lunedì, Luglio 22, 2024
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Per favorire il ritorno della lacustre

Scala di monta a Torbole

La pescosità del Garda trentino è sensibilmente più bassa rispetto a quella del basso lago e ciò è dovuto, pensa la provincia, anche ad una minore azione di ripopolamento. Dopo vent’anni, di concerto col Veneto, sono riprese le semine nel lago secondo un programma annuale. Prima della fine del 2000 saranno immessi 4000 lucci fra i 6 ed i 9 centimetri, 50.000 alborelle pari a circa 2 quintali, 4000 carpe fra i 9 ed i 12 centimetri ed altrettante tinche fra i 6 ed i 9 centimetri. Il programma prevede per i due anni successivi un incremento della quantità di alborelle seminate (fino a 4 quintali nel 2002), e dosi pressoché costanti di lucci e di tinche. Peraltro le buone intenzioni della provincia non si fermano alla spesa, tutto sommato modesta, di 21 milioni di avannotti, ma riguardano anche interventi volti a recuperare, nei limiti del possibile, le condizioni per uno sviluppo autonomo della fauna ittica. E’ il caso del sopralluogo di provinciali e tecnici dell’Enel per verificare la possibilità di ripristinare a Torbole una scala di monta per la trota lacustre che ha bisogno di risalire il fiume per trovare le condizioni adatte alla posa delle uova. Da ottobre a dicembre, alle foci del Sarca, c’è un divieto di posa delle reti, proprio per favorire l’eventuale risalita delle trote. Per le lacustri ed il carpione si pensa alla riproduzione artificiale con successiva semina. Ancora: verranno recintate porzioni di arenile per permettere la frega delle alborelle, rifatti i canneti e risistemate le alghe per il luccio.

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