In edicola il quinto libro dell'«osservatore» Ruggero Morghen

Il Belpensante, un anno d’opinioni

28/04/2001 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
gl.m.

La tele­vi­sione, la morale reli­giosa, l’in­tri­ca­to mon­do di Inter­net, gli accadi­men­ti del vivere quo­tid­i­ano, la let­tura e la . C’è chi tut­to questo lo subisce pas­si­va­mente, facen­dose­lo scivolare via sen­za nep­pure accorg­ersene e chi, invece, su tut­to ciò riesce a mat­u­rare un’opin­ione, appro­fon­di­ta, mai banale, man­i­fe­s­tandola. Uno di questi è sicu­ra­mente Rug­gero Morghen, rivano, classe 1957, bib­liote­cario con una grande pas­sione per la scrit­tura. Da alcu­ni anni tutte le sue rif­les­sioni, che spes­so ven­gono ospi­tate dai gior­nali, le rac­coglie in un libro.Quello appe­na usci­to, che si può trovare in alcune librerie e tabac­chi­ni del­la zona (ma anche a Tren­to, all’Ar­ti­gianel­li), s’in­ti­to­la “Il Belpen­sante” ed è il quin­to di una vera e pro­pria col­lana il cui filo con­dut­tore è rac­chiu­so nel­l’an­nuale peri­od­ic­ità e nel­la fedeltà per alcu­ni temi vis­su­ti, dal­l’au­tore, come ril­e­van­ti ed umana­mente sig­ni­fica­tivi. E’ «il diario di un anno tra let­ture e (tele)visione», come lo sot­toti­to­la lo stes­so Morghen, una rac­col­ta d’in­ter­ven­ti che fa la cro­nis­to­ria di una sta­gione di notizie, pro­gram­mi tele­vi­sivi, lib­ri let­ti, fat­ti più o meno curiosi. Con un occhio sulle fac­cende locali, squisi­ta­mente garde­sane, per le quali vale la pena spendere due o tre parole. Come è accadu­to qualche mese fa in occa­sione del­la soll­e­vazione popo­lare degli abi­tan­ti del­la Pasi­na con­tro la tan­to vitu­per­a­ta , una ques­tione sui cui Rug­gero Morghen ha svis­cer­a­to una pro­pria rif­les­sione (ospi­ta­ta sulle pagine di questo gior­nale) che ha for­ni­to un pun­to di vista ined­i­to e fuori dagli sche­mi con­ven­zion­ali. Come d’al­tronde sono tut­ti gli scrit­ti da lui prodot­ti e con­fezionati. “Il Belpen­sante” cos­ta 10 mila lire ed è stam­pa­to in for­ma­to tas­ca­bile, su car­ta rici­cla­ta. «Una scelta pre­cisa — spie­ga lo stes­so Morghen — che mi con­for­ta e di cui sono sod­dis­fat­to. Mi piac­erebbe moltissi­mo se un giorno ques­ta mia “fat­i­ca let­ter­aria” diven­tasse una costante, una sor­ta d’ap­pun­ta­men­to atte­so dai rivani». Rispet­to alle prece­den­ti pub­bli­cazioni questo libro pre­sen­ta alcune novità ad incom­in­cia­re dal­la parte ded­i­ca­ta alle “sto­rie ed altri sag­gi”, più che delle recen­sioni dei veri invi­ti gui­dati alla let­tura, e quin­di gli spon­sor, un dazio ora­mai inevitabile per preser­vare dal­l’estinzione sim­ili inizia­tive culturali.

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