Dall’avvento dell’illuminazione pubblica alla tangenziale, attraverso mille vicende

La notte in cui il centro di Lonato si rischiarò a giorno

20/04/2006 in Storia
Di Luca Delpozzo
Ennio Moruzzi

La cronaca, fino­ra sconosci­u­ta, dei soc­cor­si ai fer­i­ti e la sepoltura dei mor­ti del­la battaglia di Solferi­no e San Mar­ti­no il 24 giug­no 1859 apre le «Mem­o­rie lonatesi».Impossibile fare un rias­sun­to dei mille e mille argo­men­ti trat­tati da ques­ta cronaca min­u­ta, addirit­tura quo­tid­i­ana per alcu­ni peri­o­di. Così che sono solo i gran­di even­ti, quel­li che han­no seg­na­to una svol­ta nel­la sto­ria del paese, a trovare spazio in ques­ta nos­tra sintesi.Da Garibal­di che viene a Lona­to per l’inaugurazione del­la Soci­età opera­ia di mutuo soc­cor­so, ai prog­et­ti del­la fer­rovia Lona­to-Salò, il tiro a seg­no, le nuove cam­pane, il con­cor­so bandistico…È l’energia elet­tri­ca a portare Lona­to alla rib­al­ta bres­ciana e nazionale. E quel­la di domeni­ca 8 luglio 1888 fu una gior­na­ta mem­o­ra­bile. Alle 21, al calar del­la sera, le con­trade del cen­tro furono infat­ti rischiarate dall’impianto di illu­mi­nazione pub­bli­ca ali­men­ta­to dall’elettricità. Con l’accensione di 52 lam­pade ad incan­descen­za nelle strade da cor­so Garibal­di fino alla stazione e 14 nel teatro, Lona­to entra­va in una nuo­va era, pri­mo fra i Comu­ni bres­ciani, antic­i­pan­do Bres­cia capolu­o­go di ben sei anni e soltan­to due anni dopo l’installazione dei fanali elet­tri­ci in piaz­za del Duo­mo a .Turbina e dinamo era­no col­lo­cate ai Muli­ni e sfrut­ta­vano l’energia dell’acqua del­la fos­sa Seri­o­la. L’impianto fu real­iz­za­to dal­la dit­ta Ing. Riv­ol­ta e c. di Milano. I fili rag­giungevano, dopo qua­si un chilometro, il cen­tro e poi la stazione ferroviaria.Oltre cinquemi­la per­sone, sec­on­do le cronache de «La Sen­tinel­la bres­ciana», affluirono a Lona­to per l’avvenimento, anche gra­zie ad un treno spe­ciale. L’illuminazione elet­tri­ca pub­bli­ca fu il pri­mo pas­so ver­so l’introduzione nel­la vita quo­tid­i­ana delle inno­vazioni tec­no­logiche e degli scon­vol­gi­men­ti che il ven­tes­i­mo sec­o­lo avrebbe portato.A com­in­cia­re dal­la guer­ra che vide l’avvento dell’aviazione e portò i com­bat­ti­men­ti anche nei cieli. E fra gli assi dell’aviazione le mem­o­rie ricor­dano il lonatese Marziale Cerut­ti, appas­sion­a­to di moto­ci­clis­mo, pilota d’aerei a soli 21 anni. Abilis­si­mo nei com­bat­ti­men­ti, pluridec­o­ra­to, fu pilota da cac­cia eccezionale tan­to da abbat­tere ben 17 aerei così da essere col­lo­ca­to al ses­to pos­to nel­la grad­u­a­to­ria degli assi dopo Francesco Barac­ca e altri ardimentosi.Chiusi gli even­ti bel­li­ci la vita tornò lenta­mente a fiorire nel paese che guar­da a nuove inizia­tive. È nell’estate del ’38 che la comu­nità sco­pre l’importanza del vici­no lago e del tur­is­mo. Gli ammin­is­tra­tori intu­is­cono quan­to peserà il Gar­da nel futuro del­la regione. Il Comune così acquista un pez­zo di spi­ag­gia e crea lo sboc­co a lago con il «Lido di Lona­to», mod­ernissi­mo per quell’epoca cen­tro bal­n­eare e ricre­ati­vo. È dota­to di chiosco ele­gante, cab­ine spoglia­toio. In acqua viene col­lo­ca­to un tram­poli­no in leg­no addirit­tura di 3 piani. Il lido viene inau­gu­ra­to il 23 giug­no. Il «dopola­voro di Lona­to» lo definisce uno dei migliori. Si bal­la, si suona musi­ca, si beve, si fa il bag­no. All’inaugurazione c’è la ban­da, ci sono gare di nuo­to e tuffi, e di barche.La sta­gione bal­n­eare è un suc­ces­so. Tan­to che un mese dopo, in luglio viene isti­tu­ito il servizio di col­lega­men­to auto­mo­bilis­ti­co che parte da Lona­to all’1,30 in coin­ci­den­za con l’arrivo dei treni. La cor­sa, anda­ta ritorno, cos­ta lire 1,50. E nel 1939 Lona­to investe in pub­blic­ità stam­pan­do un depli­ant tur­is­ti­co (approva­to dal Min­is­tero del­la cul­tura popo­lare) che «offre fes­tosa ospi­tal­ità, comode gite, ricor­di del­la dom­i­nazione vene­ta e vis­con­tea, colline ric­che di mem­o­rie del Risorg­i­men­to, un lido sul più ampio e ridente gol­fo del lago, opere d’arte, vini di del­i­ca­to pro­fu­mo, como­di alberghi, nes­suna tas­sa di soggiorno».Nello stes­so anno, domeni­ca 20 novem­bre viene inau­gu­ra­ta la nuo­va scuo­la ele­mentare con una fes­ta tipi­ca del peri­o­do. L’edificio accoglierà pri­ma le ele­men­tari e poi le medie dove gen­er­azioni di lonate­si han­no stu­di­a­to e dove con­tin­u­ano a far­lo oggi gli stu­den­ti dell’Itis. In questi anni si riti­ra a Lona­to il sen. Ugo da Como che restau­ra l’antica «Casa del podestà» trasfor­man­dola in cena­co­lo di cul­tura, attor­nian­dosi di stu­diosi e let­terati, anche di lib­ri e rac­colte preziose che, alla sua morte nel 1941 diven­tano, per volon­tà tes­ta­men­taria assieme al castel­lo ed alle pro­pri­età, il cuore del­la Fon­dazione, pat­ri­mo­nio ines­tima­bile del­la casa-museo. È l’evento cul­tur­ale più impor­tante del Novecento.Ma ecco subito dopo arrivare le nubi e le dev­as­tazioni del Sec­on­do con­flit­to mon­di­ale che seg­na pesan­te­mente Lona­to, bom­bar­da­ta più e più volte per la stazione fer­roviaria e quell’unica gal­le­ria esistente sul­la Milano-Verona dove trovano rifu­gio i con­vogli. Le «mem­o­rie» ded­i­cano ben duemi­la pagine agli anni fra il 1942 ed il ’45. Molte sono le vit­time delle bombe. Il 14 dicem­bre 1944 viene cen­tra­to l’istituto delle Canos­siane: muoiono la maes­tra ven­ticinquenne Elisa Cor­giat e Giusep­pina Del­la Gabur­ra; 5 sono i fer­i­ti. Il 24 aprile le schegge di una bom­ba ucci­dono Gio­van­ni Rovi­da, seg­re­tario comu­nale autore di un inter­es­san­tis­si­mo diario. Si trova­va all’inizio del­la disce­sa di Salmis­ter per osser­vare i bagliori del bom­bar­da­men­to di Desen­zano. La guer­ra finirà il giorno dopo. Lona­to fu al cen­tro delle vicende bel­liche anche per­ché sede del Min­is­tero del­la mari­na, trasferi­ta dal­la Spezia a Vil­la Scalvi­ni in