Mezz’ora continua di grandine, vento fortissimo e acqua hanno spazzato la Valtenesi e la costa. Rovesciati camper e roulottes, scoperchiati tetti. A Sirmione divelti cento ulivi secolari

Tromba d’aria, Basso Garda sconvolto

05/08/2002 in Attualità
A Affi
Di Luca Delpozzo
Affi

Un vero dis­as­tro. Una furia dev­as­ta­trice che si è abbat­tuta nel­la notte sul Bas­so Gar­da e su parte del­la Valsab­bia, scop­er­chi­an­do capan­noni e case, dis­truggen­do rac­colti e vigneti, strap­pan­do tende nei campeg­gi e roves­cian­do roulottes e camper. Ven­to, acqua, gran­dine cadu­ta inces­san­te­mente per 35 minu­ti. La zona più col­pi­ta è quel­la com­pre­sa tra Maner­ba e Raf­fa di Pueg­na­go. A Maner­ba i dan­ni prin­ci­pali si reg­is­tra­no nei campeg­gi «Rio» e «Pieve». Sono poi sta­ti scop­er­chiati diver­si capan­noni e dan­neg­gia­ta pesan­te­mente una delle aziende più note del­la zona, la «Avanzi», che pro­duce olio e . Notevoli i dan­ni all’agricoltura tan­to che l’assessore provin­ciale Giampao­lo Man­tel­li ha invi­ta­to i colti­va­tori a «seg­nalare tem­pes­ti­va­mente alle ammin­is­trazioni comu­nali i dan­ni subiti». Questo è nec­es­sario per inoltrare le richi­este di ris­arci­men­to. «Sta­to di calamità nat­u­rale». É ques­ta la richi­es­ta che ques­ta mat­ti­na ver­rà avan­za­ta alla Prefet­tura dai Comu­ni del­la Valte­n­e­si a segui­to dell’uragano abbat­tutosi. E sem­pre sta­mat­ti­na il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li incon­tr­erà i sin­daci dei Comu­ni col­pi­ti. L’assessore regionale Scot­ti assi­cu­ra il suo inter­es­sa­men­to in Regione. For­tu­nata­mente l’uragano non ha causato vit­time, anche se sono in molti a ritenere che davvero si è sfio­ra­ta la trage­dia. Provvi­den­ziale è sta­ta la pri­ma avvis­aglia di ven­to e gran­dine che ha antic­i­pa­to di cir­ca un’ora la trom­ba d’aria che ha por­ta­to dis­truzione e che ha per­me­s­so a moltissime per­sone di met­ter­si al riparo, abban­do­nan­do tende e roulottes. Sette le per­sone, tutte ospi­ti del campeg­gio «Rio», nel gol­fo del­la Roman­ti­ca, che han­no dovu­to far ricor­so alle cure dei san­i­tari. Sono state trasportate all’ospedale di Desen­zano. Una tur­ista tedesca è sta­ta col­ta da infar­to. Questi tur­isti si trova­vano all’interno delle loro roulotte quan­do la trom­ba d’aria si è abbat­tuta sui veicoli, roves­cian­doli. Altri tur­isti sono sta­ti soc­cor­si nei campeg­gi dal­la Polizia munic­i­pale. A loro è sta­to trova­to un ricovero d’emergenza. A dis­po­sizione dei tur­isti anche alcune camere messe a dis­po­sizione di un cit­tadi­no manerbese, Alfre­do Dughi. L’uragano si è abbat­tuto sul­la fab­bri­ca di bir­ra dei Fratel­li Avanzi in prossim­ità del Cro­ciale di Maner­ba. La strut­tura è anda­ta qua­si com­ple­ta­mente dis­trut­ta. Il tet­to in strut­tura lamel­lare è anda­to in pezzi con fram­men­ti di trave di 12 metri volati ad un centi­naio di metri. Gran parte del­la Valte­n­e­si è rimas­ta sen­za ener­gia elet­tri­ca e senz’acqua fino ver­so le ore 13. Moltissime le abitazioni scop­er­chi­ate dal ven­to e alla­gate. Migli­a­ia le autovet­ture che han­no subito gravis­si­mi dan­ni causati dal­la tem­pes­ta che, dicono i tes­ti­moni, è dura­ta almeno mezz’ora con chic­chi gran­di come pesche. «Sem­bra­vano mat­toni — rac­con­ta la tito­lare del ris­torante «Ser­adel» — la gran­dine ave­va persi­no for­ma ret­tan­go­lare». Tem­pes­ti­vo e mas­s­ic­cio l’intervento delle forze dell’ordine, messe in allarme dalle pat­tuglie di Valte­n­e­si Sicu­ra. Sul pos­to anche pat­tuglie del­la e del­la Polizia provin­ciale inter­venute per soc­cor­rere gli auto­mo­bilisti. Solo a Moni­ga il sin­da­co Mas­si­mo Polli­ni ha lamen­ta­to la totale assen­za di repar­ti del­la Pro­tezione civile. «Gravi i dan­ni all’agricoltura — con­fer­ma sin­da­co di Pueg­na­go e colti­va­tore che ha vis­su­to in diret­ta la notte -. Molte piante di uli­vo sono state divelte e la gran­dine ha con­tribuito a dan­neg­gia­re