domenica, Luglio 21, 2024
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Un gruppo di imprenditori della cittadina pronto a rilevare l’ex cinema. Spazio all’arte, ma ci sarà anche un bar-ristorante

«Alberti», sfilate e cultura

Potrebbe essere davvero la volta buona per la riapertura dei battenti del teatro «Alberti». Non più per ospitare film o spettacoli. Come anticipato da Bresciaoggi, la vecchia e gloriosa sala desenzanese, di proprietà della famiglia Bergamaschi, potrebbe diventare una grande sala da destinare a mostre d’arte, sfilate di moda, incontri di lettura con spazi video e collegamenti internet. Il tutto servito da un bar-ristorante di grande prestigio. Il pool di imprenditori desenzanesi, affidabilissimo perchè vanta sul territorio locali pubblici e attività imprenditoriali solide, ha avuto un incontro con il sindaco Cino Anelli per sottoporgli il progetto in ogni dettaglio. «Oggi in una realtà mutata – spiega uno dei soci della società Teatriz – dove le multisale contemporanee e tecnologicamente avanzate, progettate per avere una pluralità di offerte, hanno segnato il declino del cinema monosala in tutta l’Europa, si pone ora il quesito su cosa fare di questo storico teatro. «Dopo aver svolto un accurato lavoro di ricerca sulla storiografia dei luoghi, è nata l’idea di legarsi comunque in qualche modo alla logica arte-cultura che caratterizzava il vecchio cinema e, prima ancora, il teatro». Il progetto, si diceva, punta a creare all’interno dell’immobile spazi per mostre artistiche e rappresentazioni, oltre al già citato salone da destinare a bar e ristorante. Un progetto condiviso dalla famiglia Bergamaschi, che vedrebbe così riaprire i battenti del suo immobile, dopo un’inopinata e forzata chiusura per via di un contenzioso con il precedente inquilino ma, soprattutto, per la querelle che si trascina ormai da troppo tempo con il Comune di Desenzano. Prima i vincoli urbanistici, poi il ricorso al Tar, quindi l’ipotetica «fasulla proprietà» che i Bergamaschi hanno sempre sdegnosamente respinto anche con minacce di querela, infine la delibera consiliare con cui si tarpano in sostanza le ali a un possibile rilancio dell’«Alberti» in chiave di cinema e di teatro. Il Comune ha sempre fatto sapere di non essere interessato a un suo acquisto nè tantomeno a rilevarlo in affitto. E per farci cosa? Oggi cinema e teatri devono essere dotati di comodi parcheggi e di una discreta viabilità di accesso: non può essere il caso dell’«Alberti» in via Santa Maria. Ecco spiegata la ragione per cui nessuno si è fatto avanti con la famiglia Bergamaschi per acquistarlo o gestirlo in affitto. Gli impresari che hanno illustrato il progetto l’altro giorno ad Anelli, invece, puntano a creare uno spazio espositivo con una sala bar e di ristorazione. «Ma non un disco bar o una minidiscoteca – precisa l’amministratore delegato della società – anche perchè i committenti ne sono padroni e non intendono certo mettersi contro se stessi». Il sindaco, al termine dell’incontro, ha promesso che ne parlerà rapidamente in Giunta e, poi, in Consiglio comunale.

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