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    Gienne Gennaio 2026

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    Siamo maggiorenni

    Gennaio è un mese di soglie e di inizi. È il momento in cui si guarda al calendario intonso con un misto di aspettativa e progettualità, ma per noi di GN questo gennaio 2026 ha un sapore particolare. Con questo numero, infatti, entriamo ufficialmente nel nostro diciottesimo anno di vita. Diventiamo “maggiorenni”. È un traguardo che ci invita a una pacata soddisfazione e che, ne siamo certi, verrebbe accolto con un sorriso discreto ma pieno di orgoglio da Luigi, l’ideatore di tutto questo, il cui spirito continua a riempire ogni nostra pagina.

    Iniziare l’anno significa anche rinnovare il legame con il nostro territorio, che proprio in questi giorni vive alcuni dei suoi momenti più sentiti. Se l’atmosfera delle feste ci accompagna ancora con le suggestioni dei presepi a Moniga e le spettacolari luminarie che hanno acceso Manerba, gennaio sul Garda è inscindibile dalla tradizione della Fiera di Lonato. Un appuntamento che profuma di storia agricola, di incontri in piazza e di quella vitalità operosa che caratterizza la nostra gente, un modo perfetto per rimettersi in cammino dopo la pausa natalizia.

    Ed è proprio il cammino, inteso come viaggio nel tempo, il filo conduttore di questo numero. Vi invitiamo a fare un passo indietro fino alla Desenzano di inizio Novecento, guidati dalla figura del sindaco Pietro Papa. Attraverso la sua amministrazione riscopriamo una città diversa, divisa tra “cittadini” e “campagnoli”, dove le differenze sociali erano marcate ma dove si facevano strada anche i primi, concreti gesti di solidarietà. Una lezione dal passato che ci ricorda le nostre radici, tra cambiamenti urbanistici – come la nascita di Piazza Umberto I – e le sfide di una comunità in trasformazione.

    Il viaggio prosegue, questa volta su rotaia, recuperando sapori e atmosfere che sembrano perduti. Saliamo idealmente sulla storica Ferrovia Porrettana, non solo per ammirarne l’arditezza ingegneristica, ma per sederci alla tavola della signora Guglielma. Le sue celebri “tagliatelle”, servite fumanti ai macchinisti e ai viaggiatori alla stazione di Porretta, ci restituiscono l’umanità di un’epoca in cui il treno a vapore era fatica, fuliggine, ma anche incontro e conforto.

    Tornando sulle sponde del nostro lago, rendiamo omaggio a grandi figure che lo hanno amato e vissuto: dall’eleganza senza tempo di Ornella Vanoni, legata alle terme di Sirmione, alla memoria affettuosa di Monsignor Paolo Zanetti, pastore che ha lasciato un segno indelebile nella comunità di Salò.

    Infine, gennaio ci impone una sosta doverosa per riflettere. In vista del Giorno della Memoria, abbiamo scelto di non alzare la voce, ma di dare spazio agli “eroi silenziosi”. Raccontiamo le storie di chi, nel buio del 1943-45, ha saputo restare umano, come gli internati militari che costruirono un presepe di speranza o le figure come Don Mazzolari che salvarono vite rischiando la propria. Un monito prezioso da portare con noi in questo nuovo anno, perché la memoria sia, prima di tutto, una scelta di coscienza.

    Buon anno e, come sempre, buona lettura.

    Tutti i numeri sono disponibili qui.

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