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Vittoriale degli Italiani: storia, architettura e patrimonio monumentale della dimora di Gabriele d’Annunzio

Il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera rappresenta uno dei complessi monumentali più celebri e visitati d’Europa, sintesi architettonica e memoriale eretta tra il 1921 e il 1938 dal poeta Gabriele d’Annunzio insieme all’architetto trentino Gian Carlo Maroni. Estesa su oltre nove ettari di collina affacciata sulle acque del basso e medio Garda, la cittadella monumentale unisce edifici storici, giardini terrazzati, piazze, cimeli militari e percorsi d’acqua, costituendo una testimonianza materiale della parabola biografica ed estetica del Vate.

Donato al popolo italiano con l’atto del 22 dicembre 1923 e gestito dalla Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, il complesso attira ogni anno centinaia di migliaia di visitatori e studiosi, integrando percorsi museali permanenti, archivi storici e rassegne internazionali di spettacolo.

Dalla Villa Cargnacco alla cittadella monumentale (1921-1938)

Nel febbraio 1921, all’indomani dell’avventura fiumana, Gabriele d’Annunzio prese in affitto a Gardone di Sotto una villa appartenuta allo storico dell’arte tedesco Henry Thode, sequestrata dal governo italiano come bene nemico dopo la prima guerra mondiale. Acquistata definitivamente nell’ottobre dello stesso anno, la villa settecentesca venne ribattezzata Prioria.

Per dare forma materiale alla sua idea di “libro di pietre vive”, d’Annunzio affidò i lavori di ristrutturazione e ampliamento al giovane architetto Gian Carlo Maroni di Riva del Garda. Il sodalizio tra il committente e l’architetto durò fino alla morte del poeta nel 1938, trasformando la residenza rustica in una cittadella articolata in piazzette, porticati, mura decorate con stemmi veneti e frammenti archeologici di reimpiego.

Con l’atto di donazione rogato nel 1923 e integrato negli anni successivi, d’Annunzio dispose il lascito dell’intero complesso al “popolo italiano”, sancito con Regio Decreto nel 1937 che eresse il Vittoriale a ente morale autonomo.

La Prioria: stanze d’autore, biblioteca e collezioni d’arte

La residenza principale, la Prioria, è un labirinto di ambienti caratterizzati da illuminazione soffusa, vetri piombati e una densità decorativa che conta circa 33.000 volumi nella biblioteca storica e oltre 10.000 oggetti d’arte, arredi sacri, maioliche e sculture:

  • La Stanza del Mascheraio: anticamera destinata agli ospiti inattesi, recante sull’architrave il celebre motto ironico che ammonisce chi bussa senza invito.
  • La Stanza della Musica: decorata con vetrate gialle e blu per favorire l’ascolto al buio, dove d’Annunzio ospitava concerti privati per pianoforte della musicista Luisa Baccara.
  • L’Officina: lo studio di lavoro letterario, unico ambiente della casa illuminato a giorno dalla luce naturale, con l’architrave d’accesso ribassato per costringere chiunque entri a inchinarsi all’operosità intellettuale.
  • La Stanza del Lebbroso: camera meditativa concepita come cella funebre laica, dove il poeta si raccoglieva negli ultimi anni di vita riflettendo sulla solitudine e sulla morte.
  • La Zambracca: guardaroba e studiolo privato dove d’Annunzio si spense la sera del 1° marzo 1938 al tavolo di lavoro.

La cura degli interni riflette fedelmente i principi dell’estetismo dannunziano, con citazioni bibliche, francescane e classiche incise sui muri e sugli arredi.

