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I prodigi delle erbe al centro di un corso

17/04/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
e.du.

Si è con­clu­so felice­mente con un banchet­to e tan­ti brin­disi, all’agriturismo Tre­visani di Sopra­zoc­co, l’interessante cor­so di erboris­te­ria tenu­to dal dot­tor Rober­to Sarasi­ni e orga­niz­za­to dal­la di Maner­ba in col­lab­o­razione con l’associazione cul­tur­ale Dis­so­nanze. I com­men­sali han­no gra­di­to i piat­ti preparati da Sarasi­ni uti­liz­zan­do preva­len­te­mente erbe spon­ta­nee come mal­va, taras­saco e cal­en­du­la. Il cor­so prevede­va due cor­si teori­ci durante i quali, con l’ausilio di dia­pos­i­tive, il rela­tore ha illus­tra­to nozioni teoriche «con­t­a­m­i­nan­do» una pre­cisa cul­tura sci­en­tifi­ca con la tradizione popo­lare. La pri­ma lezione, dopo una breve intro­duzione sul­la let­tura del­la tradizione far­ma­co­log­i­ca ed erboris­ti­ca, ha affronta­to il tema delle erbe spon­ta­nee e velenose, ripe­tendo l’importanza di saper dis­tinguere le erbe da non rac­cogliere, per esem­pio acconi­to, elle­boro, datu­ra, cicu­ta e colchius. Nel­la sec­on­da lezione è sta­ta offer­ta una rasseg­na delle erbe spon­ta­nee da rac­cogliere, delle loro pro­pri­età e delle modal­ità di rac­col­ta (citan­done alcune: gal­lio, orti­ca, pare­taria, taras­saco, salvia praten­sis e crepis pul­chra). Entrambe le lezioni sono state corre­date da dia­pos­i­tive e dis­pense. Nel­la terza lezione i parte­ci­pan­ti sono usci­ti nei campi del­la Valte­n­e­si per riconoscere dal vivo le erbe spon­ta­nee da uti­liz­zare in cuci­na, risco­pren­do una tradizione anti­ca, quel­la dell’impiego delle erbe offic­i­nali, che rischia però di venir meno. La mag­gio­ran­za del­la popo­lazione, infat­ti, igno­ra le pro­pri­età delle erbe più comu­ni, che sono utilis­sime non solo in cuci­na ma anche per preparare rime­di nat­u­rali alle malat­tie.

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