seri­amente non sola­mente la pro­duzione attuale del­la vite, ma anche quel­la del­la prossi­ma anna­ta». Moltissi­mi gli alberi abbat­tutisi sul­la car­reg­gia­ta. Il cen­tro di Pueg­na­go è rimas­to iso­la­to fino a tar­da mat­ti­na­ta. Diverse anche le auto rimaste sot­to le piante divelte. L’uragano non ha risparmi­a­to la zona di Sirmione. Centi­na­ia e centi­na­ia di alberi srad­i­cati e spez­za­ti dal­la furia del ven­to, la ten­sostrut­tura degli spet­ta­coli roves­ci­a­ta a ter­ra, autovet­ture schi­ac­ciate dagli alberi abbat­tuti, decine e decine di autovet­ture ammac­cate dal­la gran­dine. Anche qui un oriz­zonte di dis­truzione: chic­chi grossi come noci han­no infran­to i lunot­ti delle auto, molti tet­ti sono sta­ti lesion­ati, alberi sono sta­ti soll­e­vati e scagliati in mez­zo al lago. Cen­to olivi sec­o­lari che orna­vano il sito arche­o­logi­co delle «», sono sta­ti divelti e spez­za­ti tan­to da costrin­gere la Soprint­en­den­za a chi­ud­ere il mon­u­men­to ai vis­i­ta­tori. I dan­ni sono davvero ingen­ti, soprat­tut­to al pat­ri­mo­nio arboreo e verde del­la peniso­la. Impos­si­bile quan­tifi­car­li ora. Così Mau­r­izio Fer­rari, sin­da­co di Sirmione, descrive, dopo un lun­go sopral­lu­o­go, le con­seguen­ze del­la trom­ba d’aria. La furia del ven­to, una deci­na di minu­ti pri­ma delle 4 del mat­ti­no, ha rag­giun­to l’incredibile veloc­ità di qua­si 37 metri al sec­on­do equiv­alen­ti a 132 chilometri orari; si è abbat­tuta con l’effetto di un ciclone sul­la pun­ta del­la peniso­la. Nep­pure mezz’ora dopo gli operai del Comune e i era­no già al lavoro per accertare i dan­ni, sgom­brare le strade, ripristinare la . E il panora­ma che si è pre­sen­ta­to è risul­ta­to davvero des­olante. Metà dei vec­chi ippocas­tani che fiancheg­giano il vialone d’ingresso al cen­tro, sul lato ver­so i lago, sono sta­ti srad­i­cati. Alcu­ni di questi han­no schi­ac­cia­to le auto in sos­ta. Il ven­to ha abbat­tuto anche la doppia cop­er­tu­ra del­la ten­sostrut­tura col­lo­ca­ta nel piaz­za­le del por­to e uti­liz­za­ta dal Comune per le man­i­fes­tazioni estive, col­lau­da­ta per resistere a ven­ti da 120 chilometri orari. Una pic­co­la parte del man­u­fat­to è «vola­ta» nel­la pisci­na del Grand Hotel. Il resto si è pau­rosa­mente incli­na­to, ha urta­to un palo dell’illuminazione che lesion­a­to due auto. Gli alberi sec­o­lari dell’albergo Broglia sono sta­ti srad­i­cati così come quel­li delle terme e di vil­la Arduino nel­la zona dell’albergo Luna; stes­sa sorte è toc­ca­ta all’unico grande pino marit­ti­mo esistente in piaz­za Car­duc­ci, schi­antatosi sui tavoli­ni adi­a­cen­ti. Molte autovet­ture sono state ammac­cate dal­la gran­dine nel­la zona del palaz­zo dei con­gres­si e in altre zone del cen­tro; altre di pro­pri­età di alcu­ni dipen­den­ti del Grand Hotel Vil­la Cor­tine sono state schi­ac­ciate. Il sec­o­lare par­co dell’albergo è sta­to dis­trut­to con lo sradica­men­to di ben 60 alberi. Infran­ti dal­la vio­len­ta grand­i­na­ta anche i vetri all’ultimo piano del Vil­la Cor­tine. Peg­gio anco­ra è anda­ta pro­prio sul­la pun­ta del­la peniso­la. Nel delle Grotte di Cat­ul­lo — come det­to — ben 100 piante, in larga parte sec­o­lari olivi, sono state srad­i­cate o spez­zate. La zona dove sono con­ser­vati alcu­ni pavi­men­ti del­la , fra i mon­u­men­ti più vis­i­tati d’Italia, è sta­ta alla­ga­ta dall’acqua. Le «grotte» riapri­ran­no mart­edì. Sono risul­tati lesion­ati molti tet­ti; quel­lo dell’Ideal ad esem­pio, pro­prio vici­no alla «grotte di Cat­ul­lo» dove le tegole han­no lesion­a­to alcune autovet­ture. Moltissime sono state le abitazioni e le strut­ture ricettive alla­gate. A memo­ria d’uomo — rac­con­tano alcu­ni anziani tes­ti­moni — mai Sirmione era sta­ta col­pi­ta da un for­tu­nale così vio­len­to. In ogni caso per tut­ta la gior­na­ta di ieri Volon­tari del Gar­da e operai del Comune han­no lavo­ra­to per tagliare alberi, lib­er­are strade, svuotare cantine.