicolò, a est, men­tre per le uscite di sicurez­za saran­no uti­liz­zate le porte a ovest, nord-ovest e sud-ovest, in direzione lago. Dopo la zona acces­so è sta­ta real­iz­za­ta la recep­tion con il guardaro­ba. «La parte uti­liz­za­ta per la platea», con­tin­ua Mari­noni, «è l’area iden­ti­fi­ca­ta a est-nord-ovest, ovvero la metà esat­ta del­la dogana, men­tre la metà restante, est-sud-ovest, è uno spazio libero e poli­va­lente, uti­liz­z­abile per mostre, attiv­ità cul­tur­ali e di spet­ta­co­lo, con even­tu­ali ulte­ri­ori posti a sedere di tipo mobile». «Rite­ni­amo che con questo ulte­ri­ore “colpo di reni”», affer­ma il sin­da­co, «pos­si­amo licen­ziare l’impegnativo lavoro di restau­ro di questo immo­bile invidi­a­to­ci da mez­zo mon­do. È sta­ta un’opera faraon­i­ca, sia per i tem­pi inter­cor­si, sia per il con­sis­tente impeg­no finanziario per l’amministrazione comu­nale. Ma, a mio parere, il gio­co è val­so la can­dela. Una strut­tura così ben art­co­la­ta e strut­tura­ta con­sen­tirà a Lazise», pros­egue Frances­chi­ni, «di ospitare man­i­fes­tazioni di tipo con­gres­suale, di spet­ta­co­lo, di cul­tura e anche even­ti ricre­ativi, per­chè i prog­et­tisti han­no stu­di­a­to a fon­do gli spazi disponi­bili e han­no potu­to real­iz­zare un vero capolavoro».

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