Le mostre Daccapo e Tempora Vatis, le opere di Ugo Riva e nuove, significative donazioni

Una risposta di alta vita: al Vittoriale degli Italiani

Di Redazione

Una rispos­ta di alta vita: è quan­to dice di aspet­tar­si nel­la prosa auto­bi­ografi­ca Il sec­on­do amante di Lucrezia Buti, con­ser­va­ta nel­la rac­col­ta Le fav­ille del maglio. E una rispos­ta vitale è quel­la che arri­va ora dal , in un anno che quan­to mai pri­ma ne ha prova­to la capac­ità di rea­gire a sfide nuove e inaspet­tate.

Il mon­u­men­to alla “vita inim­itabile” del Poeta reagisce dunque man­te­nen­do fede, di fronte al pro­prio pub­bli­co affezion­a­to, alla tradizione del­la fes­ta set­tem­b­ri­na, che saba­to 26 set­tem­bre dalle ore 17.00 alla pre­sen­za del Pres­i­dente del­la Regione Abruz­zo Mar­co Mar­silio, del Pres­i­dente del Con­siglio regionale del­la Regione Abruz­zo Loren­zo Sospiri, del­l’Asses­sore all’Au­tono­mia e Cul­tura del­la , del Sin­da­co del­la Cit­tà di Pescara Car­lo Mas­ci e dell’Asses­sore alla Cul­tura e al Pat­ri­mo­nio Unesco del­la Cit­tà di Sir­a­cusa Benedet­to Fabio Grana­ta, darà il via a un nuo­vo, ric­co cal­en­dario di attiv­ità, inau­gu­ran­do nuove espo­sizioni e accoglien­do nuovi doni.

Pri­mi fra tut­ti, quel­li dell’artista Ugo Riva, di cui già il Vit­to­ri­ale con­ser­va alcune opere: a queste si andran­no ad aggiun­gere ora il grup­po scul­toreo Chric e Nei sog­ni di Luce real­iz­za­ti apposi­ta­mente dall’artista e che tro­ver­an­no casa nel  L’Automobile è Fem­mi­na.

Sarà invece il MAS a ospitare Dac­capo, espo­sizione degli artisti Ugo Riva, Nico­la Nan­ni­ni, Simone Pasi­ni Pieran­to­nio Tan­zo­la cura­ta da e real­iz­za­ta con il con­trib­u­to di Besharat Art. La mostra, vis­itabile fino al 22 mar­zo 2021, rap­p­re­sen­ta un ritorno, appun­to “dac­capo”, al saper fare nel­la scul­tura e nel­la pit­tura, ma anche all’amicizia e alla sol­i­da­ri­età tra artisti, nuo­va­mente pro­tag­o­nisti del­la loro stes­sa opera. Le opere, in un numero lim­i­ta­to, volu­ta­mente per­ché tutte han­no bisog­no di spazio per essere intu­ite e capite, sono pro­fon­da­mente diverse: le unisce la relazione di cias­cun artista con il Vit­to­ri­ale e le sue sug­ges­tioni, con Gabriele d’Annunzio e il suo mes­sag­gio di bellez­za. È il luo­go, dunque, a unire le quat­tro poet­iche poste in dial­o­go tra loro in un per­cor­so ideato da Ugo Riva e che vede le opere di Pasi­ni, una di fac­cia all’altra, segui­te da quelle di Nan­ni­ni e di Tan­zo­la, tutte in cor­sa ver­so la scul­tura di Riva: un per­cor­so espos­i­ti­vo che si inter­ro­ga sul pas­sato, sul qui e ora, sul futuro delle nos­tre pre­sen­ze.

Giungerà poi a Vil­la Mirabel­la, dove sarà ospi­ta­ta fino all’1 mar­zo 2021Tem­po­ra Vatis dell’artista con­tem­po­ra­neo Andrea Chis­esi. La mostra esporrà 68 tra bozzetti, dis­eg­ni e opere su tela che rac­con­tano la vita di d’Annunzio, orig­i­nan­do dal­la scop­er­ta di alcune pagine di gior­nale risalen­ti al 1920 sulle pareti del­lo stu­dio dell’artista, un hotel dell’Ottocento. Com­ple­ta il per­cor­so la “Stan­za seg­re­ta”: instal­lazione “a luci rosse” cos­ti­tui­ta da pic­cole porte, dietro cias­cu­na delle quali si cel­erà una fusione su car­ta ded­i­ca­ta ai riti amorosi del Poeta e vis­i­bile solo attra­ver­so il buco del­la ser­ratu­ra. Il cat­a­l­o­go del­la mostra, prodot­to da Mate­ri­arte con testi di Gior­dano Bruno Guer­ri e del­la cura­trice Mar­cel­la Damigel­la, sarà disponi­bile anche in ver­sione dig­i­tale, scar­i­ca­bile sul pro­prio smart­phone.

