mercoledì, Maggio 1, 2024
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Al Centro Fiera di Montichiari

Gli orti comunali alla Fiera di Vita in Campagna

Alla Fiera di Vita in Campagna tendenze, numeri e prospettive di sviluppo per le nuove “reti” cittadine dedicate all’orticoltura che, in base all’opinione degli esperti, stanno diventando piccole comunità di riferimento e di supporto a livello cittadino.

Negli ultimi 10 anni, soprattutto in tempi di crisi economica, la coltivazione di spazi urbani a orto sta rapidamente prendendo piede in Italia e spingendo sempre più cittadini di tutte le età a produrre da sé verdura per la propria mensa, con il vantaggio di riavvicinarsi alla natura e alla coltivazione della terra. Quale lo stato dell’arte e le prospettive? Se ne parlerà sabato 22 marzo alle 11 alla Fiera di Vita in Campagna, nel convegno “Gli orti comunali: un fenomeno sociale in continua espansione” (Centro Congressi, sala A del Centro Fiera del Garda a Montichiari – Bs). Un’occasione per conoscere numeri e tendenze del fenomeno, attraverso il confronto con esperti a livello nazionale.

“Gli orti urbani costituiscono un’eccellente occasione per valorizzare e promuovere il territorio – dice Fabrizio Montepara, Presidente di ResTipica-Anci. Al nostro progetto nazionale aderiscono decine e decine di grandi città italiane, tra i comuni più operosi segnalo Padova, Genova e Otranto”.

A incidere nell’aumento di città che hanno aderito al progetto sembrerebbe essere stata in particolar modo la crisi economica: “Coltivando orti urbani non solo si risparmia ma si ottengono prodotti a “centimetri zero”, che offrono una qualità garantita – dice il Prof. Giorgio Prosdocimi Gianquinto, docente di Orticoltura Università di Bologna, direttore Research Center in Urban Environment for Agriculture and Biodiversity – ReSCUE-AB. E se cresce il numero di cittadini interessati, notiamo un deciso aumento di operatori e tecnici ai corsi di formazione a numero chiuso, i posti vanno esauriti in tempi record”.

Un successo che trova la sua ragione d’essere nei numerosi benefici legati alla coltivazione in gruppo di aree verdi. “Da una parte rappresentano un’ottima occasione per le amministrazioni comunali di recuperare aree abbandonate e degradate, rendendole ordinate e produttive, strappandole alla sporcizia e all’incuria – spiega Giorgio Vincenzi, direttore di Vita in Campagna. Per gli anziani costituiscono anche un momento di aggregazione e partecipazione alla vita sociale: mentre si cura il proprio pezzo di terreno lo scambio di consigli e opinioni sono infatti all’ordine del giorno. Oltre alla funzione sociale, non va dimenticata la valenza didattica di queste iniziative”.

Ulteriori conferme sull’importanza in chiave sociale, per favorire la crescita individuale e di una vera e propria comunità – tanto più importante in tempi di crisi – giungono da Cristina Bertazzoni, docente all’Università di Brescia, pedagogista ed esperta di psicosociologia di comunità: “Partecipare a un progetto di coltivazione di orti urbani permette non solo di autoprodursi frutta e verdura, con vantaggi per la tavola e il portafoglio, ma di attivare scambi di saperi frutto di un’attività agricola sviluppata giorno dopo giorno, una base eccellente per costruire valori comunitari – dice l’esperta. Va detto però che avere a disposizione un appezzamento di terra e materiali è solo il primo passo: per far funzionare l’orto urbano serve un “animatore di comunità” che funga da stimolatore di aggregazione”.

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