Risalgono a date quasi secolari le celebrazioni in onore alla Madonna del Carmine di San Felice del Benaco che stanno vivendo in questi giorni la loro ricorrenza.

Festa per la Madonna del Carmine

Di Luca Delpozzo

Risal­go­no a date qua­si sec­o­lari le cel­e­brazioni in onore alla Madon­na del Carmine di San Felice del Bena­co che stan­no viven­do in questi giorni la loro ricor­ren­za. Per questo fine set­ti­mana infat­ti è pre­vis­to il momen­to più reli­gioso con al pro­ces­sione del­la stat­ua set­te­cen­tesca per le vie del cen­tro stori­co, dal san­tu­ario alla Par­roc­chiale saba­to, il ritorno domeni­ca con la parte­ci­pazione del vesco­vo ausil­iario di Verona, il manerbese mons. Andrea Veg­gio e la pre­sen­za del­la ban­da cit­tad­i­na “Sinus Felix” diret­ta da Gior­gio Gia­cobi­ni. Una cer­i­mo­nia ric­ca di seg­ni e sig­ni­fi­cati che in sostan­za dura cir­ca 15 giorni vis­to che da diverse sere il San­tu­ario è meta di pel­le­gri­nag­gi prove­ni­en­ti dai pae­si lim­itrofi. Si è inizia­to giovedì scor­so con i pel­le­gri­ni di Portese, Soiano e Cam­pagna di Lona­to segui­ti da quel­li prove­ni­en­ti da Maguz­zano, Lona­to, Gavar­do, Sopraz­zoc­co e Vil­lan­uo­va e poi via via gli altri del cir­con­dario con gran finale, ven­erdì 20 luglio, con i fedeli prove­ni­en­ti da Padenghe, Poz­zolen­go, Colom­bare, Sab­bio Chiese e S. Gio­van­na Anti­da. Saba­to e domeni­ca infine le gior­nate di grande solen­nità con la pri­ma delle due pro­ces­sioni pre­viste. “La ricor­ren­za del­la Madon­na del Carmine si cel­e­bra il 16 luglio – scrive Pier­lui­gi Maz­zol­di nel suo recente vol­ume ded­i­catati a “San Felice del Bena­co e il suo ter­ri­to­rio” –. A San Felice il tri­on­fo del­la Vergine del Carme­lo si fes­teggia la quar­ta domeni­ca del­lo stes­so mese, con eccezionale parte­ci­pazione del popo­lo del­la Valte­n­e­si e di molti ospi­ti ital­iani e stranieri che in quel peri­o­do sog­gior­nano nel nos­tro comune. Come vuole la tradizione, la stat­ua set­te­cen­tesca del­la Madon­na del Carme­lo viene col­lo­ca­ta su di una por­tan­ti­na e trasporta­ta sulle spalle di un grup­po di gio­vani del paese dal san­tu­ario fino alla par­roc­chiale di San felice, in una devota pro­ces­sione che si sno­da lun­go le vie prin­ci­pali. Il giorno seguente la sacra affigge ritor­na alla chiesa del Carmine; ma pri­ma di ripor­tar­la a des­ti­nazione, i fedeli l’arrestano pres­so la san­tel­la pos­ta al biv­io con la via che con­duce al Vil­lag­gio Par­adiso: in quel luo­go la stat­ua viene gira­ta ver­so il paese, affinché riv­ol­ga un ten­ero sguar­do ai suoi figli, pri­ma di tornare alla sua casa. In quel momen­to di com­mossa sos­ta sem­bra che il san­tu­ario sia con­giun­to al paese da un arca­ta di luce iri­des­cente”. Domeni­ca mat­ti­na, alle ore 10.00, ver­rà cel­e­bra­ta nel san­tu­ario la mes­sa solenne con la parte­ci­pazione dei “Can­tori del­la Valte­n­e­si” diret­ti dal mae­stro Vale­rio Bertolot­ti. Nat­u­ral­mente tutte le vie del paese saran­no, come tradizione ora­mai vuole, addob­bate da fiori di car­ta real­iz­za­ti dalle donne delle con­trade e del paese, riu­nite in un comi­ta­to guida­to dal­la super­at­tivis­si­ma sig­no­ra Gas­pari­ni. Il prossi­mo anno si cele­br­eran­no i pri­mi 50 anni con­sec­u­tivi (dovu­ti al ritorno dei padri carmeli­tani) di ques­ta tradizione che, nel cor­so degli anni ha vis­to episo­di assai curiosi come quel­lo in cui il par­ro­co fece avvol­gere la stat­ua del­la madon­na in un sac­co per­ché lun­go il tragit­to pro­ces­sion­ale si dove­va pas­sare davan­ti ad un locale in cui si balla­va. Nel 1967 l’allora vesco­vo di Verona, mons. Giuseppe Car­raro, proclamò la Madon­na del Carmine patrona del­la Valtenesi.