giovedì, Luglio 18, 2024
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Tedeschi quattro ospiti su dieci. Allarme per gli inglesi e gli scandinavi.
Già a Pasqua si prevede qualche difficoltà sui mercati fuori euro

Bilanci e previsioni turistiche per il prossimo futuro

Quando si parla di cali o conferme nei flussi turistici, è bene avere un’idea di quali ordini di grandezza si stia parlando: nell’ambito del Garda trentino tra gennaio e settembre 2008 sono arrivati 363.070 visitatori (dei quali 280.235 stranieri) ospiti di strutture alberghiere, più 174.747 (di cui 130.432 non italiani) esterni a esse, per un totale di 537.817 persone. Rispetto al medesimo periodo del 2007, c’è stato un calo del 4,8% degli arrivi complessivi, frutto di un 6,7% di stranieri in meno e di un 1,8% di “latitanze” italiche. L’incidenza turistica principale nell’alto Benaco è data dalla Germania, la cui fetta di visitatori nel 2008 ha rappresentato il 38,78% sul totale della ricettività (con 219.516 arrivi, 25.877 in meno del 2007, e 961.176 presenze complessive). A seguire, distanziati, gli italiani, che hanno inciso per il 22,03% (127.150 visitatori, in lieve crescita sul 2007 di 2.287 unità). Il Regno Unito ha rappresentato la terza forza con l’11,10%, con 44.827 visitatori: dall’anno precedente s’era già registrato un calo del 4,9% e le previsioni più fresche fanno temere per un ulteriore ribasso. Altri turisti annunciati in calo sono gli scandinavi non finlandesi: nel 2008 sono arrivati in 15.287, pesando per un 2,78%.Sterlina e corone in forte ribasso terranno a casa una fetta di ospiti tradizionali del Garda. Bene invece il mercato irlandese. Meneghelli: «Sui tedeschi non si possono fare pronostici precisi».A due mesi dalla Pasqua cominciano a delinearsi le prime previsioni sugli arrivi di turisti nella zona del Garda trentino. Il dato più allarmante arriva dal Regno Unito e dalla penisola scandinava: fortemente penalizzati dal crollo della sterlina gli abitanti del primo, piuttosto azzoppati dalle difficoltà delle rispettive corone i residenti nella seconda, le facce di inglesi, norvegesi, svedesi e danesi sul Benaco quest’anno si vedranno meno. Per la conferma effettiva dei numeri occorrerà aspettare ancora un un paio di settimane, ma in vista del periodo festivo che per il 2009 fa capo al 12 aprile la pesante flessione degli approdi lacustri britannici e una più contenuta ma comunque sensibile di quelli nordeuropei si delineano già piuttosto chiaramente. «Il calo del mercato inglese, stimato attorno a circa il 20-25 percento – spiega il presidente Ingarda Enio Meneghelli – emerge dal contemporaneo calo del numero dei voli tra Regno Unito e sistema aeroportuale del Benaco. Sulla Scandinavia le difficoltà monetarie (non riguardanti però i finlandesi, che hanno aderito all’euro, ndr) incidono in maniera minore, perché questo tipo di turismo vede storicamente la propria punta di presenza nel mese di luglio». Buoni messaggi, in senso di tenuta (non si parla certo di crescita, in un periodo di crisi generalizzata), arrivano invece dall’Irlanda – anch’essa esclusa dal deficit di potere d’acquisto, avendo adottato la moneta unica europea – e dall’area del Benelux. Il vero grande dubbio è sulla Germania, dalla quale solitamente giunge quasi la metà dei flussi turistici: «Ad oggi – prosegue Meneghelli – pare tenere, ma alcuni segnali di difficoltà ci sono anche su quel mercato. Per i turisti tedeschi, l’ottanta percento circa dei quali normalmente si sposta con mezzi propri o comunque non in aereo, l’unico parametro affidabile a tutti gli effetti è dato dalla percentuale di contingenti realmente venduti tra quelli che hanno a disposizione le agenzie per i soggiorni negli alberghi. Una cifra che attendiamo a inizio marzo. Non abbiamo sensazioni negative, ma per la conferma è meglio aspettare quel valore, anche se agli eventi promozionali di Stoccarda e Amburgo la situazione è apparsa buona. Il 27 e 28 febbraio saremo a Monaco coi sindaci del Garda per una sorta di viaggio studio, ospite dell’Adac, l’Aci tedesco, coi rispettivi responsabili del settore turismo, viaggi e nautica». La delegazione sarà guidata dall’assessore provinciale Mellarini (figura istituzionale di riferimento del progetto interregionale Garda Unico) e da Meneghelli stesso come coordinatore. «In quel frangente – afferma il presidente – si avranno ulteriori riscontri. Ma le nostre verifiche sul campo sono state buone. Allo stato il parametro che abbiamo sulla propensione al viaggio dalla Germania non è mutato, ma è meglio aspettare». Per quel che riguarda il mercato italiano, a detta di Meneghelli «la situazione sicuramente non è facile, ma nemmeno del tutto tragica. Giovedì e venerdì saremo alla Bit di Milano per vedere come va, ma anche qui non ci sono dati. Per noi l’Italia rappresenta solo un 15% dei flussi, siamo molto più esperti dei mercati esteri: andiamo alla fiera – conclude il numero uno dell’apt benacense – appunto per aggiornarci».

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