Il parco, i cimeli bellici e il Mausoleo

Il parco del Vittoriale discende lungo il crinale collinare solcato da due vallette: la Valletta dell’Acqua Pazza e la Valletta dell’Acqua Savia. Lungo i terrazzamenti di ulivi e allori sono collocati i grandi cimeli delle imprese belliche dannunziane:

  • La Nave Puglia: la prua della nave da guerra della Regia Marina, donata dalla Marina Militare nel 1925, venne smontata a La Spezia e trasportata a Gardone per essere rimontata e incastonata nello sperone della collina, orientata simbolicamente verso l’Adriatico.
  • Il MAS 96: il motoscafo anti-sommergibile utilizzato da d’Annunzio, Luigi Rizzo e Costanzo Ciano nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 1918 durante la Beffa di Buccari, protetto in una darsena museale coperta nel parco.
  • L’aereo Ansaldo S.V.A. 5: l’apparecchio biposto a bordo del quale il poeta compì il celebre Volo su Vienna il 9 agosto 1918, sospeso all’interno della cupola dell’Auditorium.
  • Il Mausoleo: progettato da Gian Carlo Maroni sulla sommità del colle dopo la morte del poeta, ispirato ai tumuli funerari romani ed etruschi. La struttura a cerchi concentrici accoglie al centro l’arca sepolcrale in marmo di Botticino contenente le spoglie di d’Annunzio, circondata dalle arche di dieci compagni delle imprese di Fiume e della Grande Guerra.

L’Anfiteatro del Vittoriale e il festival Tener-a-mente

Sul declivio naturale affacciato sul golfo di Gardone sorge l’Anfiteatro del Vittoriale (chiamato dal poeta il Parlaggio). Ispirato al teatro romano di Pompei studiato da Maroni durante i suoi viaggi archeologici, il teatro all’aperto venne impostato nel 1934 e inaugurato l’8 agosto 1953.

Nel 2020, grazie a un importante intervento di restauro e completamento filologico promosso dalla Fondazione e finanziato da Regione Lombardia, la gradinata semicircolare è stata interamente rivestita con le lastre di marmo rosso di Verona previste nel disegno originario di Maroni. L’Anfiteatro ospita ogni estate il festival internazionale di musica e spettacolo Tener-a-mente, rassegna che porta sul palcoscenico gardesano artisti di rilievo mondiale.

La Fondazione Il Vittoriale e i progetti museali contemporanei

La tutela e la valorizzazione del complesso fanno capo alla Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, istituita come ente pubblico con personalità giuridica. Sotto la presidenza dello storico Giordano Bruno Guerri, alla guida dell’istituto dal 2008, il Vittoriale ha vissuto un esteso piano di restauri conservativi e recupero funzionale denominato “Riconquista”, che ha consentito di riaprire al pubblico aree storiche rimaste a lungo inaccessibili:

  • D’Annunzio Segreto: spazio museale sotterraneo dedicato agli aspetti intimi e quotidiani della vita del poeta, con abiti di sartoria, calzature, valigie e oggetti d’uso personale.
  • L’Automobile è Femmina: allestimento che raccoglie le storiche vetture appartenute al poeta, tra cui la celebre Fiat 509 e l’Isotta Fraschini Tipo 8B, accompagnate dalla documentazione del suo rapporto pionieristico con il motorismo e la velocità.
  • Il Museo D’Annunzio Eroe: allestito all’interno dello Schifamondo, dedicato al valore militare, alle medaglie e ai documenti della Grande Guerra e dell’impresa fiumana.

L’istituzione conserva inoltre nei propri archivi epistolari manoscritti, fotografie d’epoca, la biblioteca personale e la corrispondenza con le figure di spicco della cultura, della politica e dell’editoria europea del primo Novecento, collaborando stabilmente con atenei e centri di ricerca italiani e internazionali.

Riferimenti istituzionali e localizzazione

Il Vittoriale degli Italiani ha sede a Gardone Riviera (Brescia) in via del Vittoriale 12:

  • Portale ufficiale: Fondazione Il Vittoriale degli Italiani.
  • Archivi e consultazione scientifica: le richieste di accesso agli archivi storici e alla biblioteca dannunziana per motivi di studio sono gestite dalla segreteria scientifica della Fondazione.
  • Collegamenti culturali territoriali: il Vittoriale collabora con il Comune di Gardone Riviera e con le istituzioni rivierasche della sponda bresciana e veronese, con l’Ateneo di Salò e con il sistema museale del lago di Garda.
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