Oltre 100 capolavori documenteranno come l'animale abbia avuto un ruolo centrale nella pittura italiana tra Cinquecento e Settecento.  

Gli animali nell’arte: dal Rinascimento a Ceruti, in esposizione a Palazzo Martinego

14/09/2018 in Mostre
Parole chiave:
Di Redazione

L’esposizione trasformerà in un ide­ale “zoo artis­ti­co”, attra­ver­so le opere di autori quali Guer­ci­no, Ceruti, Grechet­to, Campi, Cav­a­lier d’Arpino, Gior­dano, Duran­ti e Longhi.

Le sale di Palaz­zo Mar­ti­nen­go a Bres­cia si prepara­no ad accogliere un even­to uni­co nel suo genere che doc­u­menterà, attra­ver­so oltre 100 cap­ola­vori, come la rap­p­re­sen­tazione degli ani­mali abbia trova­to ampia dif­fu­sione nell’arte tra XVI e XVIII secolo.

Dal 19 gen­naio al 9 giug­no 2019, la mostra Gli ani­mali nell’arte dal Rinasci­men­to a Ceruti, cura­ta da Davide Dot­ti, orga­niz­za­ta dall’Associazione Ami­ci di Palaz­zo Mar­ti­nen­go, col patrocinio del­la Provin­cia di Bres­cia e del Comune di Bres­cia, trasformerà la stor­i­ca res­i­den­za cinque­cen­tesca nel cuore del­la cit­tà in un ide­ale “zoo artis­ti­co”, che con­sen­tirà al vis­i­ta­tore di com­pren­dere come l’an­i­male abbia da sem­pre avu­to un ruo­lo fon­da­men­tale nel­la grande pit­tura antica.

Infat­ti, i più gran­di maestri del Rinasci­men­to, del Baroc­co e dell’Età dei Lumi, da Raf­fael­lo a Car­avag­gio, da Guer­ci­no a Tiepo­lo fino a Ceruti, han­no spes­so dip­in­to ani­mali sia in rap­p­re­sen­tazioni autonome – alla stregua di veri e pro­pri ritrat­ti carat­ter­iz­za­ti anche psi­co­logi­ca­mente – che in com­pag­nia dell’uomo, soprat­tut­to in occa­sione di com­mis­sioni uffi­ciali da parte di nobili e aris­to­crati­ci. Inoltre, traen­do ispi­razione dai testi bib­li­ci e dal­la let­ter­atu­ra clas­si­ca gre­ca e lati­na, gli artisti han­no licen­zi­a­to tele nelle quali l’animale è l’assoluto pro­tag­o­nista – come, ad esem­pio, nell’episodio dell’Arca di Noè – oppure com­pri­mario, dive­nen­do attrib­u­to icono­grafi­co dei san­ti più venerati – Giro­lamo con il leone, Gior­gio con il dra­go, Gio­van­ni Bat­tista con l’agnello -, o parte essen­ziale del rac­con­to mito­logi­co. Basti citare, ad esem­pio, le sto­rie di Diana cac­ciatrice accom­pa­g­na­ta dal suo fedele cane, Ganimede e l’aquila, Leda e il cig­no e il rat­to di Europa escog­i­ta­to da Zeus trasfor­ma­to in toro. Sen­za dimen­ti­care gli affasci­nan­ti per­son­ag­gi del­la maga Circe – che ave­va il potere di trasfor­mare i suoi nemi­ci in ani­mali – e di Orfeo che, suo­nan­do la lira con impareg­gia­bile maes­tria, incan­tò gli ani­mali e la natura.

Il per­cor­so espos­i­ti­vo sarà sud­di­vi­so in dieci sezioni che indagher­an­no la pre­sen­za del­l’an­i­male nel­la pit­tura a sogget­to sacro e mito­logi­co — met­ten­do in evi­den­za le sim­bolo­gie e i sig­ni­fi­cati ad esso con­nes­si — per poi adden­trar­si in sale tem­atiche ded­i­ca­ta a cani, gat­ti, uccel­li, pesci, ret­tili e ani­mali del­la fat­to­ria, spes­so raf­fig­u­rati in com­pag­nia del­l’uo­mo. Nel­l’ul­ti­ma stan­za, invece, saran­no pro­tag­o­nisti gli ani­mali esoti­ci — scim­mie, pap­pa­gal­li, drom­e­dari, leoni, tigri, ele­fan­ti, struzzi — e fan­tas­ti­ci, figli cioè del­la fer­vi­da vena cre­ati­va degli artisti.

Tra le opere di Guer­ci­no, Ceruti, Grechet­to, Campi, Cav­a­lier d’Arpino, Gior­dano, Duran­ti e Longhiche giunger­an­no a Bres­cia da musei, pina­coteche e collezioni pri­vate ital­iane ed estere, sono da seg­nalarecinque cap­ola­vori del Pitoc­chet­to che per la pri­ma vol­ta saran­no esposti in pub­bli­co, fra i quali spic­ca la sor­pren­dente e mod­ernissi­ma cop­pia di tele raf­fig­u­ran­ti Vec­chio con car­li­no e Vec­chio con gat­to, cita­ta nel­l’in­ven­tario del 1802 del­la pres­ti­giosa collezione Melzi d’Er­il di Milano.

Sarà inoltre instau­ra­ta una preziosa col­lab­o­razione con il Dipar­ti­men­to di Scien­ze Nat­u­rali e Zoolo­gia del­l’U­ni­ver­sità di Pisa, che studierà in maniera sci­en­tifi­ca le opere selezion­ate, per ricavare preziose infor­mazioni sulle razze antiche e sul­la loro evoluzione nel cor­so dei secoli.

La mostra è il quin­to appun­ta­men­to espos­i­ti­vo dell’Associazione Ami­ci di Palaz­zo Mar­ti­nen­go che fa segui­to ai suc­ces­si di pub­bli­co e di crit­i­ca ottenu­ti con le rasseg­ne Il Cibo nel­l’Arte dal Sei­cen­to a Warhol” (2015), Lo Splen­dore di Venezia. Canalet­to, Bel­lot­to, Guar­di e i vedutisti del­l’Ot­to­cen­to (2016), Da Hayez a Bol­di­ni. Ani­me e volti del­la pit­tura ital­iana del­l’Ot­to­cen­to (2017) e Picas­so, De Chiri­co, Moran­di. Cen­to cap­ola­vori dalle collezioni pri­vate bres­ciane (2018), vis­i­tate da oltre 200.000 persone.

Parole chiave: