Dodici non imbarcazioni si sono date battaglia davanti al club Acquafresca: vince Foxi, ma i big sono Quattro amici al bar

La regata della fantasia

17/08/2000 in Curiosità
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Han­no vin­to i meno … pazzi. La quin­ta edi­zione del­la rega­ta più sgangher­a­ta del Bena­co ha sug­gel­la­to il suc­ces­so di Nadia e Mar­cel­lo Gal­let­ti di Cas­sone. A bor­do del­la Foxi, uno scafo costru­ito con un ban­cale di leg­no tenu­to a gal­la da uno stra­to di poli­s­tiro­lo e al cen­tro una rudi­men­tale vela di nylon, la cop­pia orig­i­nar­ia di Assen­za ha avu­to vita facile nel super­are la «flot­ta» di undi­ci imbar­cazioni in gara nel­lo spec­chio d’ac­qua anti­s­tante il cen­tro nau­ti­co Acquafres­ca. Barche var­i­opinte, sgangher­ate, costru­ite con pezzi non nau­ti­ci ma pur sem­pre affid­abili. Almeno per trat­ti bre­vi come i tre­cen­to metri del cam­po di rega­ta che ha richiam­a­to a riva una nutri­ta fol­la di curiosi, ami­ci e par­en­ti. A calamitare l’attenzione l’originale trova­ta dei «Quat­tro ami­ci al bar». Ispi­rati dal­la nota can­zone di Gino Paoli han­no vara­to la Ban­da-Bar­ca, ulti­ma a tagliare il tra­guar­do ma pri­ma per inven­ti­va e ingeg­no. Quat­tro sedie assem­blate attorno ad un tavo­lo roton­do con tan­to di tovagli­et­ta col­orata, bic­chieri gial­li e bot­tiglia di acqua (un par­ti­co­lare forse poco caro al can­tau­tore gen­ovese). Beat­a­mente sedu­ti Mat­teo Sep­pi, Andrea Mat­tei, Davide Bom­mar­ti­ni e Gian­lui­gi Faval­li, tut­ti com­po­nen­ti del­la ban­da di Mal­ce­sine, inten­ti a gio­care a pok­er. In divisa da gran­di occa­sioni, gilet e cra­vat­ta, i ragazzi si sono fat­ti cullare dalle onde del lago uti­liz­zan­do come mez­zo di propul­sione l’om­brel­lone di una nota mar­ca di gelati. Una pub­blic­ità a cos­to a zero e forse per questo, sec­on­do indis­crezioni maligne, il moti­vo del poco impeg­no in gara dei quat­tro stru­men­tisti. Per la cronaca la par­ti­ta di pok­er è salta­ta per l’im­pos­si­bil­ità di barare dei gio­ca­tori più atten­ti a rimanere a gal­la che al col­ore delle carte. Il pre­mio del­la giuria, ovvi­a­mente per con­trat­to poco affid­abile, è anda­to al Gira­sole. Acco­v­ac­cia­ta in un vaso da fiori, tut­ta agghin­da­ta di gial­lo, la bion­da Michela Vedovel­li di Gar­ni­ga giun­ta al tra­guar­do con un dis­cre­to dis­tac­co dal­la Foxi, dal nome del cagno­li­no bian­co e gri­gio a capo dell’imbarcazione. Piaz­za d’onore per Mamo, alias Gia­co­mo Vis­con­ti dieci anni di Mod­e­na. Podio com­ple­ta­to dalle “Hawa­iane un po’ befane”, sei ragazzi di Verona che han­no vara­to una specie di piroga uti­liz­zan­do taniche di plas­ti­ca e tubi, si dice rubati, del­l’Enel. In gara anche la bar­ca del Cac­tus, un nome un pro­gram­ma, gui­da­ta da Romi­na di Mal­ce­sine e la Va’-porella di Giu­lia e Fran­co: un ciambel­lone nero con in mez­zo incas­tra­ta un’asse da stiro con tan­to di fer­ro del mestiere. Sem­plice e nel con­tem­po affid­abile la Zat­tera speedy, spin­ta dal­la forza delle gambe di un nugo­lo di ragazz­i­ni: Davide, Michele, Gian­lu­ca, Mar­ta, Nico­las e Michele. Rega­ta paz­za che ha vis­to anche il debut­to di Gio­van­ni, un bam­bi­no di diciot­to mesi a bor­do del­la Baz­i­na-boot. Una bacinel­la bian­ca, quelle soli­ta­mente usate per il buca­to, inseri­ta in un grande sal­vagente e rimorchi­a­ta dal papà del pic­co­lo di Rovere­to, più che mai felice di vivere in un mon­do di… mat­ti. Prati­ca­mente sen­za lavoro, per for­tu­na vis­to come han­no gesti­to la parten­za, la bar­ca d’appoggio Bei-Bocch di Gia­co­mo e Ser­gio di Pes­cant­i­na. È invece rimas­to bloc­ca­to a ter­ra il Nau­tilus Mai-Bai, una moun­tain-bike fis­sa­ta sul surf, ideato da Gior­dano Zec­chet­to e Bernardi­no Girar­di di Iso­la del­la Scala. Una squal­i­fi­ca com­mi­na­ta dal­la giuria per l’u­ti­liz­zo dei due inven­tori di com­po­nen­ti nautici.

Nessun Tag Trovato

Commenti

commenti