Il premio nazionale ASI 2026 per il Motorismo Storico è stato conferito alla memoria di Luciano Nicolis, fondatore del Museo Nicolis di Villafranca di Verona. Il riconoscimento è stato consegnato al Misano World Circuit ai figli Silvia e Thomas Nicolis da Alberto Scuro, presidente dell’Automotoclub Storico Italiano e della FIVA, durante l’ASI Fest 2026 in occasione dei sessant’anni dell’associazione.
Un tributo alla memoria di un pioniere
Il Premio nazionale ASI 2026 per il Motorismo Storico rende omaggio alla memoria di una vita dedicata alla ricerca, al recupero e alla conservazione delle testimonianze della mobilità. Luciano Nicolis, imprenditore e collezionista, ha contribuito a trasformare il collezionismo di veicoli storici in un’opera di tutela e valorizzazione condivisa del patrimonio tecnico e culturale italiano.
Nato nel 1933 e scomparso nel 2012, Nicolis iniziò giovanissimo a lavorare nel recupero della carta per l’impresa di famiglia. Parallelamente coltivò la passione per automobili, motociclette, biciclette e oggetti legati all’evoluzione dei trasporti, raccogliendo nel tempo un patrimonio che sarebbe diventato il nucleo del museo di Villafranca.
Il Museo Nicolis a Villafranca di Verona
Il Museo Nicolis, inaugurato a Villafranca di Verona nel 2000, riunisce dieci collezioni dedicate alla storia della mobilità e dell’ingegno umano. Automobili, motociclette, biciclette e altre testimonianze tecniche documentano i cambiamenti dell’industria, del costume e della società.
Il premio è stato ritirato durante l’ASI Fest a Misano. Per Silvia Nicolis il riconoscimento alla memoria conferma il valore della visione del padre e del suo desiderio di condividere la collezione; Thomas Nicolis lo ha collegato alla responsabilità di conservare e restituire nuova vita al patrimonio storico.
Il significato del riconoscimento
Il Premio nazionale ASI è stato assegnato nell’anno del 60° anniversario dell’Automotoclub Storico Italiano. La motivazione ricorda Luciano Nicolis come pioniere del motorismo storico e sottolinea il suo impegno nel sottrarre all’oblio veicoli e testimonianze capaci di raccontare lavoro, industria, creatività e trasformazioni sociali.


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