lunedì, Luglio 22, 2024
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Da D’Annunzio a Mc Arthur un prestigioso luogo di relax

Il grande edificio a lago, originariamente chiamato «Villa Norsa», venne costruita nella seconda metà dell’Ottocento e nei primi del Novecento. Era della marchesa francese Margherita D’Espaigne. Gabriele D’Annunzio, assiduo frequentatore della villa per una storia d’amore con la dama di compagnia della nobildonna, la ribattezzò Rimbalzello, dal gioco di far rimbalzare un sasso appiattito sul pelo dell’acqua. Nel 1925 il fabbricato e il parco furono acquistati da Giuseppe Nolli di Gambara, che l’anno dopo rivendette al commendator Soave Besana, proprietario dell’Hotel Savoy Palace. «Il complesso -ricorda Mauro Bonometti, in una breve ricerca storica -, conobbe l’apice della mondanità con feste e tornei riservati. Ospitò orchestre, fiere dei balocchi e mostre canine. Nel 1945 il generale Mc Arthur vi decorò i marines che avevano partecipato allo sbarco di Nettuno. E, nel dopoguerra, fu aperto (per un breve periodo) anche un cinema estivo all’aperto». Acquistata dal cremonese Eugenio Bravi, direttore dell’azienda di fiammiferi Saffa, che si trasferì sul lago con la moglie, Teresita Mascarello, entrò poi a far parte della Saipo, Società anonima immobiliare Porta Orientale di Milano, al 78% della Fondazione Bravi e al 22% degli eredi di Eugenio Mascarello.

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