La Giunta rinuncia alla certificazione di qualità voluta dai precedenti amministratori. Per il sindaco è troppo cara ma l’opposizione attacca

Il Comune fa retromarcia

27/08/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Quel­lo che era un moti­vo di van­to per l’amministrazione Fer­rari è diven­ta­ta un’innovazione da dimen­ti­care per l’attuale mag­gio­ran­za con­sil­iare. La giun­ta ha infat­ti delib­er­a­to all’unanimità l’abbandono del­la cer­ti­fi­cazione Iso 9001, con­ver­ti­ta nel dicem­bre scor­so in Vision 2000. Decade cosi ciò che era sta­to con­sid­er­a­to un fat­tore di qual­ità dai prece­den­ti ammin­is­tra­tori, pron­ti nel set­tem­bre del 1999 a com­prare uno spazio sul Sole 24 Ore (cos­to dell’operazione 4 mil­ioni 200 mila lire, Iva com­pre­sa) per divul­gare l’ottenimento da parte del Comune, sec­on­do in Italia e pri­mo in Europa per i servizi tur­is­ti­ci, del­la cer­ti­fi­cazione. Un attes­ta­to costa­to ai bar­do­line­si cinquan­ta mil­ioni di lire più Iva. Già all’epoca era scop­pi­a­ta la polem­i­ca in con­siglio, con il capogrup­po di mino­ran­za Pietro Meschi, ora sin­da­co, pron­to a con­testare l’operazione, e con il vicesin­da­co Val­ter Rizzi a sot­to­lin­eare «l’ignoranza e l’invidia» delle oppo­sizioni. A dis­tan­za di cinque anni il rib­al­tone a Palaz­zo Gel­met­ti e la can­cel­lazione del provved­i­men­to. La giun­ta ha deciso inoltre anche il reces­so dall’associazione Qual­ità­co­mu­ni. «Adot­ter­e­mo nuovi mod­el­li ges­tion­ali che cre­di­amo pos­sano ottenere migliori risul­tati di quel­li fino ad oggi avu­ti con la cer­ti­fi­cazione», con­fer­ma il sin­da­co Pietro Meschi, che bol­la come un inutile cos­to l’adesione a Qual­ità­co­mu­ni. Avvil­i­to e qua­si sen­za parole Val­ter Rizzi, ora con­sigliere di mino­ran­za. «Tut­ti i Comu­ni si stan­no adoperan­do per cer­ti­fi­car­si, in quan­to l’Iso 9001 è uno stru­men­to nato per dare voce ai cit­ta­di­ni che pos­sono così anche val­utare l’operato del palaz­zo. Sen­za fare polem­i­ca, a questo pun­to mi aspet­to che vengano abbat­tute la chiesa del­la Dis­ci­plina, l’oasi eco­log­i­ca, la caser­ma dei vig­ili del fuo­co e il dis­tret­to san­i­tario e che Par­co Bas­sani ven­ga ripor­ta­to all’origine, con­sid­er­a­to che il sin­da­co sta perseguen­do la stra­da del­lo sman­tel­la­men­to delle opere e inizia­tive assunte dal­la prece­dente ammin­is­trazione». Uno sfo­go det­ta­to dal­la con­sapev­olez­za che anche le sbarre auto­matiche per l’accesso al cen­tro stori­co, un altro cav­al­lo di battaglia volu­to e dife­so da lui a den­ti stret­ti, a fine set­tem­bre ver­ran­no tolte.