lunedì, Luglio 22, 2024
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Slalom, "buta zo" e passa-la-palla Ecco le miniolimpiadi invernali

Presentati in municipio i Giochi 2002 per le scuole

Il programma dei «Giochi invernali 2002» cui parteciperanno 1.100 alunni delle scuole elementari dei Comuni del comprensorio, è stato presentato ufficialmente in municipio. Erano presenti il sindaco Fausto Sachetto, il dirigente scolastico Maurizio Tencheni e il coordinatore per l’educazione sportiva del Centro servizi amministrativa (ex Provveditorato) di Verona, Tiziano Cordioli. La manifestazione sportiva vedrà il coinvolgimento degli alunni delle scuole di Valeggio, Villafranca, Pizzoletta, Rosegaferro, Quaderni, Vigasio, Pradelle, Trevenzuolo, Povegliano e Sommacampagna. I giochi si svolgeranno martedì e mercoledì dalle 9.30 alle 11.30 nel palazzetto dello sport di Valeggio. Le precedenti edizioni si erano svolte a Villafranca e Sommacampagna. Nel corso della conferenza di presentazione è stata mostrata la maglietta, realizzata dal Comune di Valeggio col finanziamento di alcuni sponsor, che tutti i partecipanti indosseranno durante la due giorni di gare. «La pratica sportiva è molto importante nella formazione di bambini e ragazzi, per questo mettiamo volentieri a disposizione delle scuole i nostri impianti sportivi», ha detto il sindaco Sachetto. All’apertura dei Giochi ognuna delle squadre partecipanti al torneo eseguirà un canto o una filastrocca in musica composti dagli alunni delle rispettive scuole. Poi si darà il via alle competizioni. Clara Bedin, insegnante di educazione fisica all’Istituto alberghiero, ha confermato che gli studenti del secondo anno si metteranno a disposizione dell’organizzazione per l’arbitraggio delle gare. I mini-atleti si contenderanno il titolo di campioni d’inverno, ma alla fine non ci saranno premiazioni, gareggiando in tre discipline del tutto particolari. Il primo gioco consiste in uno slalom fra sagome di cartone tenendo in mano una palla speciale, usata in psicomotricità, che si chiama catch-ball. Il secondo gioco si chiama in dialetto «buta zo, tira su», perché i ragazzi dovranno, nel minor tempo possibile, prima abbattere e poi rimettere in piedi cinque clavette distanti fra loro un metro. Nell’ultima gara i bambini, seduti a cerchio, dovranno passarsi una palla con entrambe le mani. Vincerà la squadra che riuscirà, in un tempo stabilito, a far fare più giri alla palla. «Come si può notare», commenta Maurizio Tencheni, «lo spirito di questi giochi non è l’agonismo ma lo stare insieme. Sono giochi di squadra cui possono partecipare tutti, anche i bambini con handicap. Saranno due giorni di divertimento e di amicizia».

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