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Ciclovia del Garda, due milioni di euro per allargare le gallerie Titani e Limniadi

La Ciclovia del Garda registra un nuovo incremento dei costi di realizzazione nel tratto dell’Alto Benaco, dove servono oltre due milioni di euro per allargare e consolidare le gallerie Titani e Limniadi. L’aggiornamento economico e progettuale emerge dagli atti contrattuali per la relazione paesaggistica e la variante tecnica predisposti per il settore compreso tra Riva del Garda e il confine con la Lombardia, in direzione di Limone sul Garda.

Perché i costi salgono: crolli nelle canne dismesse

Durante le prime operazioni di carotaggio e verifica strutturale condotte all’interno delle storiche canne dismesse della statale, i tecnici hanno rilevato crolli imprevisti di materiale roccioso dalle volte e dalle pareti laterali. L’instabilità del massiccio calcareo del Monte Rocchetta ha reso impraticabile l’originaria ipotesi di un semplice riadattamento superficiale dei passaggi esistenti, imponendo uno scavo allargato in sezione per consentire l’inserimento di centine in acciaio e sistemi di armatura pesante con micropali e tiranti passanti.

Il nuovo quadro economico va a incidere in modo sostanziale sui lotti funzionali UF 3.2 e UF 3.3 della Provincia Autonoma di Trento. Il tema dell’impatto finanziario segue a stretto giro il confronto in battello sulle falesie promosso dalla Terza Commissione permanente provinciale guidata da Vanessa Masè, durante il quale amministratori locali e rappresentanti ambientalisti avevano analizzato dal lago le complessità operative della parete rocciosa a strapiombo.

Le perplessità di associazioni e comitati

Le associazioni del territorio e i comitati civici riuniti nel Coordinamento Interregionale Tutela Garda hanno ribadito le proprie perplessità sull’entità della spesa pubblica, che per alcuni segmenti supera già i dieci milioni di euro a chilometro lineare. Tra i punti critici evidenziati figurano le interferenze geologiche con la viabilità ordinaria della SS 45 bis Gardesana Occidentale, dove i cantieri in galleria richiedono presidi continui per evitare cadute di detriti sulla carreggiata stradale sottostante.

La revisione del progetto per le gallerie Titani e Limniadi si inserisce in un quadro infrastrutturale più ampio, che comprende l’acquisizione della storica Casa della Trota per la gestione dei flussi ciclopedonali e il raccordo con il tracciato della vecchia strada che costeggia la Centrale del Ponale. Nel comparto settentrionale, la rete ciclabile punta a connettere in sicurezza le sponde trentine da Torbole verso sud, mentre sul versante bresciano prosegue il collegamento con la passerella sospesa di Capo Reamol.

I rilievi tecnici hanno evidenziato che la fragilità strutturale riscontrata nei tunnel dismessi è analoga a quella che caratterizza le falesie dell’Alto Garda, soggette a cicli stagionali di gelo e disgelo e a infiltrazioni idriche sotterranee. La progettazione esecutiva della variante dovrà ora ottenere il nulla osta paesaggistico definitivo prima dell’assegnazione dei lavori suppletivi, che determineranno un ulteriore slittamento del cronoprogramma generale per il completamento dell’anello ciclabile gardesano.

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