giovedì, Luglio 25, 2024
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In Santa Maria della Neve sotto la diocesi di Verona, l’incontro di Flavio Carraro con gli operatori turistici. La richiesta al Papa: «Mi piacerebbe restare anche se ho compiuto 75 anni»

Il vescovo non lascia il suo gregge

L’età della pensione l’ha raggiunta. Ma lui continuerebbe volentieri la sua missione… se il Papa vorrà concedergli l’opportunità. Flavio Roberto Carraro, vescovo di Verona che ha anche 24 parrocchie sulla sponda bresciana del lago, 75 anni compiuti lo scorso 3 febbraio, ha rimesso il mandato nelle mani del Papa per aver raggiunto l’età pensionabile. «Ma questo non vuol significare che automaticamente io debba andare via, sarà il Santo Padre a comunicarmi la sua decisione – confida il Vescovo in quest’intervista rilasciata a Bresciaoggi nel corso di un incontro a Sirmione, che appartiene alla diocesi scaligera – ed io francamente sarei felice di poter restare ancora qui fra i miei fedeli, a lavorare per loro e per la Diocesi».E, in effetti, Flavio Roberto Carraro, dell’ordine dei frati Cappuccini, è ancora in buona forma e pieno di idee. Come quella di sviluppare ulteriormente l’impegno pastorale. «Si tratta di un problema rilevante, oggi non più come ieri: una volta il giovane attingeva dalla famiglia certi valori, la stessa fede, oggi c’è la scuola e altri punti di aggregazione. Bisogna creare quindi nuovi ambienti dove la fede possa essergli trasmessa. Ci sono da migliorare le modalità della catechesi. Tre domeniche al mese si incontreranno i genitori per parlare e preparare al battesimo, alla prima comunione ed alla cresima i propri figli: ma prima dobbiamo parlarne con gli adulti perché riescano a loro volta a discuterne con i ragazzi».Quali sono i problemi maggiori che incontrate? «Il fatto che non sempre i genitori si mostrino disponibili a fare quanto gli chiediamo: ci sono alcune incomprensioni, per esempio se gli diciamo che il loro figlio non può essere ammesso al sacramento, si scatena la loro reazione. Ma la preparazione va condivisa da tutti, padri e figli». Come sta vivendo, lei e la sua diocesi, l’acceso dibattito sulla disegno di legge sulle coppie di fatto, i Dico? «Sono problemi grandi, il dibattito c’è, eccome! È stata avviata autonomamente una bell’iniziativa, la Consulta di aggregazione cattolica, della quale fanno parte giuristi ed esperti. Ebbene questa consulta ha esaminato il disegno di legge dal punto di vista di un cittadino italiano, e ci è stato detto che porterà ad un disastro, fornendo dati incontestabili: non mi dilungo oltre…». C’è un progetto per razionalizzare la presenza delle parrocchie nella diocesi? “Evidentemente sì. Non comprendo perché una persona accetti di percorrere 30 km. per fare spesa in un centro commerciale e non possa sacrificarsi, diciamo, di farne due o tre per andare a messa nella parrocchia più vicina. Ci arrivano infatti – conferma il vescovo Carraro – richieste di istituire nuove parrocchie quando a distanze accettabili ce n’è gia una operativa: non possiamo mica fare la chiesa sotto casa.»Il problema delle ordinazioni sacerdotali: qual è la situazione nella sua diocesi? «Direi buona. Ne contiamo dalle otto alle dieci all’anno: non sono poche, per noi sono sufficienti. Anzi, vorrei ricordare – conclude padre Flavio Roberto Carraro – che ben 26 sacerdoti della diocesi veronese si trovano ad operare il loro ministero in altre diocesi».Lunedì sera il vescovo di Verona ha presieduto una solenne cerimonia nella chiesa di S. Maria della Neve in centro storico, dedicata ad alcune cresime ma, soprattutto, agli operatori turistici della cittadina gardesana nel giorno del tradizionale inizio della stagione. Erano presenti il sindaco Maurizio Ferrari, i presidenti della società Terme, degli albergatori e dei commercianti e le autorità delle forze dell’ordine. Al termine della cerimonia religiosa è seguito un incontro conviviale nell’hotel Catullo della famiglia Barelli.

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