frazione San Polo. Le truppe del­la Dec­i­ma Mas occu­pano palaz­zo Zam­bel­li, l’asilo comu­nale, palaz­zo Carpani men­tre il coman­do con il principe Borgh­ese si inse­dia nel­la «Casa del podestà», sede del­la . Gli allog­gia­men­ti sono a Sede­na e Bet­to­la. Le pre­oc­cu­pazioni per i tesori del­la pres­ti­giosa isti­tuzione lonatese con­vin­cono i respon­s­abili a dis­obbe­dire all’invito a trasferire tut­to a Venezia e nascon­dono i lib­ri più preziosi nel­la mon­u­men­tale tom­ba Girelli, al cimitero. Solo tre per­sone conoscono l’ubicazione del nascondiglio che con­sente di sal­vare questo patrimonio.La ricostruzione ed il boom eco­nom­i­co seg­nano altre tappe nel­la sec­on­da metà del Nove­cen­to. Nel 1949 ven­gono ricol­lo­cate sul­la torre le cam­pane con il cam­panone da 1.562 chili. Il comune fa fes­ta, stam­pa un numero spe­ciale, pro­muove dal 26 al 28 agos­to gran­di fes­teggia­men­ti: il con­cor­so ban­dis­ti­co, con­cer­ti, cer­i­monie reli­giose, fuochi d’artificio. Nel 1955 Antoni­et­ta Bon­doni vedo­va Papa dona ottomi­la metri qua­drati di ter­reno dove viene costru­ito il nuo­vo ospedale-sana­to­rio «Vil­la dei col­li»: un cor­po cen­trale a due piani con 100 posti let­to su prog­et­to dell’ing. con­te Anto­nio Lechi e del geom. Cesare Comenci­ni e diret­to dal tisi­ol­o­go prof. Gian­fran­co Papa. La pri­ma pietra viene posa­ta il 23 set­tem­bre 1958, quan­do pres­i­dente dell’ente ospedaliero è Pietro Moraz­zo; l’inaugurazione è il 7 dicem­bre ’59. E nel ’56 prende for­ma anche la costruzione dell’autostrada Serenis­si­ma che seg­na una svol­ta epocale nell’opera di ammod­er­na­men­to del­la rete di comu­ni­cazioni nazionale. Il 18 dicem­bre ven­gono com­pi­late le liste delle ditte invi­tate alla gara d’appalto, una cinquan­ti­na . L’autostrada è in avan­za­ta costruzione il 15 otto­bre del 1957 quan­do il sin­da­co, avv. Gio­van­ni Rossi accom­pa­gna nel sopral­lu­o­go, sui cantieri che tagliano le colline garde­sane, le autorità nazion­ali. Lona­to si las­cia sfug­gire però l’opportunità di avere il casel­lo di entra­ta e usci­ta. Ne ven­gono real­iz­za­ti ben due ma entram­bi in ter­ri­to­rio di Desenzano.Occorre atten­dere fino agli anni Novan­ta e l’occasione dei Mon­di­ali di cal­cio di Roma per ved­er final­mente costru­i­ta la cir­con­va­l­lazione che allon­tana il traf­fi­co dal cen­tro stori­co taglia­to in due dal­la Statale l1, diven­ta­ta con il traf­fi­co inten­sis­si­mo la “stra­da del­la morte” per i numero­sis­si­mi incidenti.Il pri­mo prog­et­to risale addirit­tura alla fine del­la Sec­on­da guer­ra mon­di­ale. Allo­ra si era scel­to di costru­ire la vari­ante a sud dell’abitato apren­do anche un cantiere ver­so Desen­zano poi abban­do­na­to. La tan­gen­ziale, qua­si mez­zo sec­o­lo dopo, è sta­ta poi costru­i­ta a nord con una gal­le­ria lun­ga 1.500 metri che sot­topas­sa le colline moreniche nel­la zona di San Zeno.È l’ultima grande infra­strut­tura del Nove­cen­to per Lona­to.