L’associazione dei cardiologi attraverso la Cnn avanza dubbi sulle proprietà della «medicina enologica»

Il vino rosso fa bene? Gli americani non ne sono convinti

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Di Luca Delpozzo

Il rosso fa bene? Gli amer­i­cani non ne sono con­vin­ti. Ma se in Amer­i­ca si met­tono in dub­bio le qual­ità salutis­tiche del vino, dal­la Fran­cia arrivano nuove con­ferme sulle sue moltepli­ci appli­cazioni in cam­po medico. Ma andi­amo per ordine. A frenare gli entu­si­as­mi e ad avan­zare dub­bi sulle pro­pri­età del­la «med­i­c­i­na eno­log­i­ca», sup­por­t­a­ta per­al­tro da stu­di sci­en­tifi­ci con­dot­ti in pas­sato anche in Vene­to, sono i medici del­l’A­ha, Amer­i­can Health Asso­ci­a­tion, l’as­so­ci­azione dei car­di­olo­gi amer­i­cani, sec­on­do i quali non ci sareb­bero le prove che il vino rosso pos­sa con­tribuire a com­bat­tere l’in­far­to, come invece si ritiene in Europa. Per i ricer­ca­tori d’Oltre­o­ceano quin­di, i ben­efi­ci sul sis­tema car­dio­cir­co­la­to­rio del resver­a­tro­lo, la sostan­za polifeno­li­ca con­tenu­ta in abbon­dan­za nei vini rossi pas­si­ti, in par­ti­co­lare i valpo­li­celle­si e , non sareb­bero dimostrati. A dare voce agli scetti­ci car­di­olo­gi amer­i­cani è la Cnn, il colos­so tele­vi­si­vo mon­di­ale, che nelle pagine ded­i­cate alla salute del suo sito Inter­net Cnnitalia.it, ripor­ta le loro teorie in un arti­co­lo pub­bli­ca­to con il tito­lo «Vino rosso con­tro l’in­far­to? Per gli amer­i­cani non ci sono prove».

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