Paolo Chimeri, musicista nato a Lonato nel 1852, torna a farsi ascoltare a Brescia: sabato 10 ottobre, alle 17, nella chiesa di S. Carlo, in via Moretto 8, il pianista Gerardo Chimini presenta in prima mondiale il CD edito da Tactus con le sue composizioni, accompagnato da un libretto. È Chimini ad aver condotto il lavoro di ricerca e ad aver registrato il disco. La serata segna anche l’avvio pubblico della catalogazione scientifica del Fondo Chimeri, promossa dalla Fondazione Casa di Dio nell’anno dei suoi 450 anni.
Un fondo di 3.000 pezzi da far tornare a suonare
Il fondo custodisce circa 3.000 pezzi: edizioni rare a stampa e oltre 800 manoscritti, dal Settecento al Novecento. Ci sono copie di Galuppi e Pergolesi, autografi inediti di Chimeri e il Salmo 127 di Camillo Togni. La catalogazione, secondo gli standard SBN Musica, è guidata dalla musicologa Mariella Sala, che già nel 2019 aveva raccontato Chimeri ai lonatesi. Il percorso si chiude a gennaio 2027 con l’apertura della sede di consultazione e un concerto del pianista Alberto Ranucci con il coro femminile Sifnos.
Paolo Chimeri, il prodigio che servì la musica di Brescia
Il padre Filippo, organista della parrocchiale di Lonato, gli insegnò i primi rudimenti; poi la famiglia si trasferì a Brescia. A sette anni Paolo suonò per i feriti della seconda guerra d’indipendenza, a dieci eseguì in pubblico la Fantasia sulla Norma di Thalberg. A quattordici era già istruttore del coro del Teatro Grande: il maestro Franco Faccio lo segnalò a Verdi per la Scala, ma lui rifiutò, in parte per modestia, in parte per la giovane età. A diciassette fondò con Antonio Bazzini la Società dei Concerti, di cui restò consigliere fino alla morte, nel 1934.
Rinunciò presto alla carriera di direttore per dedicarsi a ciò che sentiva più suo, la composizione e l’insegnamento. Scrisse musica per pianoforte e per coro e romanze da salotto sul modello di Paolo Tosti. All’Istituto «Venturi», antenato del Conservatorio «Marenzio», ebbe allievi come Giovanni Tebaldini, Giacomo Benvenuti, Carlo Capra e un giovanissimo Arturo Benedetti Michelangeli. Da anziano diresse il coro delle orfane dell’istituto che oggi è la RSA La Residenza, scrivendo per loro su versi del poeta Angelo Canossi, con cui contribuì alla Chiesa e al Chiostro della Memoria per i caduti della Grande Guerra. Nel testamento lasciò una somma alle ragazze che volessero proseguire gli studi. Il pittore Gaetano Cresseri lo ritrasse al pianoforte mentre insegna canto alle orfanelle. Lonato e Brescia gli hanno intitolato una via, come ricordava il nostro profilo del 2019.
Gerardo Chimini, dalla scuola di Michelangeli ai cineconcerti
La storia di Chimini si intreccia con quella di Chimeri. Si diplomò nel 1972 al Conservatorio «Marenzio» di Brescia con Mario Conter, allievo di Michelangeli, e si perfezionò con Bruno Mezzena, della stessa scuola. Studiò armonia e contrappunto con Franco Margola e musica da camera con Paolo Borciani e Dario De Rosa. Al «Marenzio» ha insegnato per 41 anni, fino al 2013.
Ha suonato in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Giappone e Brasile, e ha registrato per RAI, RTSI, RTBF e Radio Sidney. Ha collaborato con l’Orchestra del Festival Pianistico Michelangeli, i Pomeriggi Musicali di Milano e orchestre giapponesi, tiene corsi di perfezionamento in Italia e in Giappone ed è organista di fama: nel 2019 ha eseguito le Variazioni Goldberg all’organo al festival di Rocca Massima. Nel novembre 2013 Salò gli ha conferito il premio Gasparo da Salò; nel 2003-2005 ebbe l’incarico alla guida della sua Estate Musicale del Garda. Sonorizza dal vivo il cinema muto, da Il monello di Chaplin a San Felice del Benaco nel 2017 al Nosferatu di Murnau per Brescia Musei. A Toscolano ha inaugurato nel 2020 l’organo dei Santi Pietro e Paolo e a marzo 2026 ha tenuto tre lezioni-concerto in biblioteca. La sua idea di mestiere sta in una frase del 2019: la musica «se non viene suonata rimane nelle biblioteche e muore».
Una serata tra valzer e leggende
Chimini porta al pianoforte pagine che riportano il Garda dentro una chiesa di Brescia: il programma comprende pezzi da Tramonti sul Garda, a partire dal Valzer elegante, e da Leggenda, su testo di Cora Fabbi. Accanto a titoli di sapore ottocentesco come Barcarola, Angelus e Danza campestre ci sono pagine più brillanti, da Si presenta Arlecchino a Scherzo, e il Valzer lento, mentre Disperazione ne dà il lato più cupo. La chiusura è affidata ad Ancora un valzer. Prima della musica prendono la parola Paolo Lombardi, presidente della Fondazione Casa di Dio ETS, e Gianenzo Rossi, produttore di Tactus.


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