mercoledì, Luglio 24, 2024
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Catullo, la riscoperta Dopo 14 anni torna il «Certamen»

Due giorni di convegno sul poeta latino

Dopo una pausa di 14 anni ritorna a Lazise il Certamen catullianum, il concorso di letteratura latina riservato agli studenti del triennio delle scuole superiori di secondo grado e ai cultori delle materie umanistiche. Assieme al concorso di letteratura latina, il Centrum latinitatis europae, di concerto con il Comune di Lazise, la Provincia di Verona, l’Ambasciata d’Irlanda in Italia, ha programmato per i giorni 27 e 28 maggio, alla Dogana Veneta, un convegno internazionale su «Catullo, Gentiluomo di Verona. Poeti italiani e iralndesi incontrano Catullo». Patrociniano l’evento culturale, teso a valorizzare la cultura latina e il territorio veronese attraverso la divulgazione della poesia catulliana, la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’ambasciata italiana in Irlanda, l’ambasciata d’Irlanda in Italia, la stessa presso la Santa Sede, Regione Veneto, Comune di Verona, Consorzio lago di Garda, Comunità montana del Baldo, Comunità del Garda, Università di Verona, Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona, Biblioteca capitolare. All’inziativa collaborano l’Associazione italiana di cultura classica e la società Dante Alighieri. «Caio Valerio Catullo, poeta latino, è stato adottato da Lazise fin dal 1964», spiega l’assessore alla cultura Agostino Carattoni, «attraverso il maggio lacisiense, con il compianto concittadino monsignor Pietro Rossetti che volle portare sul lago di Garda, terra che Catullo amava fortissimamente, una ventata di classicismo e di cultura». «La proposta di riportare all’antico splendore il Certamen catullianum da parte di Angiolina Martucci Lanza», continua Carattoni, «ci ha riempito di orgoglio e soddisfazione. La chiara fama dei convegnisti che si succederanno nel corso delle due giornate dedicate a Catullo, il patrocino della manifestazione da parte di istituzioni importanti, ci hanno indotto a spalancare immediatamente le porte della rinnovata Dogana Veneta per accogliere estimatori, cultori, docenti, studiosi per uno dei poeti classici più amati e studiati nella scuola italiana ed internazionale». Il convegno promosso dal Novum certamen catullianum si apre sabato 27 maggio alle 15,30 con il saluto delle autorità. È prevista la partecipazione dell’ambasciatore d’Irlanda Frank P. Cogan, di S.E. Philip MacDonagh, anbasciatore presso la Santa Sede, di Lucio Savoia, ambasciatore d’Italia in Irlanda, del presidente del Centrum Latinitatis Europae professsor Rainer Weissengruber, della professoressa Angiolina Martucci Lanza e del magnifico rettore dell’Università di Verona, professor Alessandro Mazzucco. La prima relazione su «La fortuna di Catullo in Irlanda» sarà tenuta da Ronald Sheehan, mentre Carla de Petris, dell’Università Roma tre, presenterà tre poeti irlandesi traduttori di Caio Valerio Catullo. Toccherà a Francesco Vecchiato presentare «Catullo nel maggio lacisiense». Angiolina Martucci Lanza presenterà tre poeti italiani traduttori di Catullo. In sertata, intorno alle 21, vi sarà l’esecuzione di un concerto di musica tradizionale irlandese con il Trio Cno. I lavori riprenderanno domenica 28 maggio alle 9,30. Sarà Gilberto Biondi a presentare «Catullo, poeta nuovo». Francesco Vecchiato parlerà di «Certamen catullianum dal 1964 al 1992. Esperienze, studi, ricerche, riscontri emersi negli anni di svolgimento del concorso». Per le ore 11 è prevista la premiazione dei vincitori del concorso di letteratura latina Novum certamen catullianum, con la conclusione dei lavori. Nel pomeriggio, alle 15 a Sirmione, visita guidata alla Villa di Catullo, meglio conosciuta come «Grotte di Catullo». «La riscoperta di Catullo, poeta latino, romano di nascita ma sicuramente veronese e gardesano di adozione», sottolinea Renzo Franceschini, «riporta a Lazise, grazie al forte impegno del Centrum latinitatis europae, una nuova ventata di classicismo. Per la nostra cittadina e la nostra comunità è un lieto ritorno. Siamo oltremodo orgogliosi di ospitare una manifestazione così alta nel nostro gioiello medievale. Non ci poteva essere, a mio parere, migliore occasione per sposare cutura, storia e patrimonio artistico».

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