Prima uscita pubblica del nuovo Comitato nato per difendere gli interessi dei tanti che finora hanno avuto poche risposte certe. Due striscioni piazzati ai Tormini ricordano i problemi di migliaia di persone

Terremoto: guai a dimenticare

02/03/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Massimo Pasinetti

Dopo la recen­tis­si­ma cos­ti­tuzione, il «Comi­ta­to pro-ter­re­mo­tati inter­co­mu­nale di Gar­da e Vallesab­bia» ha mes­so in atto la pri­ma inizia­ti­va per ridare fia­to alle aspet­ta­tive e ai prob­le­mi con cui le per­sone col­pite dal sis­ma fan­no i con­ti. Come annun­ci­a­to, da domeni­ca due gran­di striscioni con un mes­sag­gio iden­ti­co («I ter­re­mo­tati del Gar­da e del­la Vallesab­bia non vogliono essere dimen­ti­cati») campeg­giano in local­ità Tormi­ni, appe­si al ponte del­l’ex fer­rovia. E sono migli­a­ia ogni giorno le per­sone che, tran­si­tan­do da questo fon­da­men­tale sno­do via­bilis­ti­co, alzano gli occhi per leg­gerne il con­tenu­to. Si trat­ta in asso­lu­to del­la pri­ma azione com­pi­u­ta dal nuo­vo organ­is­mo, del quale fan­no già parte cit­ta­di­ni di Salò e di Cam­pov­erde, di Vobarno e di Pom­peg­ni­no, di Roè Vol­ciano e di alcune frazioni, di Ser­le e di Gavar­do, di Gar­done Riv­iera e del­la frazione Morgna­ga: «Per ora la nos­tra attiv­ità — spie­gano i pro­mo­tori del­lo stes­so, che vede par­ti­co­lar­mente attivi i res­i­den­ti di Pom­peg­ni­no, la bor­ga­ta più dan­neg­gia­ta dal­la scos­sa — potrebbe accon­tentar­si degli striscioni e del volan­ti­nag­gio. Ma poi, se vedremo che non sare­mo ascoltati, fare­mo ricor­so ad altre forme di lot­ta più ecla­tan­ti. L’obiettivo sarà in ogni caso quel­lo dell’essere vera­mente ascoltati. Ed è pro­prio per questo che vor­rem­mo che il com­mis­sario Mas­si­mo Busce­mi ci incon­trasse, e dopo aver sen­ti­to tutte le nos­tre istanze ci dicesse cosa fare spie­gan­do­ci vera­mente a cosa abbi­amo dirit­to». In atte­sa di even­tu­ali risposte dall’alto, il coor­di­na­men­to delle vit­time del sis­ma sta cer­can­do di allargar­si, di fare pros­eli­ti anche nelle realtà nelle quali anco­ra non ha fat­to brec­cia. «Siamo in con­tat­to con per­sone res­i­den­ti a Sab­bio Chiese e nelle frazioni Clib­bio e Pavone, oltre che con cit­ta­di­ni di Vil­lan­uo­va. Il nos­tro obi­et­ti­vo è quel­lo di essere rap­p­re­sen­ta­tivi di tut­ti i comu­ni del Gar­da e del­la Valsab­bia che sono sta­ti mag­gior­mente inter­es­sati dall’evento del 24 novem­bre». Tan­ti i prob­le­mi sul tavo­lo: «Ci sono pic­coli cen­tri che stan­no let­teral­mente moren­do, e ci sono tante per­sone prese dal­la pau­ra che ricostru­ire sig­ni­fichi diventare inquili­ni del­la ban­ca che ha con­ces­so il mutuo. C’è lo scon­for­to che attanaglia i tan­ti anziani che, anco­ra oggi sfol­lati, temono di non pot­er più avere un futuro; ma c’è anche la rab­bia che è un po’ di tut­ti, anche per via del ris­chio, pre­sente soprat­tut­to sul lago, di diventare pre­da degli speculatori».