Salvo De Paoli, ex vice-sindaco, è stata nominata nel 2002. Con l’inventario, la sorpresa

Museo: la direttrice: «Scoperta con l’inventario»

01/02/2005 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
se.za.

Anna Maria Sal­vo De Paoli, ex vicesin­da­co di Salò (è sta­ta, in par­ti­co­lare asses­sore alla cul­tura e all’ur­ban­is­ti­ca), dirige il del Nas­tro azzur­ro di Salò da tre anni, dopo essere suben­tra­ta a Mario Ebra­nati. «Nel­l’­ef­fet­tuare l’in­ven­tario dei beni, ci siamo accor­ti che man­ca­vano parec­chi ogget­ti. Da qui la deci­sione di infor­mare i , che han­no poi effet­tua­to le oppor­tune indagi­ni», spie­ga la pro­fes­sores­sa, che ha il pieno appog­gio del­la Fon­dazione provin­ciale, gui­da­ta dal gen­erale Car­lo Maria Mag­nani. «Ho com­in­ci­a­to ad occu­par­mi del Nas­tro Azzur­ro negli anni Ottan­ta — pros­egue De Paoli — quan­do il sin­da­co Ric­car­do Mar­chioro mi incar­icò di trovare una nuo­va sede. Io reperii i locali all’in­ter­no di Palaz­zo Fan­toni. Così ci fu il traslo­co dal munici­pio. L’in­au­gu­razione avvenne nel 1983. La rac­col­ta di Lui­gi Ebra­nati, papà di Mario, venne orga­niz­za­ta sot­to for­ma di museo. Negli anni suc­ces­sivi non ho più avu­to occa­sione di occu­parmene. Nel 2002 la Fon­dazione provin­ciale mi ha nom­i­na­to diret­trice, e l’in­ven­tario fat­to ha subito ris­er­va­to brutte sor­p­rese». Man­ca­va, ad esem­pio, la giac­ca di un dec­o­ra­to di San­re­mo, spedi­ta dal gen­erale Can­talup­pi. Poi un medagliere e parec­chi altri ogget­ti. Adesso la svol­ta. Recen­te­mente la De Paoli è diven­ta­ta anche pres­i­dente del­la sezione, un’as­so­ci­azione volon­taris­ti­ca col­lat­erale alla Fon­dazione che ha una cinquan­ti­na di iscritti.

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