Le campane suonano a festa per Comboni verso la santificazione

Il missionario gardesano morì nel 1881

22/12/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
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La notizia, ormai uffi­ciale, che il limonese Daniele Com­boni, proclam­a­to Beato da Gio­van­ni Pao­lo II il 17 mar­zo 1996, ver­rà can­on­iz­za­to, ha entu­si­as­ma­to il pic­co­lo cen­tro garde­sano che ospi­ta la casa del mis­sion­ario. Appe­na la notizia si è dif­fusa, le cam­pane han­no suona­to a fes­ta e l’an­nun­cio si è prop­a­ga­to in un atti­mo. Sod­dis­fazione da parte di tut­ti, com­pre­so il sin­da­co Bat­tista Mar­tinel­li, che ha volu­to sot­to­lin­eare l’im­por­tan­za del­l’even­to nel bel mez­zo del­la riu­nione annuale del Con­sorzio tur­is­ti­co «Riv­iera dei Limoni». Per il pic­co­lo ma famoso cen­tro garde­sano, una delle per­le tur­is­tiche del , la can­on­iz­zazione è un moti­vo di orgoglio in più. Sod­dis­fazione palese reg­na anche tra i padri com­bo­ni­ani, che gestis­cono la casamadre di via Tesol: «Questo tem­pes­ti­vo riconosci­men­to è la con­fer­ma che Com­boni è sta­to un vero mis­sion­ario e un pro­fe­ta del­l’Africa» rispon­dono i padri com­bo­ni­ani. «Com­boni, limonese, vis­su­to tra il 1831 ed il 1881, è sta­to il pri­mo vesco­vo cat­toli­co nel­l’Africa cen­trale, dove ha oper­a­to per decen­ni (nel Sudan) e dove è ora sepolto. Ha lavo­ra­to tut­ta la vita con l’ide­ale di vedere gli africani art­efi­ci e pro­tag­o­nisti del­la loro rinasci­ta». Deter­mi­nante per la san­tifi­cazione è sta­to il riconosci­men­to del mira­co­lo oper­a­to da Com­boni su una don­na musul­mana, par­ti­co­lare al quale i padri com­bo­ni­ani attribuis­cono par­ti­co­lare val­ore. Com­boni partì per la mis­sione anco­ra gio­vane: ave­va 26 anni e si diresse ver­so il Sudan. Dieci anni appres­so, nel 1867, fondò l’Is­ti­tu­to per le Mis­sioni Africane e, nel 1872, la Con­gregazione delle Mis­sion­ar­ie Com­bo­ni­ane. Venne con­sacra­to vesco­vo di tut­ta l’Africa Cen­trale nel 1877. Morì a soli 50 anni, dopo avere con­dot­to la sua esisten­za tra enor­mi sac­ri­fi­ci. La sua casa natale di Limone è, oggi, meta di pel­le­gri­nag­gi e di preghiera. Col­lo­ca­ta in local­ità Tesol, annes­sa alla casa vi è una grande limon­a­ia (in pas­sato con­tene­va un centi­naio di piante di limone) e dom­i­na il lago cir­con­da­ta da uno stu­pen­do olive­to. Adesso, la casa del sac­er­dote è divenu­ta un luo­go di accoglien­za per per­sone che desider­a­no appro­fondire il loro impeg­no cris­tiano e mis­sion­ario. Vi si tro­va anche un che pre­sen­ta l’Africa di Daniele Com­boni, i suoi viag­gi e le tragiche situ­azioni che si tro­vò ad affrontare. Mostra e museo pre­sen­tano ogget­ti di orig­ine africana di notev­ole orig­i­nal­ità ed inter­esse. L’u­ni­co invi­to dei padri — che dan­no il loro ben­venu­to ai vis­i­ta­tori — è al rispet­to del silen­zio e del­la preghiera delle altre persone.

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