venerdì, Luglio 19, 2024
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Mohamed Harmachi si è piazzato al secondo posto nel campionato di risotti al tastasal promosso dalla condotta di Slow food

Musulmano il mago della cucina tipica

Il maestro Flavio Tagliaferro e l’allievo Mohamed Harmachi: l’incontro tra i fornelli di due diverse culture culinarie e una promessa sfida all’insegna della cucina araba. Tagliaferro chef affermato, consulente gastronomico tra i più contesi tanto da fare la spola dal Giappone agli Stati Uniti per dimostrazioni e lezioni che lo vedono ora impegnato a Portland nell’Oregon al Western Culinary Istitute. Harmachi, una vita da extracomunitario, improvvisato pizzaiolo stagionale approdato sul Garda una decina d’anni or sono. Anni di sacrifici ma anche di soddisfazioni, con la passione e la scoperta della cucina locale tanto da riuscire a piazzarsi al secondo posto nel recente campionato dei risotti al tastasal svoltosi al centro La Meridiana delle cantine Lamberti su iniziativa della condotta del Garda veronese di Slow Food e dell’associazione i Ghiottoni di Torri. «La mia fortuna», dice il maghrebino di 29 anni, sposato, con un bambino di due mesi dal nome Hamza in onore del cugino di Maometto, «è stata quella di aver incontrato Flavio, chef di prestigio. Questo mi ha consentito di avviarmi alla professione di cuoco e l’aspirazione è quella di potermi inserire nell’ambiente, acquisire sempre più professionalità e puntare a migliorare le mie conoscenze culinarie». È una passione che ha nel sangue, considerato che non è certo facile per un musulmano praticante conciliare l’attività di cuoco con la fede che impone l’osservanza di regole ben precise: non assaggiare cibo alcuno durante il giorno nel periodo del Ramadam e di astenersi dal mangiare carne di maiale. «Un problema non di poco conto», ammette Harmachi, «ma che di volta in volta riesco a superare facendo assaggiare quello che preparo a chi mi segue in cucina». Sta di fatto che Harmachi con passione e tanta volontà ha fatto passi notevoli nel settore gastronomico trovando i consensi degli esperti. «Quando ero al ristorante Zeno di San Zeno di Montagna», precisa Tagliaferro, «spesso Harmachi, terminato il lavoro come pizzaiolo, mi raggiungeva in cucina dimostrandosi molto interessato a capire la cultura della cucina italiana. E questo lo ha portato a fare una buona esperienza, tanto che può aspirare ora a fare il cuoco con cognizioni ben precise. Nello stesso tempo, in compenso, ho avuto una buona occasione per approfondire con Harmachi i segreti della cucina maghrebina. E questo ci porterà a fine marzo in duetto a preparare una serata dedicata interamente alla cucina araba».

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