Anco­ra, nuove e sig­ni­fica­tive don­azioni: da Un sog­no di Gabriele D’Annunzio: Uno SVA sor­vola Miya­ji­ma (Giap­pone), quadro del pit­tore giap­ponese Satoshi Dobara, alla Medaglia d’Oro appartenu­ta al Mari­naio Gino Mon­tipò, “il fil­i­bustiere del Carnaro”, come lo sopran­nom­inò d’Annunzio per i suoi numerosi e provvi­den­ziali inter­ven­ti durante l’impresa di Buc­cari, dona­to dal­la nipote Margheri­ta Mon­tipò. Infine, la bandiera tri­col­ore di Buc­cari cus­todi­ta fino­ra dall’ANMI – Asso­ci­azione Nazionale Mari­nai d’Italia.

A con­clud­ere la gior­na­ta di fes­ta, la pre­sen­tazione delle scia­rpe del Vit­to­ri­ale real­iz­zate da Squadra Atlanti­ca, azien­da arti­gianale i cui prodot­ti, veri e pro­pri pezzi di design, sono prog­et­tati come tes­ti­mo­ni­anze e veicoli di nar­razione stor­i­ca.

Così il Pres­i­dente del­la Fon­dazione Il Vit­to­ri­ale degli Ital­iani Gior­dano Bruno Guer­riNon occorre spie­gare a cosa diamo “Una rispos­ta di alta vita”. Rea­giamo da for­ti alla sci­agu­ra che ci affligge, por­tiano a ter­mine i prog­et­ti avviati e ne iniziamo di nuovi. Fes­tegger­e­mo altri doni e soprat­tut­to il futuro, dan­do avvio ai lavori che annun­cio qui. L’Ese­dra e Piazzetta dal­ma­ta, oltre alla fac­cia­ta del­la Prio­r­ia, ver­ran­no ripor­tate all’antico splen­dore gra­zie a un inves­ti­men­to gen­eroso e accor­to del­la Regione Lom­bar­dia, come già l’ingresso mon­u­men­tale e il viale d’ingresso: potrete già vedere i pri­mi risul­tati. Inoltre, gra­zie a un ban­do vit­to­rioso del­la Fon­dazione Carip­lo, avvier­e­mo i lavori per la trasfor­mazione del Casseret­to, la casa dell’architetto Maroni, in un museo a lui ded­i­ca­to. La pre­sen­za di ospi­ti illus­tri — dalle Alpi alla Sicil­ia pas­san­do per l’am­a­to Abruz­zo — con­fer­ma l’im­por­tan­za del Vit­to­ri­ale nel­la vita del nos­tro Paese. Ques­ta è la nos­tra rispos­ta di alta vita. 

Così il Mae­stro Ugo RivaDACCAPO è la pre­sa di coscien­za che qual­cosa si è lac­er­a­to den­tro e fuori di noi. La ter­ra non ci sop­por­ta più e lo gri­da a gran voce. Le dis­eguaglianze tra ric­chi e poveri aumen­tano a dis­misura. Gli ide­ali e i sog­ni sono mate­ria da Face­book. L’arte è iper­pro­duzione sen­za eti­ca ed estet­i­ca nel­la sper­an­za di diventare “brand”. Dac­capo sono dieci opere che cer­cano di ricu­cire questo taglio. Ci ripor­tano alla bellez­za, alla capac­ità del saper fare, allo stu­pore degli occhi, al som­movi­men­to dell’anima. Dac­capo sono quat­tro ami­ci intel­let­tuali che tor­nano a decidere di come e per cosa stare assieme sen­za inter­me­di­ari altri.  Dac­capo è un seg­no di vita e sper­an­za. Un invi­to a cam­biare stra­da per tornare su quel­la maes­tra quel­la che las­cia il seg­no nel­la sto­ria e sta scol­pi­ta a carat­teri cubitali sul tim­pano dell’entrata del Vit­to­ri­ale: “IO HO QUELLO CHE HO DONATO”. DACCAPO ASSIEME CON RISPETTO GIOIA E QUALITÀ.